Pubbliche assistenze” “154 anni spesi” “a servizio di tutti

Nate nello Stato sabaudo nel 1848 come "società di mutuo soccorso", hanno saputo resistere all'usura del tempo e adeguarsi alle nuove esigenze sociali che richiedono, anche ai volontari, rinnovate competenze sul piano assistenziale. Oggi conta 850 associazioni per un totale di oltre un milione di volontari

154 anni di attività. L’Anpas, l’Associazione nazionale pubbliche assistenze, si ritroverà a Roma per il 52° Congresso nazionale, dal 28 al 30 novembre. È un appuntamento importante, per un servizio nato nel 1860 come Associazioni di volontariato, libere e laiche, sotto una grande varietà di nomi – Croce Verde, Croce Bianca, Croce D’Oro, Società di Salvamento, Fratellanza Militare, Fratellanza Popolare – che come scopo hanno quello di "servire chiunque esprima un bisogno, senza porre condizioni all’aiuto prestato e dimostrandosi aperte a chiunque voglia prendervi parte". Un’attività di grande rilevanza e impegno civile, in un momento in cui la crisi economica, che sembra non avere termine, incide in maniera molto significativa sulle prestazioni di assistenza e di welfare che dovrebbe fornire lo Stato.

L’origine e la storia. Le pubbliche assistenze nacquero nello Stato sabaudo nel 1848 come "società di mutuo soccorso" – grazie all’opera della "borghesia illuminata" del tempo – e avevano come caratteristiche la mutualità, la solidarietà fra i lavoratori, l’autogestione dei fondi, derivanti da contributi obbligatori che si distribuivano in ripartizione per malattie, sussidi di invalidità e di vecchiaia. Molte di queste società introdussero servizi come scuole domenicali e serali e mutualismo in caso di infermità. In seguito, vennero organizzati anche altri servizi, come ad esempio il sostegno creditizio a tutti i componenti che lo richiedevano, la fornitura di materie prime e la vendita ai soci di prodotti di prima necessità al prezzo di costo, forme di autotutela delle nuove classi di salariati ed operai nei confronti delle malattie, degli infortuni, della morte, ma anche rispetto alla necessità di formazione alle arti e mestieri. Nel 1904, si svolge il IV Congresso Nazionale, che dà vita alla Federazione nazionale delle Società di Pubblica assistenza e Pubblico soccorso, che nel 1911 ottiene il riconoscimento giuridico in Ente Morale. Sarà poi il fascismo a bloccare lo sviluppo del movimento e a trasferire alla Croce Rossa Italiana tutte le competenze relative al soccorso, sciogliendo tutte le associazioni prive di riconoscimenti giuridici.

Un milione di persone e 850 associazioni. Dopo la guerra, a partire dal Congresso del 1946 e grazie al Congresso del 1978, il movimento delle pubbliche assistenze si rafforza sempre più. Oggi è costituito da 850 associazioni e del quale fanno parte più di un milione di persone, sparse su tutto il territorio nazionale, che operano volontariamente nei campi della solidarietà internazionale, del servizio civile e della protezione civile. A loro sono affidati l’emergenza sanitaria 118, il trasporto sanitario e sociale, la donazione del sangue. Si occupano anche delle adozioni e della solidarietà internazionali – nel solo 2013, 154.978 persone, in 6 paesi del mondo, hanno beneficiato dell’attività dell’Anpas, delle quali quasi 80mila bambini – della formazione, del servizio civile, della mutualità e dell’aggregazione sociale, della promozione della solidarietà, della salvaguardia, della difesa e del soccorso degli animali.

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