Analisi del voto” “Le prime pagine ” “dei giornali Fisc” “

I settimanali cattolici, in uscita in questi giorni, commentano i risultati delle elezioni amministrative ed europee. Il voto è stato "un sostegno alla speranza, contro ogni disfattismo. È questo il dato che emerge più chiaramente dal voto di domenica 25 maggio, per le elezioni europee e comunali", rilanciano le testate Fisc" "

Se tanta attenzione avevano riservato i settimanali cattolici alle elezioni del 25 maggio, prima del voto, ora è tempo di analisi. "Un sostegno alla speranza, contro ogni tentazione di disfattismo. È questo il dato che emerge più chiaramente dal voto di domenica 25 maggio, per le elezioni europee e comunali", concordano gli editoriali delle testate Fisc, anche se ora è il tempo di passare dalle parole ai fatti. Tra gli altri argomenti affrontati dai settimanali: il Papa in Terra Santa, la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, cronaca e vita delle diocesi. Proponiamo una rassegna degli editoriali giunti ad oggi in redazione.

Le elezioni europee. "No all’Europa dei burocrati, sì a un’Europa dei popoli". Gli editoriali dei settimanali cattolici leggono nel voto ancora la voglia di fare, ma anche la stanchezza per come è stata portata avanti nel tempo l’idea di Europa unita. "In Europa non hanno stravinto gli euroscettici", ma "governare l’Europa non sarà facile perché non si potrà ignorare il malessere espresso dagli elettori e soprattutto bisognerà adoperarsi per saldare potere e politica, pena l’irrilevanza continentale". La Fedeltà (Fossano) e l’Ora del Salento (Lecce) presentano sulle loro prime pagine l’editoriale del direttore del Sir, Domenico Delle Foglie. Anche Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), coglie questo "segnale di un forte disagio, che dice che o l’Ue cambia, oppure è destinata a un futuro niente affatto brillante. Forse ha ragione chi sostiene che questo non è un voto contro l’Europa, ma contro l’establishment che la governa". In ogni caso, "queste elezioni sono un appello all’Unione affinché, da potere burocratico interessato solo alla moneta, alle banche e ai commerci – senza dimenticare le follie sui temi etici -, si trasformi in istituzione di servizio ai problemi reali degli europei". "Complessivamente gli euroscettici avranno più peso nel prossimo Parlamento ma la loro avanzata non è generalizzata e nemmeno irresistibile". Non è dunque scritto "nelle stelle il declino e lo sfaldamento del sogno europeo", osserva l’editorialista della Cittadella (Mantova), Paolo Lomellini. In realtà, avverte un editoriale di Gianni Borsa sul Sir, ripreso da Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia), "il primo dato, incontrovertibile trattandosi dell’elezione del nuovo Europarlamento, è che nell’emiciclo di Strasburgo restano prevalenti le forze pro-Europa". Ma, sostiene Amanzio Possenti, direttore del Popolo Cattolico (Treviglio), "per vincere lo scetticismo che percorre l’Unione" occorre fare dell’Europa "non uno strumento asettico, senz’anima e solo monetario, bensì un corpo vivo, coordinato, solidale, rinnovato e amico al cuore dei popoli". Per Alessandro Repossi, direttore del Ticino (Pavia), "chi è stato premiato dagli elettori dovrà dimostrare, con i fatti, di meritare questa fiducia e di mantenere le promesse fatte: la più importante è quella di lavorare per costruire veramente un”Europa dei popoli’, che prenda il posto dell”Europa dei tecnocrati e dei banchieri’ che in questi anni ha condizionato ogni decisione".

