Portare il vangelo nelle città

La parola–chiave della Settimana sociale di Alicante è stata "solidarietà". Incontro dal respiro internazionale

Tre giornate intense di analisi e diagnosi. È quanto ha rappresentato la 42ma Settimana sociale spagnola, che si è svolta nei giorni scorsi ad Alicante sul tema “Per una società nuova. Sfide e proposte”. “Senza dubbio abbiamo raggiunto gli obiettivi prefissati. Nella Settimana abbiamo fatto appello alla generazione di una nuova società proponendo sfide e proposte, con tre giorni di riflessioni su diversi temi, attraverso relazioni e tavole rotonde tematiche”, ha detto il presidente della Giunta nazionale delle Settimane sociali di Spagna, Vicente Navarro de Luján, alla chiusura dell’appuntamento promosso dalla Conferenza episcopale. Esperti nazionali e internazionali sono, infatti, intervenuti all’evento mettendo in luce le principali problematiche che attendono l’Europa e le nuove forme di partecipazione alla vita pubblica che può favorire la Chiesa spagnola.

Maggiore partecipazione. Durante la Settimana si è parlato molto di economia civile, di lavoro collettivo e per il bene comune, di comunicazione e nuovi linguaggi, di istituzioni competenti e di impegno sociale e solidarietà. Solidarietà alla quale si è appellato il nunzio apostolico in Spagna, monsignor Renzo Fratini: “Di fronte alla crisi etica che stiamo vivendo è importante seguire e abbracciare la Dottrina sociale della Chiesa ripensando la solidarietà come il principio basilare della concezione cristiana”. Sulla stessa linea il vescovo di Orihuela-Alicante, monsignor Jesús Murgui, ha ricordato che “è ora di sentirci chiamati a una maggiore partecipazione e presenza a favore di tempi nuovi che generano una nuova società. E in questo deve crescere la conoscenza e l’acquisizione della saggezza che custodisce la Dottrina sociale della Chiesa”. Il vescovo emerito di Orihuela-Alicante, monsignor Rafael Palmero, ha apprezzato la scelta di Alicante “come città aperta e sempre accogliente” e la sua diocesi per la celebrazione dei lavori, esprimendo l’auspicio che anche in futuro si possa scegliere questa sede.

L’intervento del card. Barbarin. Tra i relatori, una delle figure di maggior spicco è stato il cardinale arcivescovo di Lione, Philippe Barbarin, membro della Commissione dottrinale della Conferenza episcopale francese. Nella relazione “Evangelizzazione nelle grandi città”, ha evidenziato tre aspetti fondamentali per lo stesso impegno evangelizzatore: la prossimità, la creazione di un linguaggio nuovo e la necessità di incoraggiare l’iniziativa generando molta libertà tra i cattolici. “Le città sono luoghi che parlano dell’incontro di Dio con l’uomo, cantano la gioia e devono essere oggetto di tutta la nostra attenzione affinché ci permettano questi incontri sempre nuovi”, ha spiegato il cardinal Barbarin. In questo senso ha invitato a creare nelle città spazi, gruppi e iniziative di solidarietà, spiritualità, comunicazione e pace. Ha insistito anche sulla necessità di un rinnovamento urbano “con il quale si ottiene il radicamento e il senso di appartenenza dei nuovi arrivati alla comunità”.

Il ruolo dei cattolici nell’economia. Stefano Zamagni, uno degli economisti europei più noti a livello internazionale e uno dei principali esponenti della corrente di pensiero conosciuta come economia civile, ha parlato di “come rilanciare il progetto europeo e il compito dei cattolici in questo processo”, incidendo sulla necessità di recuperare il concetto di bene comune al di sopra del bene privato o del bene pubblico”. Una radiografia della situazione attuale e delle prospettive economiche della Spagna è stata offerta dal professore di Economia applicata all’Università Ceu San Paolo e docente di Economia all’Istituto di impresa, Rafael Pampillón Olmedo. “La ripresa della nostra economia dovrà venire dalla domanda estera, motivo per il quale risulta essenziale migliorare la competitività e il consolidamento fiscale che deve continuare”, ha spiegato l’economista. “Dobbiamo porre le persone in condizioni di parità e far mettere in atto politiche comuni da buone e competenti istituzioni”, ha aggiunto. Ha anche difeso “le esportazioni come motore e il cambiamento come una necessità”.

Fra Stato e società. Il modello di relazione tra Stato e società è stato analizzato dal professore di Scienza politica e dell’amministrazione dell’Università di Murcia, Fernando Jiménez Sánchez, secondo il quale le opportunità per creare una nuova società passano attraverso “un progetto collettivo nuovo che aumenti la fiducia e il senso comunitario inspirato a tre pilastri: cambiamenti istituzionali, cambiamenti nel sostegno della comunità e dell’identità collettiva, cambiamento nei sentimenti morali”.

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