L’Europa a guida Italia” “Le prime pagine ” “dei giornali diocesani

I settimanali cattolici, in uscita in questi giorni, guardano al semestre italiano di presidenza dell'Unione europea. "Abbiamo bisogno di speranza - concordano le testate Fisc - ma una speranza realistica che sappia individuare i passi precisi e concreti da fare per continuare il cammino". E ancora: "Dobbiamo continuare a sperare che è possibile costruire gli Stati Uniti d'Europa in cui credettero i primi protagonisti"

C’è "la speranza di un nuovo capitolo da scrivere". I giornali aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), in uscita in questi giorni, guardano con trepidazione al semestre italiano di presidenza dell’Unione europea. "Abbiamo bisogno di speranza – concordano le testate della Fisc -, ma una speranza realistica che sappia individuare i passi precisi e concreti da fare per continuare il cammino". Tra gli altri argomenti affrontati dai settimanali: calo della natalità, i mondiali di calcio, cronaca e vita delle diocesi. Proponiamo una rassegna degli editoriali giunti ad oggi in redazione.

Italia ed Europa. "L’Italia si proietta in Europa". Matteo Renzi ha iniziato il semestre di presidenza dell’Ue e questo offre diversi spunti ai giornali Fisc. "Dobbiamo continuare a sperare che è possibile costruire gli Stati Uniti d’Europa in cui credettero i primi protagonisti e contrastare lo spirito disfattista che ha mandato al Parlamento europeo un esercito di nemici dell’Europa. Pensare di ritornare a rifugiarsi nei nostri Stati nazionali, nonostante sbagli e ritardi nel perseguire il sogno europeo, è veramente un processo regressivo", sostiene Gianpiero Moret, direttore dell’Azione (Vittorio Veneto). "Crescita e occupazione sono le parole chiave in cima alla nuova agenda comunitaria renziana, flessibilità nell’adozione delle regole sul deficit, e ancora immigrazione", sottolinea Marco Zeni, direttore di Vita Trentina (Trento). Nella "ricerca di un rinnovato orizzonte di senso Matteo Renzi ha una risorsa fondamentale – fa notare Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza) – il patrimonio di tradizione e valori cristiani. Nelle radici cristiane dell’Europa può trovare molti elementi utili e quanto mai attuali e che, mai come ora, possono servire per dare nuova motivazione allo stare assieme". Certo, in Europa c’è molto da lavorare, come lamenta Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appenino Camerte (Camerino-San Severino Marche): "A fine maggio, a dispetto della volontà popolare e all’indomani delle votazioni europee, Strasburgo ha sbattuto la porta in faccia a ‘Uno di Noi’, cioè ha respinto l’appello di quasi due milioni di europei per il riconoscimento della dignità umana all’embrione fin dal suo concepimento". Per Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina), "o torniamo ai motivi per cui è nata l’Europa come comunità di popoli e di Stati, oppure sarà sempre di più considerata come un peso da sopportare e da eliminare prima possibile". Perciò, "da due sani principi non si può prescindere: la solidarietà e la sussidiarietà, da rendere concreti in ogni agire. In Italia e in Europa". Nei prossimi sei mesi, è l’opinione di Toscana Oggi (settimanale regionale), "la presidenza Ue offre all’Italia alcune opportunità da sfruttare al meglio". A giudizio di Emilio Salvatore, direttore editoriale di Clarus (Alife-Caiazzo), "bisogna fare l’Europa per assicurare la nostra pace, il nostro progresso e la nostra giustizia sociale che deve anzitutto servirci da guida. Tutta la nostra costruzione politico-sociale presuppone un regime di moralità internazionale". In questo senso è un brutto segnale quello che è avvenuto nel Parlamento europeo, fa notare Marco Caramagna, direttore della Voce Alessandrina (Alessandria): "Il volta spalle di alcuni deputati europei durante l’esecuzione dell’Inno alla gioia di Ludwig van Beethoven all’apertura dei lavori del Parlamento europeo non è un comportamento corretto". Intanto, dall’Europa si chiedono "riforme in cambio di flessibilità: è il senso dell’accordo europeo raggiunto a Bruxelles la scorsa settimana – ricorda l’Ora del Salento (Lecce) -. Una possibile boccata d’ossigeno per l’Italia o aria fritta? Sul punto i giudizi sono contrastanti, ma c’è la sensazione che una flessibilità limitata, e condizionata dall’occhialuto controllo tedesco, non è la ricetta migliore per lenire i mali del Belpaese". L’Europa ora si trova anche ad affrontare non solo questioni interne, ma anche il continuo flusso di migranti: "Le risorse spese oggi per pattugliare e assistere potrebbero servire domani per educare e diffondere libertà e benessere. Ma bisogna prendere sul serio questa sfida. Coraggio, Europa", sostiene Gente Veneta (Venezia). Altro problema è la difesa della famiglia: "Alle ultime elezioni europee c’è già stato un astensionismo cattolico, anche se quasi nessuno ne ha parlato. Questo astensionismo era frutto di un euroscetticismo cattolico. Alle prossime elezioni politiche nazionali ci potrebbe essere un nuovo astensionismo cattolico causato da uno scetticismo politico nostrano: nessun partito è votabile perché nessun partito difende vita e famiglia", afferma Stefano Fontana, direttore di Vita Nuova (Trieste).

