Fiore e preghiera per la madonnina

Esterno giorno a Roma Nord. Strada laterale che immette in una di grande scorrimento. Solito traffico intenso e solita coda che costringe il guidatore a vagare con lo sguardo. Una signora di mezza età ha un piccolo vaso fiorito. Con passo veloce raggiunge ciò che resta di un’antica costruzione che dà proprio sulla strada. Colloca il vaso in una piccola nicchia. Quando la raggiungiamo, su quello che resta di un portale murato di una villa, scorgiamo una lapide di marmo: Via Trionfale numero… La signora si ferma un istante, depone il vaso fiorito, fa il segno di croce e recita una preghiera, incurante della lunga coda di auto che la sfiora. Facciamo appena in tempo a scorgere, all’interno della nicchia, l’immagine di una madonna seicentesca. Almeno così pare. Dovremo tornarci a piedi e capire di più di quella immagine e di quel luogo. Una memoria antica di fede popolare, forse legata alla vita dei campi e alle sue stagioni, che resiste nel cuore di qualcuno. E nel cuore di una metropoli moderna. Così è la fede. Resistente all’usura.

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