Il Vangelo con Cirillo e Metodio

Nell'Europa centro-orientale si ricordano in questi giorni i due fratelli "missionari"

L’inizio di luglio in Slovacchia, nella Repubblica Ceca e negli altri Paesi segnati dall’opera di evangelizzazione dei Ss. Cirillo e Metodio è tradizionalmente contraddistinto da un grande numero di celebrazioni che commemorano l’eredità spirituale e culturale di questi fratelli di Tessalonica, co-patroni d’Europa, che portarono la fede cristiana alle nazioni slave quasi 12 secoli fa. In Slovacchia, la commemorazione del loro arrivo nella regione della Grande Moravia 1151 anni fa ha quest’anno un sapore speciale, perché rientra nel quadro delle celebrazioni dell’Anno santo di Nostra Signora dei sette dolori, patrona della nazione.

“Un duplice dono”. Secondo il cardinale Jozef Tomko, prefetto emerito della Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli, l’obiettivo della missione di Cirillo e Metodio, che vennero qui su invito del principe Rastislav nel X secolo, era di “sviluppare pienamente la fede cristiana tra le nazioni slave”. Si trattava di evangelizzare in luoghi dove altri sacerdoti non erano riusciti prima, perché non parlavano la lingua di queste nazioni. Così, la prima mossa dei due fratelli fu di tradurre la Bibbia, per la quale inventarono un nuovo tipo di scrittura: il glagolitico. Dunque essi portarono un duplice dono agli antichi slavi: la nuova scrittura e la Parola di Dio. “Possiamo dire che i nostri predecessori sono entrati nella fase culturale dell’Europa attraverso l’accettazione della Parola di Dio annunciata da Cirillo e Metodio”, spiega il cardinale Tomko, sottolineando che la fede contemporanea, vista come “valore fondamentale della vita ereditato grazie allo sforzo dei due santi”, dovrebbe riflettersi nell’esistenza personale, familiare e sociale: “Soltanto in questo modo si può penetrare nella cultura e umanizzarla. Questo modello efficace di inculturazione, inventato dai Ss. Cirillo e Metodio, è necessario attuarlo anche oggi, in modo che il loro patrimonio non sia fatto soltanto di parole, ma costituisca una forza per la vita cristiana di ogni giorno”. Dal canto suo il presidente del Consiglio per la gioventù e l’università della Conferenza episcopale slovacca, monsignor Tomás Galis, parla della necessità di “educare i giovani a vari aspetti del messaggio cirillo-metodiano per il bene delle generazioni future”, soprattutto sotto forma di atti di amore, di solidarietà e d’instancabile irradiazione del Vangelo. “Incontriamo Cristo nelle nostre comunità parrocchiali. Vivere secondo la sua Parola possa cambiare la nostra vita e portarci a condividere le nostre esperienze con gli altri”, esorta il prelato.

Opera di amore e dedizione. Essere cattolici nel cuore dell’Europa equivale a un dilemma in questo tempo, ma in senso positivo. Centinaia di eventi si svolgono in tutti gli angoli della Slovacchia in occasione della festa dei Ss. Cirillo e Metodio, tanto che potrebbe risultare difficile indicarne solo alcuni. L’antica sede diocesana di Nitra, strettamente associata alla missione evangelizzatrice dei fratelli di Tessalonica, diventa tradizionalmente un centro di celebrazioni nazionali ogni anno, il 5 luglio. Anche quest’anno diverse migliaia di persone si sono radunate sotto il castello. Secondo il vescovo locale, monsignor Viliam Judák, tracce della tradizione cirillo-metodiana nella storia slovacca “non solo hanno rafforzato i legami di questa nazione con Roma, ma ne hanno approfondito la coscienza e la conoscenza del proprio passato”. “Ecco perché questi valori restano la fonte di rinnovamento della forza spirituale che ci ha mantenuto vivi e fedeli per tutto il millennio”. Un ospite speciale – monsignor Stanis³aw Budzik, arcivescovo metropolita di Lublino in Polonia – ha incentrato il suo discorso sul patrimonio cirillo-metodiano come elemento di unità tra le moderne nazioni slave. “Oggi riscopriamo per l’ennesima volta le nostre radici cristiane. Questo dovrebbe essere un impulso per il rinnovamento e il rafforzamento della nostra fede, un impulso a mettere Dio al centro della nostra vita e ad accogliere l’invito di Cristo di andare in tutto il mondo e trasformare tutti quanti in suoi discepoli”, ha affermato mons. Budzik. Anche la collina mariana di Levoca ha visto la presenza di molti pellegrini lo scorso fine settimana. Circa mezzo milione di persone hanno celebrato la festa di Cirillo e Metodio e hanno venerato la Madonna dei sette dolori nella basilica della Visitazione di Maria Vergine. Le numerose attività in onore dei due santi continuano questa settimana con messe, incontri di preghiera, mostre, spettacoli teatrali e concerti, per non parlare della creazione di interessanti opere artistiche. Citiamo solo un esempio: i visitatori della cattedrale di San Martino a Bratislava potranno ammirare una nuova vetrata ispirata a Cirillo e Metodio: un ricordo ricco di colori della loro opera di amore e dedizione.

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