Calo demografico. Diversi settimanali si occupano del calo demografico. La Vita Casalese (Casale Monferrato) commenta così i dati Istat resi noti in questi giorni: "Non si fanno più figli, e con 514mila nuovi nati, nel 2013 si è toccato, con il quinto calo consecutivo, il minimo storico". E sul calo demografico, calo degli immigrati che vengono in Italia e sulla colata "a picco" dell’indice di nuzialità, Paolo Lomellini, editorialista della Cittadella (Mantova), osserva: "Questa difficoltà di progettualità aperta al domani ci attraversa sia nella dimensione personale-familiare sia in quella più generale e collettiva della società nel suo insieme. La radice è tuttavia comune e sta, a mio parere, nell’invasione di cultura e modo di pensare individualisti che segnano da decenni i nostri vissuti personali e anche l’immaginario collettivo della società". "Il nostro Paese si trova di fronte a una vera emergenza sociale e cioè il calo della natalità, dovendo affrontare il duplice impatto del crescente invecchiamento della popolazione e del prolungamento della vita", evidenzia sulla Libertà (Reggio Emilia-Guastalla) Maurizio Rizzolo, presidente del Forum delle associazioni familiari di Reggio Emilia, che, poi, denuncia: "Penso che ci si renda conto di come il battage mediatico e politico dei movimenti delle persone omosessuali per ottenere, se non il matrimonio, qualcosa di molto simile, stia diventando ogni giorno più evidente e pressante". C’è un atteggiamento contraddittorio tra i sindaci "nei confronti delle Sentinelle in piedi e dei Gay pride", annota Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona): ciò potrebbe essere dovuto alla "caccia alla popolarità e ai voti. Ma, forse, c’è anche un altro motivo. Non è vero che le Sentinelle in piedi non disturbano nessuno. Disturbano, e come: danno fastidio perché mobilitano le coscienze, costringono a pensare. Ed è questo che a lor signori dà fastidio".

Mondiali di calcio. Al centro degli editoriali ancora i Mondiali di calcio, visti da diverse angolazioni. Dalla composizione di alcune squadre europee parte Giovanni Tonelli, direttore del Ponte (Rimini), che pone una domanda: "Se gli stranieri sono utili a migliorare il livello sportivo delle squadre nazionali, chi l’ha detto che non possano giovare anche allo sviluppo sociale, economico e culturale? Sono buoni solo con i piedi?". Il Popolo (Tortona) rilancia un articolo Sir a firma di Nicola Salvagnin: "Nei giorni più bui per il calcio italiano – con l’amara esclusione dai Mondiali e le tante polemiche al seguito -, un po’ di consolazione arriva dal conto economico di un settore che movimenta alcuni miliardi di euro: il pallone in Italia non è uno sport, ma un vero business". Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia) punta l’attenzione, invece, sulle analisi post esclusione dell’Italia ai Mondiali: "Chi frequenta social network sarà stato certo inondato da post di austeri pensatori che hanno attribuito le svirgolate di Chiellini, in ordine sparso, al Porcellum, alla ‘ndrangheta e alla disoccupazione al Sud, al ventennio berlusconiano, alla poca educazione fisica nelle scuole" e tanto altro. "Chissà quali straordinari successi avrebbe la povera Italia – aggiunge – se questa splendida carovana di lucidi analisti dei suoi mali", "si occupasse degli stessi mali in modo fattivo" con "intensità giornaliera anche in tempo feriale".

