Restauri nella basilica della vocazione di Papa Francesco

Inaugurate le opere di restauro dell'altare dedicato a santa Teresa di Gesù nella chiesa di San Josè de Flores, meta di pellegrinaggio per pregare davanti al popolare Cristo de los Pobres. Per una richiesta di lavoro o soltanto un po' di pane

La basilica di San Josè de Flores, a Buenos Aires, è la chiesa dell’infanzia e dell’adolescenza di Papa Francesco. E lì che il Pontefice – secondo i suoi racconti – ha sentito a 17 anni la chiamata del Signore. Ed è da lì che Francesco sembra non essersi mai allontanato, non solo perché l’ha sempre visitata, ma anche perché le sue parole e il suo spirito si mantengono vivi attraverso l’opera che il parroco, padre Gabriel Marronetti, porta avanti insieme alla comunità in favore dei più bisognosi. La settimana scorsa, nel giorno della festa di santa Teresa di Gesù, sono state inaugurate nella basilica le opere di restauro del magnifico altare dedicato alla Santa d’Avila. Preceduta da una Messa celebrata dal vicario di Flores, monsignor Ernesto Giobando, e in presenza delle autorità del governo della città di Buenos Aires – responsabile della promozione dei restauri per l’arte religiosa – l’inaugurazione ha avuto come protagonista lo spirito di riforma di santa Teresa, sottolineato durante l’omelia.

La riforma del Carmelo. Dopo avere illustrato i tempi di crisi che vivevano nel secolo XVI l’Europa e la Chiesa (santa Teresa è nata nel 1515) e dopo aver ricordato il Concilio di Trento convocato per poter avviare la Riforma, mons. Giobando ha ricordato santa Teresa – proclamata da Paolo VI "Dottore della Chiesa" – come una donna di profonda preghiera, ma anche e soprattutto come una riformatrice del Carmelo, una donna "di cammino" che, nonostante fosse entrata in monastero a vent’anni e fosse vissuta in clausura, "è uscita e si è messa in cammino" per fondare un nuovo Carmelo. Teresa – ha ribadito mons. Giobando – unì alla più alta contemplazione una grande attività come riformatrice dell’ordine carmelitano e contribuì al rinnovamento dell’intera comunità ecclesiastica". "Noi dobbiamo offrire posto al Signore perché ci porti per le sue vie, vie di riforma come quelle di cui oggi hanno bisogno la Chiesa e il mondo", ha affermato mons. Giobando. "Ci sono vie di riforma, non per quello che può venire, non gettando d’un colpo via quanto si è fatto, e Teresa le ha trovate. Con Teresa, la vita dentro il Carmelo si è perfezionata. Lei è stata una collaboratrice nella storia del Carmelo. È stata, senza dubbio, una grande riformatrice e ciò che hanno fatto le sue opere scritte ("Nulla ti turbi, nulla ti spaventi…" tra le altre) è ispirare a vivere il suo spirito di riforma", ha concluso il vicario.

Restauro della fede. In occasione dell’inaugurazione dell’altare di Santa Teresa si era davvero lontani da Roma, dalla sede del Sinodo straordinario sulla famiglia, ma a San Josè de Flores le idee di Papa Francesco su una Chiesa "in uscita", aperta per tutti, erano vive sia nell’omelia del vicario sia nelle parole del parroco, padre Gabriel Marronetti. È stato quest’ultimo, al momento dei ringraziamenti, a ricordare Francesco d’Assisi che, chiamato dal Signore a restaurare la Chiesa, capì che quello che doveva fare era restaurare la fede nella comunità in crisi. Santa Teresa, definita dai pastori argentini come una donna "in cammino", una riformatrice, fedele alla Chiesa nello spirito del Concilio di Trento, ha "come si deve a una grande figura che è stata propulsore della devozione a san Giuseppe, un posto privilegiato nella basilica di San Josè, dove ogni giorno moltissime persone entrano a pregare, davanti al popolare Cristo de los Pobres, per un lavoro o soltanto un po’ di pane, segno che qualcosa ancora dev’essere riformato".

Il completamento dei lavori. Finiti i restauri dei tetti e delle grondaie di questa basilica di oltre 200 anni e rinnovati gli altari dell’Immacolata, di san Giuseppe e di santa Teresa, i lavori della restauratrice Isabel Contreras e della sua équipe continueranno a ritmo veloce: il sogno è di poter inaugurare le opere dell’importante cupola della chiesa prima di Natale.

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