Caritas, piano per l’emergenza-casa

Il card. Duka ha illustrato un progetto per l'edilizia sociale. "Disponibilità di alloggi è una priorità" per il Paese

La Chiesa cattolica ha recentemente presentato il suo piano di “partecipazione attiva” alla creazione di “condizioni favorevoli” in materia di edilizia sociale e per il suo consolidamento nella Repubblica Ceca. L’idea è stata presentata nei giorni scorsi dal card. Dominik Duka, presidente della Conferenza episcopale, e da Lukas Curylo, direttore della Caritas Repubblica Ceca. I rappresentanti della Chiesa hanno inviato una lettera ufficiale in questo senso al primo ministro Bohuslav Sobotka, augurandosi che il governo sia aperto a una futura cooperazione.

Una questione prioritaria. Secondo il card. Dominik Duka, l’interesse della Chiesa cattolica a fornire il proprio aiuto nel campo dello sviluppo dell’edilizia sociale è stato oggetto di consultazioni con le altre Chiese cristiane e “rappresenta una risposta concreta all’invito dei politici” in questo settore. La Chiesa cattolica offre la sua esperienza maturata soprattutto grazie alle numerose e feconde attività degli uffici nazionali e diocesani della Caritas. La sua volontà di partecipare a un dialogo serio sull’edilizia sociale è già stato espresso diverse volte. Per esempio, interi palazzi di proprietà della Caritas a Praga e a Ostrava sono stati concessi, nell’estate 2014, in uso a famiglie colpite dalla crisi economica e sociale. “Consideriamo la disponibilità di alloggi a prezzi ragionevoli garantiti per persone in situazioni difficili una delle nostre priorità”, sostiene Jaroslav Nemec, direttore della Caritas di Praga. Come spiega a Sir Europa, soprattutto le mamme con bambini finiscono spesso in un “vortice senza fine di costante ricorso a vari tipi di servizi sociali, anche se la loro unica vera necessità è di avere un posto stabile in cui vivere a prezzi accettabili”.

Progetti concreti. “Lo scopo dell’edilizia sociale è di offrire appartamenti economicamente convenienti, dove le persone possono ‘riavviare’ vite ferite dalla perdita del lavoro, dal sequestro dei beni a causa dei debiti, o addirittura dalla reclusione in carcere. Noi li accompagniamo nel loro desiderio di un percorso completamente nuovo e li aiutiamo a riscoprire il senso della vita”, afferma Lukas Curylo. L’ispirazione può venire dai progetti attualmente in corso, quali case di accoglienza, alloggi per madri con bambini in difficoltà o per donne vittime di abusi, offrendo “un sistema di servizi ben integrato”. La Chiesa cattolica ha in programma di investire milioni di corone ogni anno nell’edilizia sociale. “La proporzione del nostro contributo finanziario dipenderà dalle misure legislative che verranno adottate e dalle strategie delle rispettive diocesi”, puntualizza Tomas Holub, segretario generale della Conferenza episcopale, precisando che il sostegno della Chiesa in questa fase preparatoria viene offerto principalmente nella creazione di una legislazione adeguata. Un sistema utile e ben fatto dovrebbe essere impostato in questo senso al fine di fornire uno spazio alle istituzioni ecclesiali caritative per presentare e lanciare progetti concreti di aiuto e realizzare le loro attività in materia di edilizia sociale. “Anni di esperienza nel settore dei servizi alle persone in difficoltà e la nostra rete, unica nel suo genere, ben radicata in tutti gli angoli del Paese, ci permettono di dimostrarci veramente utili, e ci auguriamo che il governo ne tenga conto per il futuro”, afferma ancora Curylo, esprimendo l’auspicio che la cooperazione in questo settore contribuisca alla “eliminazione dei ghetti esistenti”, sorti a causa del disordine e della precedente mancanza di attenzione in questo settore.

Vantaggi per tutta la società. “Il carattere di solidità e organicità del nostro lavoro con i gruppi destinatari – costituiti principalmente da madri con bambini, disoccupati, minoranze etniche e famiglie molto numerose -, non solo in materia di alloggio, ma anche in altri ambiti importanti della vita, con l’obiettivo di ripristinare il senso di dignità e un loro ritorno alla normalità, costituisce uno dei più importanti contributi del nostro lavoro nella società”, si legge nella lettera indirizzata dal presidente della Conferenza episcopale al primo ministro Bohuslav Sobotka. Il card. Duka richiama inoltre l’attenzione sull’adozione della legge n. 428/2012 sul concordato in materia di beni immobili tra lo Stato e la Chiesa cattolica e sulle possibilità offerte da questa normativa in materia di fornitura di servizi e relativo finanziamento. La Conferenza episcopale ceca vede la realizzazione dei progetti di edilizia sociale come una delle possibilità essenziali in vista degli “investimenti etici a favore dei cittadini”. Il primate della Chiesa cattolica auspica che gli sforzi comuni delle istituzioni statali e delle Chiese si traducano in un sistema di aiuti qualificato e organizzato nel settore dell’edilizia sociale, fornendo non soltanto soluzioni a breve termine, ma un quadro stabile per questo servizio che miri al miglioramento della situazione dei singoli individui così come del benessere generale.

Altri articoli in Archivio

Archivio

Informativa sulla Privacy