I sardi attratti dalla Bulgaria

Sardegna addio, io vado via. In tempi di crisi gli isolani si sono sempre dati da fare per trovare un lavoro e farsi una nuova vita, pur a malincuore, fuori dalla propria terra. Ma rispetto a un tempo sembrano cambiate le frontiere. Germania, Francia, Sud America sono mete del passato: oggi i sardi provano a farsi una vita ai piedi dei Carpazi, in Bulgaria. Il fenomeno è del tutto nuovo e pare stia prendendo piede in fretta. Sempre più persone pensano di fare le valigie e partire per l’Est europeo, anche a costo di cambiare abitudini, cucina, lingua e temperatura (che in inverno a Sofia scende normalmente sotto lo zero). Tanto che il circolo di sardi nella capitale bulgara ha creato un ufficio di collocamento apposito per offrire assistenza ai propri "connazionali" che cercano lavoro nel Paese.
La Bulgaria non è una nazione ricchissima. Ex Paese comunista, ha ancora oggi un tenore di vita piuttosto basso (soprattutto nei piccoli centri; Sofia però, sta raggiungendo costi da capitale europea). Ad ogni modo sembra attrarre i sardi in cerca di fortuna, complice il fatto che l’isola ha raggiunto nel frattempo un tasso di disoccupazione da record. Pare che da quando è stato aperto il nuovo sportello ci sia stato un boom di richieste d’informazioni. Disoccupati a caccia di un impiego, ma anche pensionati che sperano in una vita da nababbo con 1.000 euro al mese. E in effetti nel complesso la vita non è male, se con 250 euro si può trovare un appartamento in affitto. Ma non è tutto oro quello che luccica: è una soluzione che può interessare soprattutto lavoratori specializzati, professionisti come medici o ingegneri, figure ricercate alle quali vengono garantiti buoni stipendi. O magari chi ha una pensione italiana. Un lavoratore dipendente, però, in Bulgaria riceve una busta paga anche di soli 200 euro mensili. Per riscaldare un appartamento nei mesi invernali ne occorrono fino a 400. Molti pro e altrettanti contro, insomma. Numerose le richieste d’informazioni da parte di sardi che cercano l’Eldorado all’Est, relativamente poche ancora le partenze. Intanto ai sardi che restano nell’isola non resta che rimboccarsi le maniche e smettere di sognare l’eldorado.
 

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