Al centro Italia ” “due big ” “e un gigante

Bologna deve ancora risolvere le resistenze opposte dell'Imolese. Firenze, con il suo sindaco metropolitano, Dario Nardella, si percepisce come una delle ''lepri dell'Italia'', dalle quali passa ''il 40 per cento della ricchezza'' dell'intero Paese e passerà pure l'uscita dalla crisi. Infine Roma, la più popolosa con circa 4 milioni di abitanti, di cui 2,6 milioni solo nella capitale" "

Bologna, Firenze e Roma capitale. Nell’Italia centrale saranno tre le nuove città metropolitane, i cui consigli – eletti il 28 settembre per Bologna e Firenze, il 5 ottobre per Roma – sono già all’opera per scrivere gli statuti del nuovo ente locale. Bologna: metropolitana "ante litteram". A Bologna il dibattito per la città metropolitana – che attualmente comprende 60 Comuni e una popolazione di poco inferiore al milione di abitanti – affonda le radici alla fine degli anni Settanta, con un primo "Piano intercomunale del comprensorio" tra 15 Comuni per far convergere interessi e scelte in materia di viabilità ed edilizia economica popolare. Alla luce della legge 142/1990, nel 1994 il Comune capoluogo e altri 50 firmano l’accordo volontario per la città metropolitana: non aderiscono 9 Comuni della provincia (Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Fontanelice, Gaggio Montano, Galliera, Imola, Mordano e Porretta Terme), sei dei quali successivamente entreranno a far parte del circondario imolese. Ma ad anticipare l’attuale assetto è la legge regionale 33/1995, che delimita i confini della città metropolitana, facendoli corrispondere all’intero ambito provinciale, e determina gli ambiti di sua competenza. Dopo una fase di stallo, il percorso riprende con la sigla, nel 2006, di un accordo quadro che prevede anche un significativo impegno finanziario. Da segnalare la presenza ancora oggi, nell’Imolese, di una posizione contraria all’ingresso (e ora alla permanenza) nella città metropolitana di Bologna: nei mesi scorsi, al riguardo, era stato proposto un referendum consultivo che, però, non è stato giudicato ammissibile. Firenze: un’unica area per la Toscana centrale? Analoga a quella emiliano romagnola per numero di abitanti ed estensione, la città metropolitana di Firenze – il cui consiglio si è riunito per la prima volta lo scorso 15 ottobre – comprende i 44 Comuni dell’attuale territorio provinciale. Particolarmente entusiasta del nuovo assetto amministrativo è il sindaco metropolitano, Dario Nardella, che ha definito le città metropolitane "la lepre dell’Italia", dalle quali passa "il 40 per cento della ricchezza" dell’intero Paese e passerà pure l’uscita dalla crisi. In Toscana il dibattito prende avvio a metà degli anni Novanta con la firma, nel 1996, del "Patto di governo della città metropolitana" – da parte di Regione, Provincia di Firenze, 28 Comuni e Comunità montana del Mugello – che dà vita alla conferenza metropolitana, destinata a occuparsi di mobilità, pianificazione territoriale e rifiuti. Nel 2000, invece, una delibera del Consiglio regionale tratta della "delimitazione dell’area metropolitana di Firenze, Prato e Pistoia". All’interno dell’area metropolitana fiorentina riveste particolare rilievo la tutela del patrimonio storico-artistico, menzionata nel piano strategico "Firenze 2010", che richiama l’importanza della città metropolitana per lo sviluppo dell’area e dà il via all’idea di un’Unione dei comuni fiorentini. Il susseguirsi di proposte per la città metropolitana, tuttavia, considera non solo il territorio corrispondente alla provincia di Firenze, quanto piuttosto la "regione urbana" Firenze-Prato-Pistoia. Roma: predominio della capitale. Con circa 4 milioni di abitanti, di cui 2,6 milioni solo a Roma, la città metropolitana di Roma capitale è senza dubbio la più popolosa. L’area metropolitana di Roma è stata formalmente costituita nel 1995, senza però definirne i confini né un ente ad hoc. Nel frattempo, dal 2009 è attuativa la norma che riconosce "Roma capitale", garantendo alla città una maggiore autonomia nella gestione del proprio territorio. Attualmente la "Legge Delrio" prevede una disciplina speciale per questa città metropolitana e stabilisce che lo statuto della città metropolitana di Roma capitale disciplini "i rapporti tra la città metropolitana, il Comune di Roma capitale e gli altri Comuni, garantendo il migliore assetto delle funzioni che Roma è chiamata a svolgere quale sede degli organi costituzionali nonché delle rappresentanze diplomatiche degli Stati esteri, ivi presenti, presso la Repubblica italiana, presso lo Stato della Città del Vaticano e presso le istituzioni internazionali". La sua estensione territoriale e il predominio del Comune di Roma capitale creano problemi di rappresentanza all’interno del consiglio metropolitano, dove intere aree non sono rappresentate, ad esempio quella tra Roma e Civitavecchia, oppure tra Roma e la provincia di Rieti, o ancora il territorio verso l’Abruzzo e quello verso la provincia di Frosinone, mentre ben 12 dei 24 eletti sono consiglieri comunali di Roma capitale (analogamente, peraltro, a quanto accadeva nel consiglio provinciale). Tale composizione lascia spazio a dubbi in merito alla capacità di prendere decisioni che avranno ricadute su tutto il territorio, mentre è al momento aperta la questione del vicesindaco, che andrà scelto entro il 2014. Potrà essere espressione della provincia, ma sicuramente non di quelle aree più "lontane" da Roma che non hanno rappresentanti in consiglio.

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