Fermare la violenza Le prime pagine dei giornali diocesani

I settimanali cattolici, in uscita in questi giorni, guardano con preoccupazione all'escalation di violenza nel mondo. "Tocchiamo con mano - rilevano le testate Fisc - come l'uomo ritorni sempre ad essere 'lupo' per l'altro uomo, nonostante lo scorrere dei secoli, quando sceglie di distruggere e sopraffare anziché costruire e di dialogare"

“Permane una situazione drammatica in varie zone del mondo, alcune anche molto vicine a noi”. È la denuncia dei giornali aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), in uscita in questi giorni. “Tocchiamo con mano – rilevano le testate Fisc – come l’uomo ritorni sempre a essere ‘lupo’ per l’altro uomo, nonostante lo scorrere dei secoli, quando sceglie di distruggere e sopraffare anziché costruire e di dialogare”. Tra gli altri argomenti affrontati dai settimanali: le difficoltà della politica italiana, le adozioni gay, cronaca e vita delle diocesi. Proponiamo una rassegna degli editoriali giunti ad oggi in redazione.

L’orrore della violenza e della guerra. “Una serie di violenze che non accenna a diminuire”. È la preoccupazione che accomuna le riflessioni degli editoriali dei giornali cattolici. Il vescovo Marco Arnolfo, dalle pagine del Corriere Eusebiano (Vercelli), invita ad aprirsi “alla solidarietà” di fronte alla situazione di perseguitati e profughi. Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia), evidenzia: “Grande è il desiderio di pace, alto il grido che si leva da troppe zone del mondo: ma occorre fare i conti con una forza demoniaca che sembra istigare alla violenza”. È “un quadro così fosco”, che “certamente preoccupa. C’è da sperare che i semi di pace gettati in gesti simbolici e coltivati nelle timide tregue appena avviate possano dare presto i frutti e là dove il fanatismo supera ogni immaginazione torni a farsi strada la ragione”. “Alla banalità del male bisogna contrapporre la quotidianità del bene. Così anche una partita di calcio, come quella organizzata dal campione argentino Xavier Zanetti il 1° settembre allo Stadio Olimpico di Roma, che ha messo insieme atleti di tutto il mondo appartenenti a confessioni religiose diverse, è una tessera nel difficile mosaico della pace”, sostiene Luciano Sedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro). Di fronte alle violenze che non accennano a diminuire, Davide Maloberti, direttore del Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio), invita a riflettere, “a partire dalla nostra storia e dalle tanto vituperate ‘radici cristiane'”, su “chi siamo. E se un certo Occidente sembra interessato più a distruggere che a cercare una risposta vera (famiglia, vita…), ai cristiani è chiesto di aggrapparsi con ancora più forza a ciò che dona a loro una identità, l’incontro con Cristo. Il viaggio verso le ‘periferie’, indicate da Papa Francesco, sarà così l’espressione non di gente allo sbando, ma di un popolo in cammino”. Luigi Sparapano, direttore di Luce e Vita (Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi), a proposito di quanto avvenuto quest’estate con “la guerra tra Israele e Hamas”, “il conflitto in Ucraina” e il “sempre più dirompente genocidio dei fondamentalisti islamici contro cristiani e altre minoranze”, considera ancora “più urgente il dialogo con i musulmani che sono tra noi”, perché “insieme si possa stigmatizzare il male, da qualunque parte provenga”. Infatti, “non può e non deve mancare un aperto confronto sui valori che fondano la propria vita e quella degli altri, andando a ricercare quello che ci unisce e quello su cui dobbiamo collaborare, chiamando per nome ciò che è male e ciò che è bene”. Di fronte all’avanzata dell’integralismo islamico Elio Bromuri, direttore della Voce (Umbria), suggerisce: “Non servirà la guerra né la crociata ma il confronto culturale, il dialogo – non la chiacchiera – in senso socratico, che funge da maieutica e fa scaturire la verità. La verità spoglia di illusioni e menzogne. Anche la verità di un islam convertito alla modernità”. Concorda Stefano Fontana, direttore di Vita Nuova (Trieste): “Il dialogo interreligioso e i rapporti di solidarietà tra le religioni non favoriscono solo un confronto su temi etici a partire dalle rispettive fedi religiose, ma producono anche una positiva scintilla tra la ragione e la fede che, come due pietre focaie, si sfregano l’una con l’altra”. L’Ora del Salento (Lecce) con una nota di Adelmo Gaetani, consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti, sottolinea che “diffondere le notizie e le immagini per far comprendere all’opinione pubblica quanto accade è fare informazione, ma mettere in circolo filmati integrali girati dai jihadisti per mostrare come vengono sgozzati i loro nemici, è altra cosa”. Ricordando la visita del Papa a Redipuglia, Bruno Cescon, direttore del Popolo (Concordia-Pordenone), osserva: “Il Papa teme la situazione che si è venuta a creare in Europa con il caso Ucraina. La prima guerra mondiale è scoppiata da una scintilla nel mondo slavo, Sarajevo. Forse è più di una coincidenza che il Papa venga a pregare in una terra, il Friuli V.G., posta ai confini del mondo slavo. Un luogo dove è scolpita la tragica memoria di una immane ecatombe di morti, procurata da una guerra sorta internamente all’Europa per finire con l’incendiare il mondo”.

