Laici, ben oltre le sacrestie

Appuntamento a Varsavia per i movimenti e le associazioni cattoliche. Presenti 140 realtà

“Oggi il mondo ha più bisogno di cristiani di quanto non ne avesse nel passato”: ne è convinto padre Adam Schulz, presidente del Consiglio nazionale di movimenti cattolici in Polonia. Il 14 giugno, a Varsavia, si è svolto il quarto Congresso delle associazioni e movimenti cattolici diffusi in tutto il Paese, cui hanno preso parte 600 rappresentanti di 140 organizzazioni che raggruppano quasi 3 milioni di iscritti. Analizzando l’attuale situazione del laicato cattolico in Polonia, padre Schulz ha affermato che “negli ultimi anni si può osservare un’evidente crescita delle attività delle associazioni e dei gruppi cattolici”. A suo parere tale sviluppo è dovuto “soprattutto al peso assegnato attualmente, da parte della Chiesa, alla nuova evangelizzazione”, ma è anche favorito dal pontificato di Papa Francesco, poiché “i membri dei movimenti cattolici si ritrovano perfettamente nella sua spiritualità, la quale costituisce per tutti una fonte di ispirazione”.

Aprirsi al mondo. “Molti fra i cattolici polacchi s’impegnano nell’ambito di una concreta associazione o nell’ambito della propria parrocchia, dimenticando che l’apostolato dei laici dovrebbe essere rivolto verso il mondo esterno”, ha anche osservato Schulz. Per il futuro il presidente dell’associazionismo polacco auspica “il passaggio da una passiva osservazione del mondo sempre più laicizzato e intento a scacciare il cristianesimo e i cristiani dalla vita sociale e dalla coscienza pubblica, limitandolo alla sagrestia, alla riscoperta di una positiva visione delle nostre attività, volte a rinnovare il mondo alla luce del Vangelo, per trasformarlo insieme a Cristo”. Il titolo del Congresso – “Mandati per rinnovare il mondo” – significa, per il presule, il dovere di riconoscere “come oggi si possa collaborare con il Signore continuando l’impegno lavorativo e familiare, ma offrendo allo stesso tempo agli altri le proprie competenze e proponendo loro i valori evangelici”.

“Incoraggiarsi a vicenda”. Il programma futuro dell’apostolato dei movimenti e delle associazioni cattoliche in Polonia presentato durante il Congresso comprende diversi tipi di attività in vari settori: quelli della famiglia, della difesa della vita, dell’economia, della politica, delle attività di assistenza ai poveri e ai malati. “Nell’apostolato bisogna incoraggiarsi a vicenda”, rileva padre Schulz, convinto che anche compiendo delle azioni molto semplici a favore del prossimo “si può dare coraggio ad altri che allora penseranno: ‘se lo può fare lui, anch’io posso farlo'”.

Lo sguardo sui poveri. Il presidente del Consiglio episcopale per il sociale, monsignor Jozef Kupny, arcivescovo di Breslavia, ha parlato ai congressisti dell’impegno a favore dei poveri e dei bisognosi, ricordando “l’immaginazione della carità” di Papa Francesco. In Polonia, ha detto il presule ricordando i dati dell’Istituto di statistica nazionale polacco Gus, “sono i più piccoli a essere più esposti alla miseria”. Tra gli 8,9 milioni di minori che vivono in famiglia, 1,4 milioni sono poveri o comunque non hanno dei mezzi sufficienti per una normale e regolare crescita. Il vescovo ha inoltre osservato che “le persone povere non di rado hanno una specifica visione della realtà, e spesso danno la colpa della loro difficile situazione alla malasorte”. “Di frequente dicono che non hanno avuto l’occasione di indirizzare le loro vite nella giusta direzione, ma al contempo non prendono l’iniziativa per cambiare la loro esistenza in modo decisivo”, ha dichiarato mons. Kupny, aggiungendo che “le persone che si adattano alla povertà, individuandone le cause al di fuori di loro stesse, non sono in grado di valutare le proprie capacità e di uscire dalle difficoltà con le proprie forze”. “Quelle persone hanno bisogno del nostro aiuto dall’esterno”, ha concluso il presule, ricordando che “la cura dei bisognosi è il segno del vero amore per Gesù Cristo”.

Peccati e santità. Il Primate di Polonia, monsignor Wojciech Polak, ha dal canto suo rammentato ai congressisti “la tensione esistenziale” nella Chiesa, “che è santa ma al contempo bisognosa di purificazione continua”. Polak ha concluso la sua conferenza dedicata “all’amore per la Chiesa nonostante il male insito e a volte in essa ben visibile”, dicendo che la risposta ai peccati della Chiesa deve essere costituita dalla “nostra santità”, poiché “l’amore per la Chiesa richiede delle azioni concrete ovunque ci sia da convertire, liberare e purificare dal peccato”. Tali parole rivolte alla platea a pochi giorni dalla speciale liturgia di riparazione per il peccato di abuso sui minori da parte degli uomini di Chiesa, già prevista per il 20 giugno, hanno suscitato tra i presenti una commozione particolare.

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