Giustizia e pace, Ucraina, Irlanda

Giustizia e pace: Iraq, stop a violenze sui cristiani
Un appello all’Unione europea, ai politici e agli opinion leader del Vecchio continente perché si attivino con urgenza e determinazione per porre fine alla “orrenda” persecuzione dei cristiani di Mosul, Iraq. A lanciarlo è “Giustizia e pace Europa” che, in una nota diffusa il 28 luglio, esprime profonda preoccupazione per il “terrore” che Isis (Islamic State of Iraq and Syria) sta spargendo in tutta la Siria e l’Iraq settentrionale occupando città e governando “attraverso diverse migliaia di combattenti brutali un’area grande circa come la Gran Bretagna”. “Alla luce degli orrendi sviluppi nel nord Iraq – prosegue il documento – Giustizia e pace Europa accoglie favorevolmente la risoluzione del Parlamento europeo del 17 luglio. Sollecita la leadership dell’Ue e tutti i politici europei ad agire politicamente in conformità con la ferma condanna della persecuzione delle minoranze a Mosul espressa dai membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il 21 luglio”. Anche Giustizia e pace chiede di “dichiarare Isis un’organizzazione terroristica” e di “vietare qualsiasi fornitura di armi a quei gruppi e Paesi che la sostengono”. Giustizia e pace Europa, che ha sede a Bruxelles, sollecita i governi europei a “esercitare pressioni sul governo iracheno affinché promuova una politica di unità nazionale” e chiede alla comunità internazionale di “concedere generosi aiuti umanitari a tutti i governi della regione, che si confrontano con l’enorme numero di profughi provenienti dalla Siria e ora dall’Iraq, soprattutto Kurdistan, in modo da essere in grado di mitigare la sofferenza umana”. Nell’appello, si esorta l’Europa a “fornire tutti i supporti e la solidarietà ai cristiani perseguitati brutalmente in modo da aiutarli a ritrovare la speranza e sopravvivere a questo momenti”. Proprio in questi giorni si svolge, fino al 1° agosto, il viaggio di solidarietà che una delegazione di vescovi francesi sta compiendo in Iraq per incontrare, su invito del Patriarca caldeo Louis-Raphaël Sako, la comunità cristiana ed esprimere la solidarietà e la vicinanza della Chiesa francese al popolo iracheno.

Ucraina: si amplia l’Università cattolica a Leopoli
Un nuovo edificio polifunzionale universitario sarà inaugurato e consacrato il 3 settembre a Leopoli presso il campus dell’Università cattolica ucraina (Ucu). Si tratta del secondo complesso edilizio che viene aperto dopo il Collegio del Patriarca Josyf Slipyj. “Questo evento segna l’inizio della celebrazione del 50° anniversario della fondazione dell’Università cattolica ucraina da parte del patriarca Josyf Slipyj nel 1963”, spiega il vescovo Borys Gudziak, rettore dell’Ucu. Secondo Bohdan Prakh, vice-rettore, i nuovi edifici ospiteranno diversi dipartimenti universitari tra cui la facoltà umanistica, Lviv Business School (Lbs), e l’Istituto di leadership e management. Per Sophia Opatska, direttrice di Lbs, il nuovo complesso rappresenta un libero spazio di dialogo e incontro: “Sarà il polo di convergenza di esperienze, esempi, programmi. Tali convergenze sono la chiave di quell’innovazione che tanto manca alla società ucraina”. Durante la prima fase dei lavori, che dovrebbero durare fino al 2015, è prevista la costruzione di altri due edifici: la Chiesa di Santa Sofia, principale chiesa dell’università, con un centro pastorale, una biblioteca e un centro informazioni.

Irlanda: Reek Sunday Pilgrimage sulla montagna sacra
“In passato era difficile immaginare il mondo senza Dio. Oggi sta diventando una sfida immaginare il mondo con Dio”. Lo ha detto l’arcivescovo di Tuam, Michael Neary, nell’omelia pronunciata il 26 luglio durate la Messa nella chiesa di Saint Mary’s in occasione dell’annuale Reek Sunday Pilgrimage, per il quale il presule ha celebrato una Messa il 27 mattina sulla vetta del Croagh Patrick. “La nostra cultura – ha fatto notare Neary – si sforza di dare senso al mondo, senza riferirsi a Dio. Vivendo nella società del controllo e dalla precisione tecnologici, siamo indotti a credere di conoscere tutti i codici”. Per l’arcivescovo, “è fondamentale per ogni cultura il rispetto per ciò che un altro gruppo ritiene sacro. Nella società civile “chiunque disonori la fede di Israele, la sua immagine di Dio o le sue grandi figure deve pagare una multa. Lo stesso vale per chi insulta il Corano e le convinzioni dell’Islam”. Ma quando “si tratta di Gesù Cristo e di ciò che è sacro per i cristiani – ha avvertito – sembra esserci uno standard diverso; la libertà di espressione non conosce limiti. Nel nostro encomiabile sforzo di diventare più comprensivi dei valori degli altri abbiamo perso la capacità di sostenere e rispettare i nostri valori?”.

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