Famiglia, si guarda al Sinodo

In Europa orientale arrivano le tendenza imposte dalla secolarizzazione. Tra crisi economica e possibili iniziative pastorali

Le statistiche iniziano a diventare simili a quelle del resto d’Europa: famiglie in crisi, molte coppie conviventi, pochi figli. E lentamente anche nella società bulgara si assiste al crescere di fenomeni finora rarissimi, come le unioni omosessuali. Ma comunque sono ancora tante le persone che credono veramente nel matrimonio e si impegnano a viverlo con la coerenza proveniente dalla propria fede. Per avere un quadro più ampio della famiglia bulgara, degli aspetti positivi e delle sue difficoltà quotidiane e di quelle che si incontrano nella pastorale familiare in vista del prossimo Sinodo, Iva Mihailova di Sir Europa ha intervistato Bogdan Patashev, responsabile delle comunicazioni della Conferenza episcopale bulgara e padre di tre figli.

Come vivono oggi le famiglie in Bulgaria?
“La famiglia in Bulgaria non è molto diversa da quella europea. Le nostre tradizioni rispecchiano ancora i valori cristiani anche se i 50 anni di comunismo e il seguente periodo postcomunista hanno lasciato la loro impronta. I giovani si sposano molto più tardi, si rinvia anche l’arrivo del primo figlio, aumentano le coppie di fatto. Molti però continuano a credere nel matrimonio e lo celebrano in Chiesa, anche se tanti lo fanno piuttosto per la bellezza della cerimonia… I genitori bulgari hanno uno, massimo due figli. Secondo le statistiche aumentano i bambini nati da persone conviventi”.

Quali sono le difficoltà principali che incontrano i coniugi?
“Un punto molto debole è l’educazione, soprattutto nelle scuole: i giovani vengono sempre più ‘formati’ dai media, dai social network. Altra difficoltà per una famiglia media è la mancanza di lavoro, cui si aggiunge, soprattutto nelle grandi città, il problema dei costi elevati per avere una casa. I genitori immersi nel lavoro e nella vita quotidiana passano sempre meno tempo sia con i figli sia con il partner”.

Ci sono differenze significative tra Sofia, le altre grandi città e il resto del Paese? Questo come influisce sulle famiglie?
“La maggior parte della popolazione bulgara è concentrata nella capitale e in altre due o tre grandi città. Molte giovani coppie si trasferiscono o si formano in questi centri. Ciò porta allo spopolamento di altre zone, mentre a Sofia per esempio non si trovano posti negli asili e nelle scuole materne. È importante anche il fenomeno migratorio, perché nelle piccole città spesso i genitori lavorano all’estero mentre i figli vengono allevati dai nonni”.

Le confessioni cristiane si sono mobilitate per promuovere una visione evangelica della famiglia nella società?
“Nel 2008 c’è stato un tentativo di introdurre nella legislazione nazionale le unioni di fatto e allora tutte le confessioni religiose presenti in Bulgaria si sono riunite e hanno espresso fortemente il loro dissenso e il decreto legge è stato fermato. La Chiesa ortodossa, essendo la maggiore confessione nel Paese, difende sempre le posizioni cristiane a favore della famiglia e sui temi bioetici. In Bulgaria è molto diffusa la fecondazione assistita: due prove a coppia sono anche finanziate dallo Stato. Sono state organizzate diverse marce e iniziative per la famiglia. La Chiesa cattolica invece ha indetto un Anno della famiglia dopo la decisione del Papa di convocare il Sinodo straordinario su questo tema. Oltre all’apposita preghiera che viene recitata dopo ogni messa, tutte le iniziative e raduni svoltisi in questo periodo sono stati all’insegna della famiglia”.

Quali sono le sfide nella pastorale delle famiglie?
“Nella società manca una visione sulla famiglia in generale e i fidanzati difficilmente possono seguire un modello familiare chiaro. I cattolici sono una piccola minoranza e la preparazione al matrimonio avviene a livello individuale con l’aiuto dei sacerdoti. Un’altra caratteristica tipica della realtà bulgara sono i matrimoni misti: la maggior parte dei cattolici si sposa con un coniuge ortodosso o ateo. I dati però dimostrano che loro rimangono legati alla fede cattolica e generalmente i figli vengono educati al cattolicesimo”.

Che cosa si aspetta la Chiesa cattolica in Bulgaria dal prossimo Sinodo?
“Anche se più lentamente, certi fenomeni tipici dell’Europa occidentale e di società secolarizzate arrivano in Bulgaria. Per questo l’esperienza degli altri Paesi che da anni affrontano tali situazioni ci sarà molto utile”.

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