Comece, Albania, Paesi Bassi

Comece: l’impegno dei giovani per l’eco-giustizia
In Europa “c’è inquinamento, povertà, ingiustizia e isolamento. La sostenibilità non è ancora accessibile per molti. Che cosa possono fare i giovani?”. Su questa domanda si terrà al segretariato della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) a Bruxelles, martedì 9 settembre, un seminario condotto insieme ad alcuni organismi ecumenici e giovanili. Il tema è: “Giovani europei: il nostro impegno per la sostenibilità e l’eco-giustizia” (informazioni sul sito internet www.comece.eu). Introdurrà Roberta Di Lecce, responsabile per le questioni climatiche della rappresentanza italiana presso l’Ue per illustrare la “visione della presidenza italiana per le trattative sui cambiamenti climatici” che sono nell’agenda autunnale dell’Unione. Alla presentazione di due progetti-modello condotti da realtà giovanili seguirà una tavola rotonda tra politici (Margrete Auken, membro della commissione parlamentare per l’ambiente e la salute), rappresentanti di organismi ecumenici (Peter Pavlovic, commissione Chiesa e società) e giovanili (Pawel’ Pustelnik, Eyce, Consiglio ecumenico dei giovani). La Comece invita inoltre alla “missa pro Europa” il 24 settembre, ormai tradizionale appuntamento per la ripresa lavorativa delle istituzioni europee (Chiesa Notre-Dame au Sablon, ore 19). Presiede l’arcivescovo di Malines-Bruxelles André-Joseph Léonard. La colletta andrà a Caritas Ucraina.

Albania: on line il sito per la visita del Papa
Un sito per il viaggio apostolico di Papa Francesco a Tirana il 21 settembre. Raggiungibile all’indirizzo www.spes.al, il portale offre informazioni sulla Chiesa in Albania, sulle varie diocesi, sulla vita religiosa, sui giovani, sui centri di carità e altro ancora. “Il sito – spiega don Gjergj Meta, responsabile della struttura informativa della Chiesa albanese in occasione della visita – è stato voluto dalla Conferenza episcopale e richiama il leitmotiv della ‘speranza’ che anima questo viaggio e l’attesa della Chiesa e del popolo albanese per questa visita. Infatti i vescovi hanno deciso di accogliere il Papa con lo slogan: ‘Insieme con Dio, verso la speranza che non delude’, riprendendo  sia san Paolo nella Lettera ai Romani, dove parla della speranza che non delude, ma anche l’idea del cammino compiuto insieme agli altri”. E questo, aggiunge don Meta, è “particolarmente significativo” per l’Albania: “Siamo un popolo che ha provato le conseguenze di un ateismo militante, di una società senza Dio e adesso dobbiamo costruire una società insieme agli altri e anche insieme con Dio”. La sintesi di tutto ciò, conclude il responsabile, “è ben rappresentata dal logo scelto per la visita del Papa: in modo stilizzato, rappresenta il popolo cristiano che risorge dal sangue dei martiri e continua a camminare con la Croce come vessillo”.

Paesi Bassi: solidarietà ai perseguitati dell’Iraq
“#WeareN” è il titolo della campagna di solidarietà con i cristiani e le altre minoranze perseguitati dell’Iraq che in Olanda è stata lanciata da otto associazioni caritative cattoliche. L’iniziativa sfrutta l’ormai noto simbolo arabo indicante la “n”, prima lettera della parola “Nasrani”, cristiani. “Scopo della campagna è principalmente scuotere i cristiani nei Paesi Bassi”, ha spiegato Joris van Voorst tot Voorst di Aiuto alla Chiesa che soffre. “I cristiani in Iraq hanno molto bisogno di aiuti concreti, ma chiedono anche: ‘Pregate per noi’ e ‘Fateci sentire che non siamo soli'”. Per questo la campagna, attraverso il sito wearen.nl, propone quattro piste: informarsi sugli eventi in Iraq e le iniziative di solidarietà, attraverso un apposito spazio notizie; pregare, registrando sul sito il momento e il giorno in cui avrà luogo la preghiera personale o l’incontro di preghiera (è visibile in maniera anonima la “prenotazione” e se qualcuno in quel momento sta pregando). “#WeareN” propone inoltre di “fare sentire la propria solidarietà”, mettendosi in contatto con le famiglie di siriani e iracheni che vivono in Olanda, attraverso il servizio cristiano per i rifugiati “Sticthing gave” o sempre per questo tramite fare donazioni. Infine l’invito anche a “indossare”, in segno di solidarietà, il simbolo arabo “n” con la proposta di acquisto a scopo benefico di magliette su cui è stampato il medesimo simbolo.

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