La politica in Italia. Governare in Italia non è facile, ma anche fare promesse impossibili non va bene. Secondo Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza), “fare le riforme in Italia è terribilmente difficile. Basta pensare che una volta approvata una legge delega, la riforma non è fatta, è solo annunciata. Servono i decreti attuativi e qui i ritardi sono incredibili. E poi le resistenze sono enormi: all’interno del governo, della società, delle varie caste e corporazioni. La differenza tra l’esecutivo Renzi e quelli precedenti è che oggi la situazione è molto più drammatica e all’orizzonte non ci sono alternative serie. Renzi è costretto ad andare avanti e noi siamo costretti a tenercelo, sperando, a prescindere da quale parte politica lo si guardi, che riesca almeno a sbloccare la situazione”. “Dopo le prime settimane di sfolgoranti annunci circa cambiamenti fulminei, il giovane premier ha deciso per un andamento lento. E per questa nuova cadenza ha chiesto la pazienza dei cittadini per almeno mille giorni”, ricorda Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina), per il quale “la gente è paziente, ha memoria corta, ma penso non gradisca che si dica e non si agisca di conseguenza. Meglio non dire se poi non si può fare”. Quelle di Renzi, si chiede Ettore De Faveri, direttore della Valsusa (Susa), sono “promesse da marinaio?”. Eppure “il consenso di Renzi non sembra calare”. Adesso “il presidente ci invita a seguirlo su passodopopasso.italia.it nel lungo cammino per cambiare l’Italia. L’attraversata del deserto, come qualcuno l’ha già chiamata, durerà 1.000 giorni”. A proposito del piano sulla “buona scuola” presentato da Renzi, la Guida (Cuneo) scrive: “Qualche luce e qualche ombra, qualche sasso gettato nello stagno, qualche squarcio di una buona intuizione, molte questioni di fondo in parte sottese, che da sole meriterebbero un po’ più di un enunciato”. Una novità, evidenzia Amanzio Possenti, direttore del Popolo Cattolico (Treviglio), si è registrata: “Basta lungaggini e rimpalli da una sede all’altra del Parlamento: finisce l’epoca dei tempi interminabili per varare una legge e soprattutto il ping pong esasperante dei decreti e delle disposizioni legislative rimandate come giocattoli fra le due assemblee. È certamente il risultato più significativo della riforma che, in prima lettura, ha condotto alla nascita del Senato dei cento”. Riflette sulle cause della deflazione Giampiero Moret, direttore dell’Azione (Vittorio Veneto): “I prezzi calano perché l’economia ha rallentato. Siamo in recessione. E la cosa più brutta e preoccupante è che stiamo tutti a guardare, rassegnati e indolenti. Senza mordente”.

