Parli di Halloween? ” “Sberle assicurate

Ecco come può svilupparsi e persino degenerare una semplice conversazione fra amici sulla moda del momento. Il che la dice lunga sulla capacità di ascoltare la Chiesa, senza pregiudizi, quando suggerisce di non prendere alla leggera un fenomeno culturale d'importazione

L’altro giorno stavo fotografando alcuni splendidi rosari insieme ad alcuni amici. E tra uno scatto e l’altro, come accade sempre in compagnia, s’è iniziato a parlare del più e del meno. Ma da amabili e vaghe, le conversazioni sono velocemente scivolate in diatribe, alterchi e risse verbali. Il peggio s’è prodotto parlando di Halloween.

L’amico Natale – ad esempio – se l’è presa coi preti, oscurantisti e troppo zelanti: siccome vedono "messe nere" dappertutto, vogliono vietare un po’ di sano divertimento ai più piccoli. "Quand’ero piccolo non si usava, ma l’evento affonda le radici nei secoli" ha sottolineato sfoderando un’improbabile erudizione.

"O sei più vecchio di Halloween, o ti contraddici da solo" gli ha fatto notare Angelo, provando a farlo ragionare. Ma quell’altro niente: non ha voluto sentire ragioni. Anzi. per tutta risposta gli ha menato due begli sganassoni in nome del Papa aggiungendo esaltato: "Francesco la pensa come me, dovreste seguire con più attenzione il suo processo di ottimizzazione della Chiesa!".

"Ottimizzazione?" ha chiesto drizzando le orecchie Giordano. Aveva seguito distrattamente la contesa, ma quell’argomento lo incuriosiva: "Nel senso che studia teoria e metodi per la ricerca dei punti di massimo e minimo di una funzione matematica?"

Natale lo ha gelato con lo sguardo.

"Scusa, scusa – s’è affrettato a dire Giordano, tirandosi indietro per il timore che ci fossero ceffoni anche per lui – forse allora volevi dire che il Papa sta cercando di modificare alcuni aspetti della Chiesa per farla lavorare più efficientemente e per utilizzare meno risorse…"

"Sì, sta facendo un bel repulisti" ha risposto Natale col suo stile, sempre più spazientito, ma senza aver ben capito.

"Dopo il partito azienda e lo Stato azienda, pure la Chiesa azienda ci doveva capitare…" ha borbottato tra sé e sé Giordano.

Ma a Natale quella specie di rassegnata preghiera ha fatto l’effetto della famosa goccia che fa traboccare il vaso. Travolto dalla rabbia è andato in escandescenze e ha cominciato a gridare: "ma lo volete capire che se la Chiesa vuole crescere deve mettersi al passo coi tempi invece di farsi gli autogol!?"

"Ha ragione Natale, ci vuole un buon marketing manager, per porgere il brand e consolidare la mission" ha detto a quel punto Marcella. Ma più per calmare gli animi che per interesse. Con quella confusione, infatti, non riusciva a leggere i consigli di una rivista popolare su come vestirsi per passare un Halloween "da urlo!". "Look total black con smokey eyes e labbra intense…" ha detto letto poi a bassa voce, tornando ai suoi pensieri.

"Vedrete che il Papa s’inventerà un modo di fare "dolcetto o scherzetto" pure all’udienza generale" ha ripreso allora Natale, cercando di ritrovare la calma. "Me l’ha detto mio cugino: il cognato fa la guardia svizzera e ha giurato che Santa Marta sta già svuotando le zucche! Ma non vedete che questo Papa fa pulizia, porta aria nuova: apre alle unioni gay e chiude alle lobby gay?".

"E caccia i vescovi pedofili, i preti cocainomani e i diaconi piromani" ha aggiunto con una certa soddisfazione Valeria. "L’ultimo per la prima volta è stato cacciato proprio dal Papa".

"Ma se è l’ultimo come fa ad essere la prima volta?" avrà pensato Angelo, ma restando zitto dopo aver imparato la rima tra sganassone e contraddizione.

E zitto ci sono rimasto anch’io, e non è nel mio carattere. Il fatto è che proprio non sono riuscito a capire cosa c’entrassero il Papa, le unioni gay e i preti pedofili con Halloween. In compenso m’è sembrato chiaro che il sentimento popolare verso la Chiesa non solo non è dei migliori, ma è pure facile da cavalcare.

Infatti sui media ha più spazio il parto di una suora del silenzioso servizio di tutte le altre. E qualche furto in chiesa fa più notizia dell’impegno delle diocesi in favore dei lavoratori, dei malati, dei poveri. E magari viene esaltata l’abitudine di un cane di fermarsi di fronte ad una madonella, ma non si racconta il continuo sforzo di formazione e informazione che le Chiese locali offrono sui temi del disagio giovanile, delle droghe, delle ludopatie, dell’alcolismo.

Se in alcuni casi c’è del marcio va detto con chiarezza. Ma perché non dare il giusto peso al più ampio sforzo della Chiesa per il bene comune? Un passo in questa direzione potrebbe aiutare a coltivare il dubbio che nelle indicazioni degli uffici diocesani – pure quando si scontrano con le mode e il senso comune, invitando a non prendere Halloween alla leggera – si nasconda un po’ di saggezza e qualche buon consiglio.

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