Il voto in Italia. Le elezioni europee sono state un banco di prova anche per il Governo in Italia. Del successo di Renzi alle Europee scrive Giovanni Tonelli, direttore del Ponte (Rimini): "Ora per Renzi una così ampia vittoria regala il peso di una responsabilità ancor più grande". Nella gente, infatti, "c’è desiderio di cambiamento, ma anche di stabilità". Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina), non ha dubbi: "È Renzi l’autentico vincitore. Ha sbaragliato gli avversari e si è imposto a livello europeo. Con questo successo, l’Italia è più forte sul piano continentale e avrà una parola importante da dire anche davanti a chi è stato scelto in virtù dei populismi che hanno riscosso consensi in molti Stati, a cominciare dalla vicina Francia". "In una sorta di ‘referendum’ tra la speranza costruttiva del leader fiorentino e la rabbia distruttrice del comico genovese gli elettori hanno preferito la prima", evidenzia Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia). "Le elezioni appena concluse restano pur sempre elezioni europee", fa notare Gianpiero Moret, direttore dell’Azione (Vittorio Veneto), per il quale ora "Renzi dovrà mostrare la sua capacità di realizzare anche le sue idee sull’Europa. Non meno Europa ma più Europa, però un’Europa che deve mutare la rotta seguita in questi ultimi anni, questa è la sua idea". Dalle urne, ribadisce Mauro Ungaro, direttore della Voce Isontina (Gorizia), "è uscito un Renzi vincitore assoluto capace di portare la sinistra a vette di consenso che parevano appartenere ad un tempo ormai remoto". Questo significa che "il voto di domenica aumenta considerevolmente la responsabilità dell’esecutivo nei confronti di tutti gli italiani con l’obbligo di procedere spedito sulla strada delle riforme istituzionali e nel rilancio dell’economia". A giudizio di Luca Sogno, direttore del Corriere Eusebiano (Vercelli), "la chiave di volta del successo di Renzi sta nell’aver ‘disobbedito’ ai guru della comunicazione che normalmente invitano ad alzare i toni e a usare gli ‘effetti speciali’ negli ultimi giorni di campagna elettorale, lasciando ad altri le battute sui cani da vivisezionare, gli allarmi neo-nazisti o le profezie di sciagure". Per Pierluigi Sini, direttore della Voce del Logudoro (Ozieri), "il premier si gode il trionfo e si prepara a proseguire il lavoro per riformare un’Italia che anche in Europa vuole essere protagonista per quello che dovrebbe essere una rinascita in campo economico e finanziario". Ma occorre far presto, avverte la Valsusa (Susa): "Il risultato del voto dice in modo chiaro che il Pd di Renzi (è il caso di chiamarlo così) ha ricevuto un mandato preciso. Cambiare il Paese, riformarlo radicalmente". Nulla è scontato, secondo Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza): "Questa vittoria storica chiude una fase nel centrosinistra e ne apre un’altra, in buona parte tutta da scrivere e da decifrare". In questo senso, sarà illuminante "se, e come, la questione morale (di trasparenza e legalità) sarà posta all’ordine del giorno". C’è anche chi, come Mario Cascone, direttore di Insieme (Ragusa), scrive una lettera aperta a Renzi: "Ti auguro di andare avanti per la strada che hai indicato agli elettori e di non fermarti dinanzi alle inevitabili difficoltà che potrai incontrare in questo cammino". Da Salvatore Coccia, direttore dell’Araldo Abruzzese (Teramo-Atri), un invito, passate le elezioni: "Non lasciamo soli i nostri governanti: diamo un segno della nostra presenza in modo da non far loro dimenticare gli impegni presi. Come cittadini e come cattolici non possiamo non mettere ai primi posti almeno due obiettivi: la famiglia ed il lavoro". E ai nuovi eletti propone un modello Luciano Sedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro): Benigno Zaccagnini, di cui il prossimo novembre ricorre il 25° della morte. "Un uomo – scrive – in cui la ‘faccia’ cioè il comportamento, lo stile di vita, erano espressione diretta dell’anima, cioè della vita interiore, dei valori in cui credeva, della fede cristiana che professava. La causa della deriva in cui è caduta la politica nel nostro bel Paese è tutta qui: nell’aver separato la faccia dall’anima, nell’aver trasformato un servizio in un puro esercizio di potere, nel vivere – direbbe Papa Francesco – da mondani". Anche Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo (Padova) ha un suggerimento da offrire: "A tutti i parlamentari, italiani ed europei, e a tutti i nuovi sindaci: ciascuno nel suo ruolo, tengano bene a mente che sono chiamati all’impresa di restituire alla politica quella dignità che agli occhi di troppi cittadini è andata smarrita". Comunque, Marino Cesaroni, direttore di Presenza (Ancona-Osimo), tira un sospiro di sollievo: "La pericolosa strada dell’ingovernabilità, in un momento così difficile, l’abbiamo scampata, così come l’uscita dall’euro e l’indebolimento dell’Europa". Dai sondaggi, infatti, venivano risultati diversi e Pier Giovanni Trossero, direttore dell’Eco del Chisone (Pinerolo), scrive sui sondaggisti: "Pare non appartengano a questo Paese reale se da dieci anni non ne imbroccano una". Adriano Bianchi, direttore della Voce del Popolo (Brescia), analizza un altro aspetto del voto in Italia: "L’orientamento del voto cattolico mostra l’esigenza che sia nuova la generazione di coloro che possano farsi carico dell’impegno in campo politico. Laici e giovani competenti, scevri dalle ideologie del passato, che si innestino in uno stile nuovo, speriamo capaci di dare, però, le risposte giuste ai problemi del Paese".