Bambini indifesi. L’infanzia violata, in un modo o nell’altro, impensierisce i giornali Fisc. Fa discutere, ad esempio, la decisione del Tribunale dei minorenni di Roma che ha concesso l’adozione di una bimba – nata con fecondazione artificiale eterologa realizzata all’estero – alla compagna lesbica della mamma. “Non sono un giurista – scrive Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona) – ma ritengo che questa sentenza vada oltre i poteri di chi l’ha stilata. Ancora di più essa va contro quei diritti naturali primari e fondamentali che vengono prima di ogni legge e di ogni magistratura: il diritto di chi nasce ad avere un padre e una madre; il diritto di crescere in una famiglia naturale fondata sull’unione di un uomo e di una donna; il diritto di sapere chi è il proprio papà e chi è la propria mamma”. Parla di “infanzia rubata” Giuseppe Rabita, direttore di Settegiorni dagli Erei al Golfo (Piazza Armerina): “Adozioni gay, bambini contesi, fecondazione assistita o utero in affitto per ottenere un figlio ad ogni costo, addirittura bambini uccisi dai genitori che non accettano la separazione dal coniuge e scaricano la loro violenza sui figli… e via di questo passo”. Marino Cesaroni, direttore di Presenza (Ancona-Osimo), ricorda tre episodi di cronaca che suscitano “infiniti pensieri”: la storia di Gammy, la vicenda dei gemelli nati dopo lo scambio di embrioni all’ospedale Pertini di Roma e l’adozione di una bimba da parte della compagna della madre.

Cronaca. Tanti gli argomenti di cronaca affrontati negli editoriali. Innanzitutto, le minacce a don Luigi Ciotti. “Urta ai boss il lavoro che Libera fa nelle terre che prima erano della mafia. Urta il sostengo che l’associazione dà a chi gestisce i beni confiscati. E urtano, soprattutto, i continui appelli alla legalità del ‘sacerdote che interferisce'”, osserva Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-San Severino Marche). Il dramma dei migranti che trovano la morte in mare al centro dell’editoriale di Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia): “L’operazione Mare Nostrum va rafforzata con l’intervento di Frontex e dell’Unione europea: i governi dei Paesi comunitari non girino gli occhio dall’altra parte”. Prendendo spunto dalla moda di gettarsi secchiate di acqua gelata per far conoscere la Sla, Pier Giovanni Trossero, direttore dell’Eco del Chisone (Pinerolo), ricorda uno studio sulla malattia “realizzato con la collaborazione del Centro Sla delle Molinette di Torino”, mettendo in luce che queste “sono le cose che contano davvero. Il resto, spesso, altro non è che vanità e stupido protagonismo”. Il Nuovo Diario Messaggero (Imola) sottolinea che “un’attività sportiva organizzata, continuativa, seria, promossa da educatori, allenatori, arbitri, dirigenti consapevoli del proprio mandato educativo aiuta le ragazze e i ragazzi ad andare oltre, ad abbandonare gli egoismi e ad affrontare la strada della condivisione, della sperimentazione del limite, della conoscenza di sé. Insomma, a divenire adulti maturi e consapevoli”. La Vita Casalese (Casale Monferrato) si occupa di una notizia che ha destato stupore: “La Provincia di Alessandria incassa una sostanziosa eredità, circa 600mila euro, da un generoso donatore casalese. Il benefattore ‘provinciale’ è Alessandro Robazza, 76 anni, ex direttore di banca”. Luigi Losa, direttore del Cittadino (Monza e Brianza), spiega che sono l’autodromo e la Reggia il vero gran premio da vincere, ma che attualmente “dall’autodromo alla villa, passando per il parco, siamo solo all’anno zero virgola uno”. Parla dei “saperi della laguna alla prova del mercato” l’editoriale di Gente Veneta (Venezia): “Abbiamo la sensazione che a Venezia non ci sia accorti che è iniziata una nuova stagione. È la stagione in cui l’insieme di conoscenze e professionalità prodotte dal Consorzio Venezia Nuova (ma non solo da esso) sono entrate in gara con il mondo”. Notizie (Carpi), invece, manifesta preoccupazione per l’aumento delle sale gioco sul territorio, con “un appello al Consiglio comunale: molte città italiane si stanno dotando di regolamenti comunali che limitino gli orari di apertura e la densità delle sale scommesse e sale slot. Abbiamo una legge regionale che ci permette di farlo. Non si può perdere altro tempo, se vogliamo una città e un centro storico che siano luoghi di aggregazione e non trappole per persone sole”.

