Comece, Germania, Spagna

Comece: online il nuovo numero di “EuropeInfos”
Si occupa di politica comunitaria e delle principali urgenze europee l’editoriale di “EuropeInfos” di settembre, il nuovo numero del mensile della Commissione degli episcopati della Comunità europea, disponibile online (www.europe-infos.eu). L’articolo è firmato da padre Patrick Daly, segretario generale della Comece. Tra le altre questioni approfondite nella rivista la vicenda di David Cameron e la sua opposizione a Jean-Claude Junker alla presidenza della Commissione Ue, in parte diffidenza storica del Regno Unito verso l’Unione, come segnala Frank Turner, e in parte “tentativo di competere con il partito indipendentista Ukip nel raccogliere le voci anti-europee, sforzo che risponde a un imperativo elettorale, ma che limita il Regno Unito stesso”. Johanna Touzel descrive invece gli “esami” a cui i candidati commissari saranno sottoposti a settembre dall’Europarlamento per “testarne le competenze”. Si parla anche di “Garanzia per la gioventù”, raccomandazione della Commissione che punta sulla formazione giovanile come antidoto alla disoccupazione.

Germania: Chiesa, media e opinione pubblica
Il rapporto tra la Chiesa e i media è al centro del 18° Congresso internazionale Renovabis, che si svolge a Freising presso gli spazi della locale cattedrale, dal 3 al 5 settembre, col titolo “Chiesa – Media – Opinione pubblica”. Il Fondo cattolico di assistenza per l’Est europeo Renovabis intende individuare quali siano oggi, soprattutto per quanto riguarda l’Europa centrale e orientale, opportunità e rischi nel rapporto della Chiesa coi nuovi e vecchi media. Il tema della conferenza di quest’anno ha per Renovabis una doppia valenza: da una parte, utilizzare i media ecclesiali per il loro lavoro pastorale e sociale, attraverso il confronto con stampa, radio e tv in tutto il mondo e facendosi coinvolgere anche nel campo dei social media. Dall’altra parte, riscoprire il valore della Chiesa come fonte di comunicazione. Il Congresso affronta questo tema con particolare attenzione per i Paesi dell’Europa centro-orientale, sui temi dell’etica dei media, della libertà di stampa e dei nuovi media.

Spagna/1: Caritas, mano tesa fra Madrid e Kiev
Caritas Spagnola continua a sostenere il lavoro che Caritas Ucraina sta portando avanti per aiutare le vittime di un conflitto politico e sociale che dura già da dieci mesi. In particolare, Caritas Spagnola collabora al programma di aiuti umanitari, avviato dallo scorso maggio, con un contributo di 50mila euro. Caritas Ucraina promuove anche progetti di assistenza medica, psicosociale e materiale ai feriti e ai familiari dei morti durante le proteste di piazza Maidán, a Kiev, tra novembre 2013 e febbraio 2014, e che sono costate la vita a 167 persone. Caritas Spagnola ha contribuito con altri 30mila euro a questo programma, che prosegue. La Caritas della Chiesa iberica, che collabora con la Caritas di Kiev dal 2008 in diversi programmi di sviluppo – soprattutto di attenzione ai gruppi a rischio di esclusione sociale, come le persone disabili, i bambini e le vittime del traffico di persone – è stata testimone diretta di tutti gli sforzi della Caritas Ucraina per sostenere coloro che sono stati colpiti dalla situazione di emergenza politica e umana che il Paese vive. Tutto ciò è stato toccato con mano durante il viaggio realizzato in Ucraina lo scorso luglio da una delegazione dei membri delle principali Caritas che fanno parte della rete internazionale.

Spagna/2: stop alle persecuzioni dei cristiani
Le associazioni Hazteir.org e Mas Libres.org si stanno mobilitando in Spagna per sensibilizzare l’opinione pubblica sul dramma dei cristiani perseguitati in Iraq e non solo. Hazteir.org ha avviato nei giorni scorsi una campagna per chiedere al Governo spagnolo di trovare misure urgenti per fermare il genocidio religioso che si sta consumando in Medio Oriente e la cui minaccia, sostiene l’associazione, “già incombe sul nostro Paese e su tutta l’Europa”. “Non a caso – evidenzia Hazteir.org -, i servizi di sicurezza e di intelligence europei calcolano la partecipazione di circa duemila cittadini del Vecchio continente alle organizzazioni terroriste di stampo jihadista”. Intanto sono già oltre 43mila i cittadini spagnoli che hanno chiesto all’Esecutivo guidato da Mariano Rajoy, al Parlamento spagnolo, alla Commissione e al Parlamento europei, alla Lega araba e alle Nazioni Unite “una risposta efficace, urgente e forte”, di fronte al genocidio religioso in Medio Oriente”. Non solo: i cittadini invitano queste istituzioni e i loro rappresentanti a leggere attentamente il manifesto “Tutti siamo nazareni” dell’associazione Mas Libres.org, letto durante il sit-in cittadino, organizzato il 13 agosto alle porte dell’ambasciata dell’Iraq a Madrid, manifestazione alla quale hanno partecipato molti islamici e lo stesso ambasciatore iracheno, che ha apprezzato l’iniziativa “coraggiosa, un trionfo della ragione e della verità”. Nel manifesto si condanna “ogni ricorso alla violenza e alla guerra in nome di Dio o della religione”.

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