Il Papa in Terra Santa. Spazio negli editoriali anche al viaggio del Papa in Terra Santa. Il Popolo (Tortona), il Cittadino (Genova) e Settegiorni dagli Erei al Golfo (Piazza Armerina) riprendono l’articolo di Daniele Rocchi, inviato Sir in Terra Santa, nel quale si parla, tra l’altro, del gesto che ha dato "una sferzata allo stallo diplomatico tra israeliani e palestinesi e rilanciare il processo di pace: una proposta ai presidenti palestinese e israeliano, Abu Mazen e Shimon Peres, di ‘elevare insieme con me un’intensa preghiera invocando da Dio il dono della pace. Offro la mia casa in Vaticano per ospitare questo incontro di preghiera". Enzo Gabrieli, direttore di Parole di Vita (Cosenza-Bisignano), sottolinea "la forza della preghiera che sa andare oltre la diplomazia, il coraggio della profezia che indica orizzonti più lontani. Questo abbiamo raccolto dai gesti e dalle parole di Papa Francesco che nel suo pellegrinaggio in Terra Santa ha commosso tutti". Il viaggio del Pontefice, rilancia Mario Barbarisi, direttore del Ponte (Avellino), "non è stato solo un fatto religioso ma anche, e soprattutto, un evento politico e culturale".

Giornata delle comunicazioni. Riflessioni pure sulla Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che si celebra domenica 1° giugno. "Nel giorno dell’ascensione, Gesù prima di risalire in cielo alla destra del Padre comanda ai suoi discepoli di annunciare il vangelo ad ogni creatura e battezzare per avere la salvezza e la vita eterna. Gesù invia i suoi discepoli fino agli estremi confini della terra. L’annuncio quindi è la prerogativa della Chiesa secondo gli strumenti e le tecnologie di ogni tempo". Lo afferma Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-San Severino Marche). Anche su Kaire (Ischia) una riflessione sulla Giornata, a firma di don Carlo Candido, direttore dell’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali: "È un tempo, il nostro, in cui le reti della comunicazione hanno raggiunto inauditi sviluppi e internet può offrire maggiori possibilità di incontro e di solidarietà. Dare un orizzonte di senso al flusso informativo, scegliere (che non vuol dire censurare) le notizie, contestualizzarle, gerarchizzarle, approfondirle, fa parte delle sfide dell’informazione di oggi". Anche Giuseppe Manunta, direttore di Dialogo (Alghero-Bosa), riflette sulla Giornata, a partire dal messaggio del Papa, che parla di "autentica cultura dell’incontro". Sulle pagine della Voce Alessandrina (Alessandria), il direttore dell’Ufficio diocesano per le comunicazioni, Fabrizio Casazza, chiarisce che "la Chiesa, animata dal soffio vitale dello Spirito, si pone in uscita non per dimenticare da dove viene ma per comunicare quella che è per eccellenza la buona Notizia, condividendo con le persone e i popoli il cammino e le fatiche della storia".

