Ritratto di Franca” “che gioiva” “nel dare gioia

A due anni dalla morte di Franca Zuccaro, una sarta di Gravina di Puglia, la sua amica neurologa Maria Luisa Mastrogiacomo la ricorda così: "Ha cambiato il mio modo di fare il medico". Raccolte in un libro le testimonianze di quanti hanno ricevuto da lei del bene. Una donna semplice, Franca, ma capace di organizzare la carità, anche con la sua sola presenza a fianco dei malati e dei poveri

Esistono ancora oggi persone totalmente altruiste, che mettono da parte gli affari e i problemi personali per dedicarsi gratuitamente, e totalmente, all’altro? La risposta, fortunatamente, è positiva. A Gravina di Puglia, in provincia di Bari, una persona così era certamente Franca Zuccaro, una sarta che, oltre a impartire lezioni di cucito, regalava vere e proprie lezioni di vita. A due anni dalla sua morte avvenuta all’età di 75 anni, Maria Luisa Mastrogiacomo, neurologa di professione e migliore amica di Franca, ha deciso di raccogliere tutte le testimonianze di affetto dei gravinesi e pubblicarle in un libro che ha chiamato "Una cristiana del nostro tempo". Franca Zuccaro, donna di rara umiltà, nonostante le innumerevoli criticità legate alla sua vita privata, ha saputo restituire gioia e serenità a quelli che la frequentavano. Porgere la mano al vicino in un momento di difficoltà non è così complicato. E Franca Zuccaro lo ha insegnato a tantissimi, per questo è ricordata con grande rispetto e nostalgia.

Esempio di umiltà. "La incontravo tutti i giorni a casa dei miei pazienti. Questo ci ha portato a instaurare un bellissimo rapporto. Ai sofferenti offriva sempre un sostegno religioso e questo mi permetteva di lavorare dal mio punto di vista medico". Maria Luisa Mastrogiacomo, che ha visto spegnersi Franca tra le sue braccia la sera di Ognissanti del 2012, la ricorda ancora con commozione e ammirazione: "Era amatissima dalla gente. Mi ricordo che qualche giorno dopo la sua morte ogni persona mi chiedeva del perché Dio se la fosse portata con sé, tutti mi chiedevano come si sarebbe fatto senza lei da quel momento. Casa sua, il giorno della dipartita, sembrava un luogo di pellegrinaggio tanta era la gente che si recava a salutarla per l’ultima volta. La stessa casa che lei lasciava sempre aperta a tutti e in tutti i momenti del giorno e della notte. Le testimonianze di affetto sono state tante e toccanti, perciò ho deciso di pubblicarle". Ma attenzione, Mastrogiacomo tiene a sottolineare che questa non è un’ode alla donna: "La mia non vuole essere una lode nei suoi confronti. La pubblicazione di questo libro è una testimonianza d’amore dei gravinesi e la speranza che, prendendo esempio da lei, noi possiamo fare qualcosa nel nostro piccolo. Certo, la sua perdita ha lasciato un vuoto nei punti di riferimento della gente ma lei deve rimanere per tutti noi la donna della speranza e della gioia. Una donna che donava la gioia anche nella disperazione, facendo comprendere a chi l’avvicinava che anche il dolore è un dono del Signore per un progetto ben preciso su di noi".

La gratuità del dono cristiano. Una donna che si è spesa per tutti tranne che per se stessa. Una missione quasi, ma fatta senza frenesia e arrivismo. Quello di Franca era un gesto naturale. Dare gioia era la sua gioia: "Franca era sempre presente nella vita e nel dolore della gente. Con discrezione e dolcezza entrava nelle case e nel cuore. Emanava un senso di tranquillità. La gente disperata trovava in lei un rifugio per l’anima. E Franca era sempre pronta a rimboccarsi le maniche per prodigarsi per gli altri". Chi gode di tanta, genuina, ammirazione ha un qualcosa che non si riesce a spiegare. La gratuità della bontà corre oltre la comprensione logica: "Ogni volta che la vedevo, assisteva i malati e i moribondi con un qualcosa in più rispetto agli altri. Vedevo che riusciva a far diventare la sofferenza una cosa naturale, quasi una cosa gioiosa. Ecco, i medici possono intervenire fino ad un certo punto, dopodiché c’è la volontà di Dio su di noi. Ma lei era l’emblema dell’essere cristiano grazie al suo andare in soccorso del povero. Del povero di spirito e di denaro. In questo senso, Franca mi ha dato molto. Mi ha mostrato il lato umano del malato. Molti di noi praticano la professione medica come se si dovesse curare una cosa astratta. Invece ci sono persone con sentimenti. E Franca mi ha rivelato questo aspetto cambiando il mio modo di fare il medico. Ma dico di più, lei può essere un punto di svolta. Chissà, qualcuno diventerà diverso… Chissà, qualcuno, grazie a Franca, avrà imparato ad aiutare il proprio vicino". Ma l’essere cristiano, come dice Mastrogiacomo, tocca profondamente anche i non credenti: "Quanti non credenti sono stati toccati dalla sua persona. Anche se atei, si ritrovavano da lei la sera per recitare il Rosario. Una domenica, dopo la messa, un uomo venne da me e mi confidò che aveva iniziato a prendere la Comunione grazie a Franca. Senza contare la gente che ha convinto a non abortire, bambini che hanno fatto la prima Comunione, gente in lite con Dio che, grazie a lei, si è riappacificata".

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