Cronaca. Diversi gli spunti dalla cronaca. I barconi della morte fanno riflettere Bruno Cappato, direttore della Settimana (Adria-Rovigo): "Tra le nuove povertà – che poi tanto nuove non sono – c’è la massa delle persone stipate su barconi che approdano di continuo sulle nostre sponde. Già partire è un’immane disgrazia, ma che a partire siano dai bambini senza genitori, delle donne incinte, dei poveri disperati è ancora peggio". A proposito di tasse, Bruno Cescon, direttore del Popolo (Concordia-Pordenone), scrive: "Siamo dinanzi ad una sorta di presa in giro del contribuente, che viene illuso ancora una volta perché in effetti siamo esentati dall’Imu ma ritassati con la Tasi, che ha la stessa base imponibile, cioè il valore della casa". Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia), commenta i dati sulla disoccupazione giovanile. Forse, nota Tosello, "bisogna porsi domande radicali, interrogandosi sul sistema che sta divorando se stesso, cioè sui meccanismi che hanno provocato questo fenomeno crescente, legati certo al prolungato periodo di crisi ma anche ad una visione di ‘crescita’ e di ‘progresso’ che mostra la corda". Sul dibattito della possibile adesione di Imola alla città metropolitana di Bologna interviene Andrea Ferri, direttore del Nuovo Diario Messaggero (Imola): "Se la legge Delrio prevede automaticamente l’assegnazione di funzioni fino ad oggi comunali alla città metropolitana è sbagliato aderire passivamente e preventivamente, senza contropartite definite prima dell’adesione. Se al contrario la devoluzione di poteri comunali alla città metropolitana avverrà esclusivamente su base volontaria da parte dei singoli Comuni si deve aderire". E Pier Giovanni Trossero, direttore dell’Eco del Chisone (Pinerolo), rilancia: "Opporsi oggi alla città metropolitana è una lotta impari contro i mulini a vento". Si preoccupa del futuro dell’autodromo Luigi Losa, direttore del Cittadino (Monza e Brianza) e, dopo le dichiarazioni di Montezemolo ed Ecclestone, chiede: "Chi si mette alla testa della nuova guerra per salvare l’autodromo?". La Guida (Cuneo), dopo i recenti fatti di cronaca nera, auspica una riflessione "sulla natura delle relazioni affettive e sui rischi che esse corrono quando troppo condizionate da modelli di pensiero e di comportamento che non trovano più corrispondenza nella realtà". La questione dell’acqua al centro dell’editoriale del Ponte (Avellino), a firma di padre Alex Zanotelli, nel quale si rivolge ai cittadini avellinesi e campani: "Siete a conoscenza – chiede – che i nostri politici in Campania stanno svendendo la nostra acqua ai privati? Questo, nonostante il Referendum sull’acqua del 2011 che ha deciso la gestione pubblica e partecipata dell’acqua". "Tempo di vacanza, tempo per noi stessi". È l’auspicio di Pietro Pompei, direttore dell’Ancora (San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto).

