Con le madri per tutelare la vita

Voci pro-life contrarie alla pillola abortiva. Aiuti concreti per portare a termine una scelta coraggiosa

È uno dei paradossi della società ceca: più di 37mila aborti volontari ogni anno e, allo stesso tempo, migliaia di donne sterili che cercano disperatamente di rimanere in dolce attesa. Questo è il commento, breve ma pungente, di uno scrittore ed ex capo redattore della rivista “Respect”, Martin Fendrych, sulla recente legalizzazione della pillola abortiva Ru-486 nella Repubblica Ceca. “Viviamo in una società che ha deciso di dare la priorità alla libera scelta delle donne, invece che proteggere la vita nascente. Inoltre, la vendita di questo preparativo trasforma la visione della vita eliminando le ‘complicazioni indesiderate'”, e “senza alcun rispetto per i valori più naturali”, sostengono i rappresentanti del Movimento per la vita, una delle maggiori piattaforme pro-life nel Paese.

Fatti e cifre. La pillola abortiva Ru-486 è stata legalizzata nella Repubblica Ceca il 16 giugno scorso. Le organizzazioni pro-vita sono preoccupate che la disponibilità di questo preparativo non soltanto provochi l’aumento del numero degli aborti farmacologici, ma possa avere un impatto molto più ampio sulla società intera. L’anno scorso, 37.400 aborti sono stati eseguiti negli ospedali di tutto il Paese. “La nuova possibilità di sbarazzarsi di una gravidanza indesiderata in tutta sicurezza a casa propria, semplicemente prendendo alcune pillole, potrebbe dare la sensazione di una procedura semplice, senza conseguenze dannose”, spiega Eva Grey, docente dell’Università S. Elisabetta della salute e dell’assistenza sociale in Slovacchia, dove i preparati abortivi sono stati registrati alla fine del 2012, senza alcuna precedente discussione pubblica o di esperti. Secondo il Movimento per la vita, questa “procedura semplificata di aborto artificiale”, oltre a distorcere la responsabilità verso la vita umana concepita e la minaccia alla salute delle donne, causa anche una “deformazione della comprensione sociale della responsabilità” e promuove lo sviluppo del consumismo e un comportamento irresponsabile in tutti i settori della vita, non soltanto in materia di sessualità.

Una prospettiva etica. Circa 70mila persone hanno firmato una petizione contro la legalizzazione e la vendita della Ru-486, ma la loro voce è rimasta inascoltata. Mons. Vojtech Cikrle, presidente del Consiglio di bioetica della Conferenza episcopale ceca, mette in evidenza questo fatto e aggiunge che la registrazione delle pillole abortive è stata messa in atto nonostante che diverse riviste straniere specializzate avessero scritto a proposito dei gravi effetti collaterali dell’aborto farmacologico. “Dal punto di vista etico non vi è alcuna differenza tra l’aborto chimico e quello meccanico, in entrambi i casi si uccide un essere umano innocente”, sottolinea il presule. I membri del Consiglio di bioetica mettono in guardia dagli aborti provocati di qualsiasi genere, aggiungendo che “ogni vita umana è sacra e merita di essere protetta sin dal momento del concepimento”.

Alternative e aiuti concreti. La pratica dimostra che i preparati abortivi chimici non sono affatto “meno complicati” soltanto per le donne con una gravidanza inaspettata, ma anche per i ginecologi. È molto più facile prescrivere delle pillole che aiutare le donne a cercare altre soluzioni alla loro situazione. “Ci sono possibilità che non comportano l’uccisione del nascituro: la donna può portarlo in grembo fino alla nascita e poi darlo in adozione, oppure cercare di trovare un aiuto per tenerlo con sé e allevarlo coraggiosamente. Questo, naturalmente, richiede coraggio, senso di responsabilità e – soprattutto – un sostegno da parte della famiglia e l’aiuto di esperti”, si legge nella dichiarazione del Movimento per la vita, guidato da Radim Uchác. A proposito di aiuto concreto, ci sono diverse organizzazioni e istituzioni che forniscono consulenza sociale, psicologica, medica alle donne in difficoltà. Una di queste, che vanta una storia di centinaia di casi risolti nel settore, è la linea telefonica gratuita “Aqua Vitae”, che si dedica a coloro che si trovano ad affrontare una gravidanza inaspettata. Il Movimento per la vita stesso ha promosso una rete di servizi per le donne incinte in difficoltà, gestendo ogni caso singolarmente e offrendo sostegno materiale, finanziario, psicologico e spirituale: “Vorremmo che la nostra organizzazione fosse la prima scelta dei ginecologi quando suggeriscono possibili soluzioni alle donne con una gravidanza inaspettata e forse indesiderata. Secondo la nostra esperienza, molte di loro sono soltanto confuse e noi possiamo aiutarle, prima che prendano una decisione irreversibile che potrebbe influenzare tutta la loro vita in modo molto negativo”. Attualmente, la piattaforma intende interpellare le autorità in merito a tale questione e denunciare in tribunale la registrazione della Ru-486.

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