Migranti, purtroppo ” “Renzi si accoda…” “

Deve aver fatto confusione col calendario e, pensando fosse il compleanno di Beppe Grillo o di Matteo Salvini, il premier Matteo Renzi ha rilasciato una dichiarazione sull’ennesima tragedia nel Mediterraneo: "L’Europa non può salvare gli Stati, le banche, e poi lasciare morire le madri con i bambini". Così, grazie a questo regalo elettorale in chiave euroscettica, le quotazioni di Movimento 5 Stelle e Lega Nord – partiti convintamente "no Europa" – sono ulteriormente schizzate all’insù.Ciò che accade tra Nord Africa e Sud Italia è un lutto collettivo che pesa sulle coscienze del mondo intero. È solo l’ultima tappa di un disastro economico, sociale, politico che si genera nel cuore del continente africano e che approda sulle spiagge di Lampedusa, di Malta, della Sicilia, senza alcuna plausibile giustificazione storica. Ha alle spalle secoli di schiavitù e di sfruttamento coloniale, decenni di abbandono alla povertà e al sottosviluppo. Ciò che resta da fare, oggi, a chi vive in vari Paesi africani dove mancano cibo, medicine, scuole, libertà e prospettive di futuro, è tentare di scappare, sperando di trovare – lontano da casa, dalla propria famiglia – una mano tesa, un po’ di dignità, un lavoro.Dinanzi a questa gigantesca emergenza umanitaria, che nei prossimi anni potrebbe assumere dimensioni ancora più consistenti, i singoli Stati europei, non l’Ue, hanno girato la faccia dall’altra parte, facendo finta di non vedere, di non sentire, scaricando il problema solo sui Paesi di arrivo, sperando che si arrangiassero da soli. In sede di Consiglio europeo, dove siedono appunto i capi di Stato e di governo dei Paesi aderenti, è sempre emerso il rifiuto a "comunitarizzare" il problema migratorio, le relative responsabilità, i costi correlati. Lo ha spiegato, ancora una volta, in questi giorni Cecilia Malmström, commissaria Ue agli affari interni, che ha ringraziato le autorità italiane per quanto stanno facendo, domandando poi "a tutti gli Stati Ue di dimostrare solidarietà", rimettendo inoltre all’ordine del giorno del Consiglio le modalità con cui "contribuire ad affrontare le sfide nel Mediterraneo". E ancora: "È chiaro che la responsabilità è di tutti gli Stati membri dell’Unione, affinché dimostrino solidarietà concreta per ridurre il rischio che tali tragedie si ripetano". La commissaria svedese (il suo Paese è tra quelli che hanno aperto le porte a una quota di migranti giunti dal Mediterraneo) ha ricordato l’opportunità di ospitare i rifugiati presenti nei campi profughi fuori dall’Ue ("portando queste persone in Europa in sicurezza, eviteremmo loro di cadere nelle mani dei trafficanti che mettono in pericolo le loro vite"). Sui migranti ha aggiunto: "Se ogni Stato si occupasse di ricollocare anche solo qualche migliaio di persone, questo farebbe una enorme differenza". Quindi un monito: "È ora che gli Stati passino dalle parole ai fatti".Forse Renzi dimentica che è dalle capitali, non dall’Ue, che è sempre arrivato, e continua ad arrivare, un "non se ne parla proprio" rispetto alla condivisione del problema migratorio. Un "no grazie" giunto spesso anche dai governi italiani del recente passato, quando si pensava di bloccare i migranti con respingimenti in mare e navi da guerra. Bisognerebbe ricordare che da Bruxelles sono stati erogati abbondanti fondi, anche nel 2013 e nel 2014, per affrontare gli sbarchi, salvare vite umane, organizzare una prima accoglienza…L’Europa comunitaria non è esente da difetti, questo lo sanno tutti. Ma imputare all’Unione europea colpe che non le competono direttamente, non fa onore alla verità, alimenta l’antieuropeismo e regala un vantaggio elettorale proprio a chi dice no all’Europa della solidarietà.

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