Portogallo, Slovacchia, Repubblica ceca

Portogallo: 30 misure contro il calo demografico
La Commissione di lavoro indipendente sulla natalità ha evidenziato la necessità di “una nuova politica pubblica”, e l’esigenza di “un accordo di lunga durata che faciliti gli investimenti in tale settore”. La relazione, presentata dal gruppo di esperti coordinato dal professore dell’Università Cattolica di Porto, Joaquim Azevedo, indica che “è urgente realizzare una serie articolata e coerente di misure che permettano di ristabilire gradualmente la fiducia necessaria per il rialzo del tasso di natalità del paese”. Tenendo il 2035 come orizzonte di riferimento, lo studio redatto della Commissione e intitolato “Per un Portogallo amico dei bambini, delle famiglie e della natalità”, propone 30 provvedimenti, capaci di riportare l’indice di fecondità portoghese al 2,31% dall’attuale 1,03%. Sul piano contributivo, le misure comprendono una riduzione crescente delle imposte familiari legata al numero di figli a carico, modifiche dell’Imposta municipale sugli Immobili che tengano conto del numero dei membri dell’aggregato familiare, la riduzione della tassa di circolazione dei veicoli, la creazione di abbonamenti ai trasporti pubblici, e l’applicazione di tariffe familiari per acqua, raccolta e smaltimento dei rifiuti. Nel lavoro si indicano strategie favorevoli, come l’eventuale sostituzione della madre per un anno, oltre all’attuale periodo di licenza parentale, la possibilità di lavoro part-time, sostegni per l’impiego di donne incinte e di madri o padri con figli fino a tre anni d’età. In area educativa, sono elencate priorità, quali una maggiore flessibilità degli asili e la revisione dei loro costi; nella sanità, la Commissione propone l’attribuzione obbligatoria del medico di famiglia alle donne in gravidanza. In materia di nuove tecnologie e di sensibilizzazione sociale, lo studio sostiene la necessità di promuovere un “Portale Famiglia” e di una campagna sulle cause di infertilità. “Se i portoghesi manifestano il desiderio di avere il doppio di figli, perché si aspetta ancora ad attuare una politica pubblica di ausilio alla natalità, che si traduca nella rimozione delle cause che ne ostacolano la crescita?”, conclude la relazione della Commissione.

Slovacchia: raccolta articoli scolastici per bisognosi
Penne, matite, zaini, quaderni, righelli e altri articoli per l’educazione nelle scuole sono l’oggetto di una speciale raccolta estiva gestita da Caritas Slovacchia che andrà avanti fino alla fine di agosto. Lo scopo del progetto è sostenere gli alunni delle scuole primarie e secondarie che provengono da famiglie socialmente svantaggiate. “Grazie a un altro progetto di adozione a distanza, aiutiamo i bambini in vari paesi del mondo, finanziando i loro studi per offrire loro un futuro migliore. Tuttavia, ci sono molti bambini in difficoltà anche in Slovacchia e non dobbiamo trascurare i problemi di coloro che vivono vicino a noi”, spiega Radovan Gumulák, segretario generale di Caritas Slovacchia, aggiungendo che un’attenzione particolare sarà dedicata alle esigenze degli alunni in Ucraina, principalmente nelle zone colpite dal conflitto e da situazioni instabili. Dal 1 giugno è in corso una raccolta in 35 centri Caritas di tutto il paese. L’intero progetto non svolge soltanto una funzione caritativa, ma anche educativa. “Facciamo appello soprattutto ai bambini che possiedono più articoli per la scuola perché mostrino solidarietà e li condividano con i loro compagni più poveri”, conclude Gumulák in un’intervista concessa a SIR Europa. Per maggiori informazioni: www.charita.sk.

Repubblica ceca: serie TV su comportamento religioso
“Corpo, mente, società” è il titolo di una serie di documentari attualmente in fase di produzione a cura della TV nazionale ceca a Brno. Il suo scopo è di “scoprire gli aspetti sconosciuti del comportamento religioso delle persone” e presentare “un approccio scientifico originale nei confronti della religione” nella Repubblica ceca, spiega Ales Chalupa, direttore dell’Istituto di Scienze Religiose dell’Università Masaryk di Brno. Gli spettatori – per esempio – assisteranno ad un esperimento in cui si cerca di scoprire perché alcuni eventi di tipo religioso in genere provocano sentimenti di paura, mentre altri sono causa di gioia nella vita delle persone. “Vogliamo dimostrare che il comportamento religioso non è qualcosa di isolato ed esterno rispetto alla vita di ognuno di noi, ma è naturale e pienamente presente nel nostro comportamento di tutti i giorni”, spiega il regista e sceneggiatore Jan Motal. Secondo il direttore della fotografia Jirí Strnad, alcuni documentari saranno più d’azione e altri più sentimentali e meditativi. La serie dovrebbe essere presentata nel 2015.

Altri articoli in Archivio

Archivio

Informativa sulla Privacy