Ccee/Comece, Spagna

Ccee/Comece: verso le Giornate sociali europee
Saranno cinque gli interventi introduttivi delle “Giornate sociali cattoliche europee” che si terranno a Madrid dal 18 al 21 settembre prossimi. Si tratta della seconda edizione dell’iniziativa ecclesiale, che vede come promotori Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa) e Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), in collaborazione con l’arcidiocesi di Madrid e la Conferenza episcopale spagnola. Il programma – è prevista la partecipazione di circa 150 delegati di una trentina di Paesi – sarà articolato in sessioni plenarie e gruppi di lavoro. Il cardinal Antonio Rouco-Varela, arcivescovo della città ospitante, darà il benvenuto ai presenti il 18 settembre. Seguiranno gli interventi dei cardinali Peter Erdo e Reinhard Marx, rispettivamente presidenti di Ccee e Comece. Quindi i discorsi di Ana Botella, sindaco della capitale, e di Ignacio Gonzales, presidente della Comunità di Madrid. Il tema generale delle giornate sarà “La fede cristiana e il futuro dell’Europa”, nel tentativo di mettere a fuoco la missione della Chiesa nella società contemporanea, con specifici riferimenti all’Europa di oggi, alla dottrina sociale della Chiesa e alle nuove e costanti sollecitazioni che giungono ai cristiani da Papa Francesco. Tutte le informazioni sulle Giornate sociali europee 2014 sono disponibili sul sito bilingue (in inglese e spagnolo) www.catholicdays.eu.

Spagna: un patto per sanare le carenze sociali
Il vescovo della diocesi di Coria-Cáceres, monsignor Francisco Cerro Chaves, e il presidente della “Caja de Extremadura”, Víctor Bravo, hanno firmato un patto di collaborazione per lo sviluppo di progetti sociali, culturali e di protezione del patrimonio per un importo di 60mila euro. Con questo accordo si mostra la sensibilità sociale e la preoccupazione di tutte e due le istituzioni per la società, manifestando il loro desiderio di contribuire insieme a sanare alcune carenze sociali, potenziare la cultura e favorire il miglioramento umano nella comunità. Inoltre, il patto riconosce la diocesi come ente fondatore dell’attuale “Caja de Extremadura” e rafforza le diverse azioni di sostegno che l’ente realizza per quanto riguarda le necessità assistenziali, sociali e di conservazione del patrimonio. In questo senso, la conservazione del patrimonio diocesano continua ad essere un lavoro fondamentale per mantenere una parte importante della cultura della regione, come hanno sottolineato entrambe le istituzioni. In concreto, questo accordo si occuperà di opere urgenti di restauro e conservazione del patrimonio artistico e culturale come sono la sistemazione e la pulizia del tetto dell’Eremo della Pace di Cáceres, una migliore accessibilità alla chiesa del Prezioso Sangue e la riparazione e la conservazione di chiese parrocchiali. Questa collaborazione tiene anche in conto la situazione attuale della società e le crescenti necessità di assistenza sociale che realizza la diocesi, motivo per il quale questi fondi sono anche dedicati a coprire questi bisogni con aiuti diretti al Fondo delle case di riposo per la terza età, la cui titolarità è della diocesi di Coria-Cáceres.

Spagna: “Fermiamo ebola nell’Africa dell’Est”
La “Juan Ciudad ongd”, dell’Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio, ha lanciato la campagna “Fermiamo ebola nell’Africa dell’Est”. Infatti, due Fatebenefratelli hanno chiesto aiuto per continuare ad assistere la popolazione. La situazione è molto preoccupante e i due ospedali dell’Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio che si trovano a Lunsar (Sierra Leone) e Monrovia (Liberia) stanno curando pazienti colpiti da ebola, in coordinamento con i rispettivi ministeri della Salute, dato che la malattia richiede l’applicazione di protocolli molto severi. Le risorse e le infrastrutture sanitarie nella regione sono scarse. Di fronte all’espandersi dell’epidemia c’è bisogno urgente di molto materiale ospedaliero. Il St. John of God Hospital di Lunsar e il St. Joseph Catholic Hospital di Monrovia stanno adottando tutte le misure necessarie per curare in modo adeguato la popolazione, per proteggere il personale sanitario e informare le famiglie su ebola e i suoi rischi. La campagna ha l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulla situazione in cui versa la regione e raccogliere fondi per sostenere i due ospedali in modo che possano ampliare ed equipaggiare le aree di isolamento esistenti e dotare il personale sanitario dei mezzi necessari affinché possano continuare a fare il loro lavoro in condizioni adeguate di sicurezza. La ongd (organizzazione non governativa per lo sviluppo) spagnola “Juan Ciudad” è stata creata nel 1991 dall’Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio per promuovere la salute nei paesi poveri di Africa, America Latina e Asia. Attualmente è presente in 25 Paesi e gestisce ogni anno 50 progetti di cooperazione e ha più di 60 volontari internazionali.

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