Cronaca. Anche a livello locale si parla di elezioni. Luigi Lamma, direttore di Notizie (Carpi), ricorda che "i sindaci e le amministrazioni che hanno affrontato l’emergenza del terremoto del 2012 e accompagnato la faticosa ricostruzione sono stati premiati dai loro concittadini, i risultati non lasciano spazio a dubbi sotto questo punto di vista". Per quanto riguarda i candidati cattolici, "la sensazione è che oltre alle buone idee dei singoli ci sia stata anche una capacità di condivisione e di progettazione comune sconosciuta fino a pochi anni fa". L’exploit di Renzi alle ultime elezioni è lo spunto, per il Nuovo Diario Messaggero (Imola), per denunciare che "nel Pd sono diventati (quasi) tutti renziani per salvarsi dalla rottamazione che rischiava di investirli". Nell’editoriale si chiarisce che "a Imola e in Romagna il Pd ora è ampiamente renziano, ma ai posti di comando sono rimasti sempre gli stessi. L’operazione si potrebbe riassumere con questo slogan: ‘Cambiamo tutti sponda, affinché nulla cambi’". La Vita Casalese (Casale Monferrato) riporta i dati sulle elezioni locali: "Domenica 8 giugno dalle ore 7 alle 23 i 43 seggi di Casale torneranno ad essere operativi per il ballottaggio che deciderà il nuovo sindaco. Al primo turno in testa Titti Palazzetti con il 42,62% delle preferenze che distanzia il sindaco uscente Giorgio Demezzi che raccoglie il 40,86% dei voti. La più votata in città è Maria Assunta Prato. Nessun casalese, nonostante i buoni risultati, entra a far parte del Consiglio regionale del Piemonte. Tante riconferme, ma anche sorprese nei 50 comuni della diocesi". Ma nella cronaca locale l’attenzione non è riservata esclusivamente ai risultati elettorali. Ad esempio, Gente Veneta (Venezia) critica la decisione che "da settembre sarà infatti istituita obbligatoriamente la settimana corta negli istituti superiori di Mestre, San Donà e Portogruaro: si andrà a scuola solo da lunedì a venerdì", con un aumento delle ore giornaliere di lezione per risparmiare in tutto nella "Provincia 332mila euro all’anno".

Attualità ecclesiale. Ci sono anche riflessioni ecclesiali e notizie riguardanti i settimanali. Il Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio) pubblica una riflessione di Gaspare Mura, docente di filosofia alla Pontificia Università Urbaniana, sull’esortazione apostolica "L’Evangelii Gaudium": "Come dice il titolo stesso, il Papa vuole parlarci della gioia che scaturisce in chi vive il Vangelo, gioia come ‘cammino della Chiesa nei prossimi anni’. Molti uomini del nostro tempo pensano che la fede non è credibile perché i credenti non la testimoniano nella gioia che scaturisce dal Risorto. Proprio nei confronti di questi cristiani il Papa scrive: ‘Si sviluppa la psicologia della tomba, che poco a poco trasforma i cristiani in mummie da museo’". Luce e Vita (Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi) taglia il nastro dei 90 anni di pubblicazione e il direttore Luigi Sparapano ribadisce la mission del giornale: "Guardando in alto vogliamo sempre scorgere i raggi di quella Luce superiore che può e deve orientare la nostra Vita, dalla quale ci lasciamo riscaldare e ritemprare per riprendere il cammino, continuando a raccontare e ad annunciare tra le righe, ad accompagnarci e talvolta a scuoterci, ma senza strattonamenti perché quelli sono già insiti nella strada". Firma il suo primo articolo da nuovo direttore del Cittadino (Monza e Brianza) Luigi Losa, che già per 18 anni fino al 2011 aveva guidato la testata: "Questo popolo – dichiara – ha bisogno di ritrovare e riscoprire la propria ‘anima’", che è fortemente radicata nella "tradizione cristiana ", così come "il territorio ha bisogno di una ‘bandiera’ nel momento in cui vecchie e nuove sfide incombono e si affacciano alla ribalta".

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