Un'”agenda” per la Commissione

Fitto documento elaborato da Ixe con proposte operative rivolte al futuro Esecutivo

Un programma di lavoro con una serie di proposte concrete è pronto per essere inviato al prossimo presidente della Commissione europea, Jean-Claude Junker, e alla sua équipe di commissari, non appena sarà ufficialmente insediato. Esso nasce dal dibattito che a ritmo di post e blog si è animato sulle pagine del sito web theeuropeexperience.eu creato dall’Ixe, Iniziativa dei cristiani per l’Europa, basata a Bruxelles. A monte c’è la collaborazione tra Settimane sociali dei cattolici francesi e Comitato centrale dei cattolici tedeschi, con agganci alla Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) e aderenti in vari Paesi Ue.

Principi e proposte. Nell’aprile scorso, per coinvolgere i cittadini nel dibattito pre-elettorale, Ixe ha lanciato il sito in otto lingue con informazioni e spazi di dibattito su 5 temi considerati fondamentali per la vita dell’Unione: giovani e famiglia, economia e società, migrazioni e asilo, sostenibilità, Ue e mondo. Ed è proprio dai contributi degli oltre 20mila visitatori dei mesi scorsi e dalle proposte politiche degli organismi ecclesiali (Comece in primis) che nascono suggerimenti per il programma di lavoro della nuova Commissione. Disponibile in un documento complessivo, articolato in “principi e proposte”, si possono anche scaricare singolarmente i cinque appelli che lo compongono: i cittadini potranno “contattare i propri eurodeputati e sottoporre loro le proposte”. Migrazione e asilo. Una priorità – forse – nell’agenda del nuovo Esecutivo saranno le politiche comuni sull’immigrazione, di cui oggi l’Ue è sprovvista e che secondo il documento dovranno assicurare “uguali procedure di accesso all’asilo per tutti i Paesi, una più equa distribuzione dei pesi tra i membri dell’Ue”, protezione e assistenza per chi approda in Europa, oltre che il rispetto del principio di “non respingimento” (che nessun richiedente asilo venga rinviato, senza accurato controllo della situazione). Concretamente, tra le richieste: finanziare la creazione di comunità di accoglienza per ospitare dignitosamente i richiedenti asilo; fare pressione per l’abolizione delle leggi che criminalizzano l’assistenza umanitaria e sociale prestata a immigrati senza documenti; impedire ingiustificate restrizioni alla direttiva per le riunificazioni familiari.

Politiche economiche e sociali. Le proposte concrete in ambito economico vanno dalla maggiore armonizzazione fiscale e rafforzamento della cooperazione in materia di tassazione, alla richiesta di misure di accompagnamento per i disoccupati di lungo periodo, alla definizione di un accordo comune su un salario minimo europeo. Il principio che anima queste proposte è “sviluppare modelli di crescita economica qualitativa misurati da indicatori complementari e non esclusivamente in termini di Pil”, “incoraggiare un modello di banca più responsabile che non si basa solo sull’obiettivo della massimizzazione del profitto, ma rispetta i principi della responsabilità sociale, mutualità e solidarietà”, promuovere la protezione sociale per i più bisognosi.

L’Ue e il mondo. Preoccupazione di fondo è che si “promuovano la pace e lo sviluppo” più che le spese militari e ci sia un grande coinvolgimento nella definizione dell’agenda per lo sviluppo post-2015. Altra preoccupazione è che gli aiuti umanitari dell’Europa restino “indipendenti, neutrali e imparziali” rispetto alle questioni di politica estera; che la politica commerciale dell’Ue serva “al bene comune e non solo gli interessi delle potenti corporazioni commerciali”. Tra le proposte: “rivedere l’attuale sistema di accordi di partenariato economico con i Paesi africani”.

Cura del Creato, difesa della vita. Sulla sostenibilità il principio è ridurre la dipendenza energetica dell’Europa e garantire forniture sicure e alternative, “tutelare” l’agricoltura europea di qualità. Ma in primis emerge forte la necessità proteggere e promuovere la dignità e la vita umana dal momento del concepimento a quello della morte naturale. Tra le proposte concrete, quindi, “ridurre le emissioni di Co2 almeno del 55% sotto il livello del 1990 e fissare un obiettivo vincolante per l’efficienza energetica e le energie rinnovabili entro il 2030”. Ma quella che certamente sta più a cuore ai redattori, anche in seguito alla deludente risposta dell’Ue alla massiccia campagna “Uno di noi” è di “rendere il finanziamento della ricerca sulle cellule staminali adulte una priorità nell’ambito del programma quadro di ricerca e innovazione Orizzonte 2020 e vietare il finanziamento della ricerca sulle cellule staminali embrionali”.

Giovani e politiche familiari. Quattro le richieste per giovani e famiglia: ridurre la povertà infantile del 50% come obiettivo della strategia Europa 2020; monitorare l’attuazione della “Garanzia per i giovani” da parte degli Stati membri; introdurre la domenica come giorno settimanale di riposo comune per tutti i cittadini in Europa; aumentare il periodo minimo di ferie nella direttiva sul congedo di maternità.

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