Sofia al voto, con poco entusiasmo

L'instabilità politica si somma alla crisi economica e sociale. Le valutazioni del politologo Smilov" "

I bulgari si recheranno alle urne domenica 5 ottobre per la terza volta negli ultimi due anni. Le elezioni parlamentari anticipate arrivano in un momento d’instabilità politica per il Paese più povero dell’Unione europea e questa mancanza di un governo solido incide negativamente sulla situazione economica e allontana necessarie e urgenti riforme. Secondo gli ultimi sondaggi, spiega il politologo Daniel Smilov, intervistato da Iva Mihailova, per Sir Europa, “il vincitore del voto è chiaro, il partito di centrodestra Gerb, guidato dal suo leader populista Boyko Borissov, già primo ministro dal 2009 al 2013. La domanda è se Gerb riuscirà ad assemblare una coalizione che gli permetterà di governare”. Probabilmente i socialisti saranno secondi, ma a larga distanza. Nel parlamento unicamerale di Sofia entrerà anche il partito della minoranza turca (Dps), mentre pochi seggi otterranno altre tre o quattro forze politiche minori.

Dopo circa due anni d’instabilità, la Bulgaria va di nuovo ai seggi. Perché?
“In effetti in questo breve periodo di tempo abbiamo avuto tre votazioni: due politiche nazionali più le elezioni europee. E cinque diversi governi: due ordinari, due ad interim e l’esecutivo che si formerà dopo il voto del 5 ottobre. A questa instabilità politica hanno contribuito sia il governo del partito di centrodestra Gerb e, dopo le elezioni del 2013, anche quello della coalizione di centrosinistra dei socialisti (Bsp) con il partito della minoranza turca (Dps). Negli ultimi mesi del governo di Gerb, a causa dei prezzi alti dell’elettricità, si sono avute delle massicce proteste che hanno costretto l’esecutivo a dimettersi nell’inverno del 2013. Molti bulgari non riuscivano a pagare le bollette per l’elettricità e il riscaldamento a causa della crisi economica. Per l’altro governo di centrosinistra, invece, sin dall’inizio era chiaro che non sarebbe arrivato alla fine della legislatura”.

Gli analisti valutano la campagna elettorale come piuttosto fiacca. A che cosa si deve questo e cosa succederà dopo il voto?
“Probabilmente la campagna elettorale fiacca è dovuta al risultato preannunciato delle elezioni. Tutti si aspettano che Gerb ottenga il maggior numero di seggi nel parlamento mentre i socialisti avranno un risultato mediocre. L’incognita è se Gerb sarà in grado di formare da solo il governo, ma questo è poco probabile, oppure se ci sarà un governo di minoranza, come nel 2009. Stando agli ultimi sondaggi, è possibile un governo di centrodestra formato da Gerb e dal Blocco riformista (unione di diverse scissioni della vecchia destra). Tale coalizione però sarà un po’ complicata da gestire, a causa dei problemi personali tra i leader della destra. L’altra possibilità è un’alleanza tra Gerb e il partito della minoranza turca (Dps). Si parla anche di un’ampia coalizione con i socialisti, ma questo è poco probabile”.

Come si rifletterà tutto ciò sulla già grave situazione economica e sociale del Paese? Quali saranno le sfide principali del nuovo governo?
“È urgente riformare il comparto energetico: il prezzo dell’elettricità è stato calmierato artificialmente per più di un anno e mezzo e in questo momento abbiamo un grande deficit accumulato dalle imprese pubbliche del settore che bisogna compensare. Sono inoltre necessarie urgenti riforme nella sanità e nell’istruzione. Si dovrà decidere anche il futuro di alcuni progetti importanti e controversi come il gasdotto South Stream con forti interessi russi e la centrale nucleare Belene sul Danubio”.

Un altro componente della crisi politica è legato alla situazione della Corporate Commercial Bank, una delle maggiori banche bulgare, messa sotto sorveglianza il 20 giugno dalla Banca nazionale a causa della liquidità ridotta dell’istituto di credito.
“Il principale azionista della Corporate Bank, Tsvetan Vassilev, connesso a diversi circoli politici, ha iniziato una lotta aperta coinvolgendo media e magistratura, contro il suo recente partner e altra figura controversa, Delyan Peevski, parlamentare del Dps e magnate dei media. Ci sono diverse vie per uscire da questa crisi, ma molte cose dipendono dalla composizione della maggioranza al potere dopo le elezioni. La Commissione europea ha già iniziato la procedura d’infrazione nei confronti della Bulgaria per l’impossibilità dei correntisti di ritirare i propri soldi”.

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