Attualità ecclesiale. Non manca l’attualità ecclesiale. Il monito del Papa contro le droghe offre lo spunto ad Amanzio Possenti, direttore del Popolo Cattolico (Treviglio): "Il richiamo di Papa Francesco, nel mettere a nudo le coscienze, le invita a non dare spazio in nessun modo – né piccolo né microscopico, né tantomeno arrogante e presuntuoso – alle molte dipendenze che le divorano, quanto piuttosto a trovare le motivazioni positive che trasmettono un senso nobile alla vita: nella prospettiva di una vera libertà, soprattutto dal male, con il quale non ci potranno mai essere ‘compromessi’ di sorta. Con la droga, proprio mai". Il Papa, sottolinea Cammino (Siracusa), "non si stanca di esortare la sua Chiesa alla radicalità evangelica e a mantenere il cuore aperto alla misericordia di Dio. Per non irritare Dio". L’Instrumentum laboris in vista della III Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei vescovi, il documento "Incontriamo Gesù", Orientamenti per l’annuncio e la catechesi in Italia, e la lettera pastorale per l’anno 2014-2015 "Chiesa in uscita. La comunità che annuncia la bellezza di Dio" di monsignor Bruno Forte, per Bonifacio Mariani, direttore del Nuovo Amico del Popolo (Chieti-Vasto), "ci portano nel vivo delle comunità, nel cuore delle famiglie, nel segreto delle anime: lì dove l’incontro con Cristo guarisce, crea nuova umanità, dona luce e forza, apre al dialogo, all’incontro, al dono reciproco". Anche Salvatore Coccia, direttore dell’Araldo Abruzzese (Teramo-Atri), riflette sull’Instrumentum laboris: "Tutta la comunità è chiamata a leggere, riflettere e misurarsi con le proposte che vengono avanzate al fine di giungere ad una condivisione che riporti la famiglia a una identità chiara. Se non si riparte dalla famiglia, nessun progetto di società appare ipotizzabile". Sull’Instrumentum laboris interviene pure Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia): "Dobbiamo ricordare a tutti che non esistono soluzioni facili e a buon mercato e che la Chiesa, anche con la sua migliore volontà di venire incontro alle richieste che le arrivano da ogni parte, non ha nessuna possibilità di manomettere il messaggio che le è stato consegnato perché lo custodisse e lo ricordasse agli uomini di tutti i tempi". Il Cittadino (Genova) riporta le parole del cardinale Angelo Bagnasco in occasione della processione e benedizione del mare con le sacre ceneri di san Giovanni Battista, patrono dell’arcidiocesi: "Il lavoro oggi è una terra incerta e la famiglia è sempre più attaccata". Corrado Avagnina, direttore dell’Unione monregalese (Mondovì), a proposito dell’ormai noto invito del Papa a essere una "Chiesa in uscita", spiega che ciò "equivale a non restare fermi mai, a venire allo scoperto, ad allargarsi su nuovi orizzonti…". Il Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio) sottolinea che "di martirio si muore anche oggi. Come ricorda Papa Francesco: ‘Il tempo dei martiri non è finito’". Il Corriere Eusebiano (Vercelli) informa che "monsignor Arnolfo ha ricevuto il pallio da Papa Francesco". Walter Lamberti, direttore della Fedeltà (Fossano), dedica la sua riflessione a coloro che in passato hanno fatto gli obiettori presso la Caritas diocesana: "Mettersi in gioco, farsi prossimi. Condividere con chi ha di meno". Ricordando il pellegrinaggio diocesano al cimitero di Alessano dov’è sepolto don Tonino Bello, Luciano Sedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro), osserva: "Solo chi lavora su se stesso, si apre al trascendente, si consegna alla volontà di un Altro, è in grado di alimentare il cuore, di allargare gli orizzonti e di ‘mordere la vita’ per qualcosa". Della promessa del sindaco Bitonci di mettere il crocifisso negli edifici comunali, affidata ai social media, parla Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo (Padova): "È sulla concretezza delle scelte che una società mette in luce i suoi valori di fondo, i suoi punti di riferimento, i suoi orizzonti. Il resto, a voler essere buoni, sono simboli vuoti o specchietti per le allodole. Se allora quell’uomo in croce non ha più nulla da dirci, evitiamo di trasformarlo in un facile argomento di bassa politica. Se invece sentiamo che ci parla ancora con la stessa forza di duemila anni fa, apriamo il nostro cuore all’ascolto. Diamoci un tempo di silenzio e riflessione. I fatti, quelli che davvero contano, verranno da sé". Voce della Vallesina (Jesi) fa riferimento al "convegno annuale dei direttori degli Uffici catechistici diocesani, svoltosi a Bari, dal 23 al 26 giugno, e dedicato ai preadolescenti". Mentre la Gazzetta d’Asti (Asti) riporta "la lezione sulla carità", "impartita da don Eugenio Cavallo del Cottolengo di Torino ai soci del Rotary Club di Asti".

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