Tav, in prima linea” “per comunicare” “c’è “La Valsusa”

La Ltf, la società italo-francese, ha scelto il settimanale diocesano come "via, strada" della comunicazione. Lo spirito dell'iniziativa è di suscitare un dialogo tra le parti, dove tutti i lettori possono anche controbattere le tesi di chi è chiamato a realizzare l'opera e sarà cura della stessa Ltf rispondere. Con un solo criterio: il reciproco rispetto

L’accordo tra La Ltf (Lyon Turin Ferroviare), la società che deve realizzare il traforo della Tav italo/francese e il settimanale diocesano La Valsusa, di realizzare e pubblicare in esclusiva su questo periodico tutta una serie di informazioni utili a capire il significato della grande opera, le modalità e i tempi della sua realizzazione, l’impatto con il territorio, è sicuramente un segnale importante che risponde a una delle questioni di fondo della Tav valsusina: la comunicazione. Non facile in un dialogo che spesso dà l’idea di essere tra sordi, soprattutto sul fronte dei no tav, quelli senza se e senza ma. I fatti recentissimi di Torino, gli scontri nella festività del 1° maggio, ne sono un’ulteriore conferma.
Dopo lunghi colloqui, tra la direzione del giornale e la Ltf, la società italo-francese ha scelto questo giornale diocesano come "via, strada" della comunicazione. Lo spirito dell’iniziativa è di suscitare un dialogo tra le parti, dove tutti i lettori potranno anche controbattere le tesi di chi è chiamato a realizzare l’opera e sarà cura della stessa Ltf rispondere. Con un solo criterio: il reciproco rispetto. Il giornale insomma offre a tutti uno spazio di vero confronto.
Nessuno, certo è così ingenuo, da pensare che bastino delle pagine di giornale per mettere le cose a posto. La matassa, specie qui in Val Susa, è talmente intricata che non pochi pensano che sia davvero difficile scioglierla. Oggi i fatti di cronaca più che dal cantiere della Maddalena (Chiomonte) arrivano dalle aule del Tribunale. Si spera che anche le prossime elezioni europee, regionali e comunali portino un po’ di chiarezza e che non aumenti la tensione.
Ma come giustificare la decisione del settimanale diocesano che si espone così tanto, pubblicando pagine a cura della Ltf? Intanto, ricordiamo che in spirito di assoluta par condicio si erano offerte altrettante pagine al variegato mondo dei No Tav. Ma proprio perché è un mondo talmente "plurale", l’offerta è caduta nel vuoto. Certo il settimanale non desinerà dal cercare questo confronto, nello spirito di ciò che aveva scritto proprio sulla "Valsusa", nell’ottobre scorso, il vescovo, monsignor Alfonso Badini Confalonieri: "Ho letto l’annuncio pubblicitario di 2.347 persone del movimento No Tav della valle di Susa che chiedono che le Forze dell’Ordine lascino la valle e ho cercato di comprendere come costoro desiderino una valle in cui si viva serenamente e senza tensioni. Penso che quasi tutti gli abitanti della valle di Susa abbiano questo desiderio, ma mi sono chiesto perché questi che hanno firmato l’annuncio siano così infastiditi dalla presenza delle Forze dell’Ordine. Come dice il nome stesso ‘Forze dell’Ordine’ queste persone, al servizio dello Stato, sono preposte a tenere l’ordine nella comunità vigilando che nessuna persona agisca contro la libertà e la democrazia in cui tutti gli Italiani hanno diritto di vivere. Se qualcuno non ha in mente di agire violentemente o prepotentemente contro altre persone non dovrebbe aver timore della presenza in valle delle ‘Forze dell’Ordine’. È evidente che in questo momento in cui si sono verificati atti di intimidazione e incendi di cose di privati cittadini è importante che chi è preposto all’ordine pubblico sia particolarmente vigilante e garantisca i diritti democratici, impedendo o contrastando qualsiasi atto criminale. La democrazia non deve essere messa in pericolo essendo un bene troppo grande che l’Italia si è procurata con il sangue di tante persone decedute nell’ultima guerra mondiale. Se vogliamo la pace nel nostro territorio, tutti devono collaborare a sanare le divisioni e a comprendere le posizioni altrui, ascoltando gli altri e rispettando chi la pensa diversamente". Ed è proprio questa l’unica ragione della nostra scelta editoriale. 

(*) direttore "La Valsusa" (Susa)

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