Cristianità in cammino

Cresce il numero di persone che solcano la Via Francigena, il Cammino di Santiago e i luoghi di san Francesco

La Via Francigena, il Cammino di Santiago, la Via di Francesco. Sono alcune delle strade che, soprattutto nei mesi estivi, vengono percorse da migliaia di pellegrini. La loro storia è legata a quella europea, espressione di una cristianità in cammino verso i luoghi della fede. Questi percorsi, che hanno ormai ottenuto anche riconoscimenti da istituzioni sovranazionali, possono rappresentare esperienze spirituali, occasioni di conoscenza dell’Europa di ieri e di oggi, mostrano taluni tratti significati ed essenziali della cultura europea. Si tratta, dunque, di percorsi (frequentati da un numero crescente di giovani e di persone di ogni età, spesso non credenti) che aiutano a comprendere le radici dell’Europa moderna.

Pellegrini verso Roma… La Via Francigena (info: www.viefrancigene.org), nel 1994 dichiarata “Itinerario culturale del Consiglio d’Europa”, comprende un fascio di vie (le cosiddette vie Romee) che dall’Europa centrale, e in particolare dalla Francia, conducevano a Roma per quella che, nel medioevo, era considerata una delle tre “peregrinationes maiores” insieme alla Terra Santa e a Santiago de Compostela: la visita alla tomba dell’apostolo Pietro. Attualmente il percorso pedonale della Via Francigena in Italia è lungo circa mille chilometri, dal Gran San Bernardo a Roma, divisi in 44 tappe. Un altro itinerario, non ancora ufficiale, è invece quello delle Vie Francigene nel Sud, che uniscono l’Occidente all’Oriente, Roma e la Terra Santa. In Puglia, ad esempio, vi è una “via Francesca”, che taluni sostengono essere la prosecuzione della Via Francigena verso Sud, percorsa in tempi antichi dai pellegrini che, dopo Roma, continuavano il loro viaggio verso Gerusalemme. Tra gli eventi in programma quest’estate, all’Abbazia di Clairvaux, in Francia, fino al 20 ottobre è allestita una mostra didattica che ripercorre la storia dei cammini verso Roma. Mentre, con diverse tappe lungo la Via, fino al 21 agosto si tiene il “Francigena International Arts Festival”.

…e alla tomba di san Giacomo. Attraverso la Francia e la Spagna, invece, passa il Cammino di Santiago di Compostela (www.peregrinossantiago.es/esp/), il lungo percorso per giungere al Santuario presso cui ci sarebbe la tomba dell’apostolo Giacomo. Riconosciute nel 1987 itinerario culturale europeo, le vie del “camino de Santiago” sono state dichiarate dall’Unesco “Patrimonio dell’umanità” e vedono, anno dopo anno, un’impressionante crescita del numero di pellegrini che le percorrono, principalmente a piedi o in bicicletta: dai circa 5mila nel 1990 a 55mila nel 2000, fino a 215mila lo scorso anno, di cui la metà non spagnoli. Tra gli stranieri prevalgono tedeschi, italiani e francesi. Il crescente afflusso (la cui “punta” finora è stata toccata nell’anno “iacobeo” 2010, considerato “giubilare” in forza di una bolla emessa dal papa Alessandro III nel 1179, che così ha definito quegli anni in cui la festa annuale del santo – 25 luglio – cade di domenica) mostra come Santiago stia diventando, con i santuari mariani di Lourdes e di Fatima, una delle mete preferite dal turismo religioso internazionale.

Sui luoghi di Francesco. In Italia, invece, si sta affermando la “Via di Francesco”. A differenza dai percorsi precedenti – Cammino di Santiago e Via Francigena -, consacrati da una tradizione millenaria, questa non è una vera e propria “strada” percorsa fin dall’antichità, quanto piuttosto un itinerario che collega tra loro alcuni luoghi che testimoniano della via e della predicazione del santo di Assisi, cammino che intende riproporre l’esperienza francescana nelle terre calcate dal Poverello. La destinazione è Assisi, mentre i punti di partenza sono il Santuario di La Verna al nord e la Valle Santa reatina a sud. Entrambi i percorsi principali presentano delle varianti, veri e propri percorsi alternativi, o piuttosto suggerimenti per raggiungere e visitare qualche importante luogo francescano che altrimenti rimarrebbe escluso. Rientra nello spirito della Via pure il “Sentiero di Francesco”, che collega i luoghi umbri della spiritualità francescana e prende spunto dal viaggio che Francesco d’Assisi, dopo essersi spogliato dei beni terreni, compì nell’inverno del 1206 verso Gubbio, dove viveva l’amico Federico Spadalonga, con cui aveva condiviso anche la prigionia a Perugia e che gli aveva parlato di una Chiesa riformata pochi anni prima dal santo vescovo Ubaldo.

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