Otto Paesi uniti da due mari

Commissione Ue: progetti concreti per avvicinare le sponde orientali e occidentali

“Lavorare assieme per affrontare sfide comuni e promuovere le potenzialità condivise è una scelta estremamente logica. Quella adriatico-ionica sarà la terza strategia macroregionale europea. C’è un insegnamento che i Paesi partecipanti dovrebbero trarre dalle strategie del Mar Baltico e del Danubio: l’importanza di concentrarsi su poche priorità con una forte leadership politica per incidere davvero”. Johannes Hahn, commissario Ue responsabile per la politica regionale, ha presentato il 18 giugno la proposta di una nuova macroregione Ue, quella adriatico-ionica, riguardante otto Stati, quattro aderenti all’Unione (Croazia, Grecia, Italia e Slovenia) e quattro candidati o potenziali candidati all’adesione (Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Serbia). Si tratta, per questo specifico aspetto, di una sfida inedita riguardo la cooperazione transnazionale dell’Unione.

“Integrare i Balcani”. La cooperazione che si intende creare tra le due sponde dei mari Adriatico e Ionio, riguarda soprattutto l’economia del mare, compresa la pesca, l’ambiente, le infrastrutture e i trasporti, la ricerca e l’innovazione, l’energia, il turismo e le relazioni storico-culturali. “In una regione che in anni recenti ha visto alcuni dei più gravi conflitti in Europa”, ha opportunamente ricordato Hahn facendo riferimento alla ex Jugoslavia, “la strategia per la regione adriatico-ionica potrebbe svolgere un ruolo importante per aiutare l’integrazione dei Balcani occidentali nell’Unione europea”. L’Ue avvierà dei programmi concreti di “avvicinamento” tra gli otto Paesi, anche sulla base dell’esperienza delle altre due strategie macroregionali finora avviate, quella del Baltico e quella del Danubio.

Tempi non brevi. Per quanto riguarda i fondi, invece, saranno per ora reindirizzati e valorizzati “al meglio” quelli esistenti, sia sul piano degli investimenti e della coesione sociale, sia quelli previsti per la pre-adesione. “La strategia Eusair”, questa la sigla ufficiale, “non accederà a finanziamenti aggiuntivi dell’Unione – specifica l’esecutivo -, ma dovrebbe mobilitare e allineare i finanziamenti esistenti a livello nazionale e unionale nonché attirare investimenti privati”. La tempistica della strategia richiede, per entrare a pieno regime, ancora qualche mese: la Commissione ha infatti avanzato la sua proposta in base a una precisa richiesta del Consiglio europeo del dicembre 2012. Al progetto hanno collaborato le ultime presidenze di turno Ue, e specialmente la Grecia; mentre ora la palla passa a quella italiana del secondo semestre 2014.

Il mare, una risorsa. La commissaria responsabile per gli affari marittimi e la pesca, Maria Damanaki, ha specificato su Eusair: “Le sfide marittime che affrontiamo nella regione adriatica e ionica non sono specifiche a un singolo Paese: sfruttamento eccessivo della pesca, inquinamento, congestione del traffico, collegamenti di trasporto e turismo stagionale… Il solo modo sensato di affrontare tali questioni è con l’unità e la coerenza”. Dal momento che “esiste un potenziale di crescita in molti di questi settori, il piano d’azione per la macroregione adriatico-ionica può contribuire a far uscire la regione dalla crisi e rimetterne in carreggiata l’economia”. I due commissari chiariscono che ogni “pilastro” della strategia è stato “coordinato da una coppia di Paesi, uno Stato membro e uno non Ue”: precisamente la Grecia e il Montenegro ha definito gli aspetti prioritari e le possibili iniziative sulla “crescita blu e dunque la valorizzazione della risorsa-mare; Italia e Serbia hanno collaboratore sul tema “collegare la regione”, ossia reti dei trasporti e dell’energia, compreso il gasdotto Tap, Transadriatic pipeline, che dovrebbe portare il gas dell’Azerbaijan nelle case degli europei, passando fra l’altro per Grecia, Albania e Italia; Slovenia e Bosnia-Erzegovina si sono occupate della qualità ambientale; Croazia e Albania hanno sviluppato idee e azioni in relazione al “turismo sostenibile”.

Proposte operative. Nella strategia appaiono inoltre aspetti per eventuali forme di cooperazione oltre le frontiere nazionali definiti “trasversali”: “Il capacity building e la ricerca, le piccole e medie imprese, la mitigazione dei cambiamenti climatici, la gestione del rischio di catastrofi”. Non mancano alcuni possibili progetti sul campo da avviare in relazione ai pilastri di Eusair: per la crescita blu, ad esempio, emergono “regolari valutazioni degli stock per la gestione di una pesca sostenibile”; sui collegamenti regionali si parla del miglioramento del sistema di comunicazione obbligatoria delle navi nell’Adriatico e della accessibilità delle zone costiere e delle isole vicine; la difesa dell’ambiente comprenderebbe il progetto CleanSea “per mantenere puliti, sani e produttivi i mari europei”; infine nel campo turistico sui pensa a facilitazione dell’accesso ai finanziamenti per le start-up del settore.

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