Spagna, Portogallo, Paesi Bassi

Spagna: dai vescovi nuovo appello per tutelare la vita
“Difendere la vita umana è compito di tutti”. È il titolo della nota che la Commissione permanente della Conferenza episcopale spagnola ha diffuso al termine della riunione svoltasi a Madrid nei giorni scorsi. “Il diritto alla vita umana non è negoziabile”, sostengono i vescovi. La nota fa riferimento, in particolare, al “Disegno di legge di protezione dei diritti del concepito e della donna incinta”, che nei giorni scorsi è stato ritirato dal Governo, suscitando molte polemiche. Di fronte al dibattito politico sorto intorno a tale normativa, dunque, i vescovi iberici ribadiscono che “la vita umana e sacra e inviolabile e deve essere tutelata dal concepimento e fino alla morte naturale”, poiché “la scienza stessa prova che sin dal concepimento esiste un nuovo essere umano, unico e irripetibile, distinto dai suoi genitori”. “Non si può costruire – spiegano i presuli – una società democratica, libera, giusta e pacifica se non si difendono e rispettano i diritti di tutti gli esseri umani, nella loro dignità inalienabile, in particolare il diritto alla vita, priorità tra tutti gli altri”. La Chiesa spagnola ricorda che “proteggere la vita umana è compito di tutti, soprattutto dei governi” e definisce “una triste eccezione” la Spagna, dove si vuole arrivare a “considerare l’aborto come un diritto”, puntando quindi il dito contro quei rappresentanti istituzionali che, per interesse politico, hanno rinunciato a tutelare la vita dei nascituri, nonostante gli impegni presi in precedenza davanti agli elettori. Naturalmente, i vescovi si dicono consapevoli del fatto che “l’esistenza umana non è libera da difficoltà” e ribadiscono che “la Chiesa conosce bene le sofferenze e le carenze di molte persone, alle quali rivolge il suo aiuto, in tutto il mondo, nell’esercizio della carità”, tanto che sono “numerosi i volontari e le organizzazioni di sostegno alla vita e di promozione della donna e della solidarietà con i più bisognosi” che vogliono “estendere la civiltà dell’amore e la cultura della vita” nei confronti di tutti coloro che “vivono nelle periferie sociali ed esistenziali”. Al contempo, i presuli iberici chiedono alle istituzioni pubbliche “uno sforzo più generoso nell’attuazione di politiche efficaci per sostenere le donne incinte e le famiglie”. La nota si conclude con un appello ad “accompagnare le donne in gravidanza affinché, di fronte a qualsiasi tipo di difficoltà, non scelgano la morte, ma optino per la via della vita”.

Portogallo: la Chiesa interviene sui problemi sociali
Al termine della prima riunione della Commissione episcopale della Pastorale sociale e della mobilità umana, il presidente, mons. Jorge Ortiga, ha valutato favorevolmente “l’aumento del salario minimo nazionale a 505 euro”. “Anche se l’incremento di venti euro è davvero molto poco, di fronte alla difficile situazione sociale che stiamo vivendo, alle numerose necessità personali e familiari, possiamo considerare la decisione del governo come una buona misura”, ha affermato. Il provvedimento, che riguarderà mezzo milione di lavoratori fino alla fine del 2015, pur costituendo un ulteriore onere per le imprese, va di fatto “nella direzione di una maggiore uguaglianza salariale”. La Commissione ha auspicato che il bilancio dello Stato per il 2015 presenti “una prospettiva di maggiore tutela per la persona e la sua dignità”, prevedendo “sostegni per l’educazione, per i più poveri e bisognosi, e per la famiglia, soprattutto nelle problematiche legate alla natalità e alla terza età”. L’arcivescovo di Braga ha però invitato anche la Chiesa a focalizzare la propria attenzione sull’evangelico atteggiamento di carità, perché non basta solo dar voce a chi non ce l’ha, segnalando le situazioni socialmente ingiuste, ma “è necessario che tutti i cristiani testimonino con la vita e con le azioni una carità veramente concreta, che è attenzione e risposta di ordine materiale o spirituale alle necessità del prossimo”.

Paesi Bassi: concorso per i migliori siti web cristiani
Fino al 23 ottobre sarà possibile inviare candidature per i “Webfish Awards 2014”, premi conferiti a coloro che attraverso siti web, social media o applicazioni (in lingua olandese) sanno “meglio attirare l’attenzione sulla fede cristiana”. Quest’anno saranno tre le categorie in concorso: chiese, organizzazioni e individui. I vincitori saranno proclamati e premiati l’8 novembre a Utrecht durante il Festival missionario nazionale. Le candidature sono sul sito http://webfish.boomvis.nl/; gli internauti possono votare e costituiranno il sesto componente della giuria ecumenica. Webfish Awards 2014 è un’iniziativa congiunta del portale cattolico Katholiek.nl, della Chiesa protestante, del Consiglio delle chiese, della Tilburg University e dell’Università teologica protestante. “I siti presentati saranno giudicati in base ai seguenti criteri: idea, contenuto, design, tecnologia e facilità d’uso”, spiegano gli organizzatori. “Con questo premio vogliamo che i creatori di siti web cristiani siano sfidati a migliorare il loro lavoro in modo continuo e più professionale”, ha affermato Marloes Keller, esperto per le comunicazioni della Chiesa protestante neerlandese.

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