Attualità ecclesiale. Non manca l’attualità ecclesiale. Il Cittadino (Genova) ricorda che domenica 14 settembre inizia il nuovo anno pastorale con la Santa Messa in cattedrale, presieduta dal cardinale Angelo Bagnasco. Bonifacio Mariani, direttore dell’Amico del Popolo (Chieti-Vasto), dedica il suo editoriale ai dieci anni di episcopato dell’arcivescovo: “Bruno Forte è un grande dono per la nostra Chiesa, per tutti noi. Un dono del Signore, una scelta dello Spirito per Chieti-Vasto”. Edoardo Tincani, direttore della Libertà (Reggio Emilia-Guastalla), rammenta che la Chiesa diocesana “nella basilica dedicata alla Regina di Reggio, la Beata Vergine della Ghiara, l’8 settembre entra nel nuovo anno pastorale. È un lunedì mattina, molti fedeli saranno al lavoro. Ma tra i doni che verranno presentati all’altare ci sarà il frutto delle collette festive per i fratelli cristiani dell’Iraq”. La Cittadella (Mantova) fa riferimento al prossimo Sinodo diocesano: “Fin da domenica 7 settembre, con l’annuncio dell’apertura del Sinodo espresso nelle parole del vescovo Roberto, le nostre comunità sono invitate ad unirsi nella preghiera perché il comune cammino che siamo invitati a compiere, si collochi e si mantenga dentro il disegno di Dio per la Chiesa di Mantova”. Vittorio Croce, direttore della Gazzetta d’Asti (Asti), annuncia che “ancora una volta ha rispettato la tradizionale data del 1° settembre, festa della Madonna Porta Paradisi, la pubblicazione della lettera pastorale che ogni anno il vescovo Francesco Ravinale indirizza al clero e a tutta la diocesi”. Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia), scrive sui nuovi Orientamenti per l’annuncio e la catechesi in Italia della Cei: “La Chiesa esiste per evangelizzare, ripete il documento, solo per questo. Una Chiesa che non evangelizza non è una Chiesa nel senso vero del termine. La parola d’ordine di Papa Francesco è ‘uscire’: uscire dal tempio, da se stessi, dalle proprie fila, dai propri raduni, dalle proprie comunità, dai propri pensieri e dalle proprie preoccupazioni. Un impegno di tutti, senza eccezioni di sorta”. Anche il Ticino (Pavia) sottolinea l’importanza di essere Chiesa in uscita: “Oggi, Papa Francesco esorta la Chiesa a non avere paura, a non lasciarsi rubare la speranza, il coraggio: a essere una Chiesa ‘in uscita’, non rinserrata dentro confini sociologici ristretti in attesa che il mondo intero entri in questi suoi confini; una Chiesa ‘in missione’, per portare dentro il mondo l’annuncio dell’Amore misericordioso e tenero del Padre”. Per Marco Caramagna, direttore della Voce Alessandrina (Alessandria), “ogni cristiano battezzato ha un ruolo vitale nell’unica missione della Chiesa di Dio”. Adriano Bianchi, direttore della Voce del Popolo (Brescia), fa presente che “dal 4 al 7 settembre a Lograto rivivremo la Festa di Voce. Parleremo della Brescia che cambia… L’inizio del nuovo anno pastorale ci propone fulgida la figura di Paolo VI, presto beato, perché segni il cammino spirituale ed ecclesiale. Anche Voce è legata a papa Montini. Addirittura una leggenda racconta che qui conserviamo ancora una scrivania su cui pare Montini giovinetto correggesse le bozze del settimanale… Sarà vero? Paolo VI continui a proteggere il nostro cammino”.

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