Una cattedrale da salvare

L'antica chiesa di Córdoba minacciata da gruppi laicisti che la vorrebbero espropriare

Ha superato le 115mila sottoscrizioni, raccolte attraverso il sito internet di HazteOir.org, la campagna lanciata dalla piattaforma per la difesa della libertà religiosa in Spagna MasLibres.org per impedire l’esproprio della cattedrale di Córdoba. La campagna è partita lo scorso 5 marzo, quando alcuni gruppi sovvenzionati dalla Giunta dell’Andalusia hanno promosso un manifesto per espropriare il tempio alla sua legittima proprietaria, la Chiesa cattolica. La Giunta, infatti, vuole impossessarsi del tempio, sostenendo che deve essere di tutti e non solo della Chiesa. Finora la presidenza del Governo andaluso non ha risposto ufficialmente agli oltre centomila cittadini che, attraverso internet, chiedono che si annullino le pratiche avviate per appropriarsi dei diritti della Chiesa sulla cattedrale. Per il portavoce della piattaforma MasLibres.org, Miguel Vidal, “le prove storiche e giuridiche sono così evidenti che gli intenti per strappare alla Chiesa la titolarità della cattedrale sono tanto ridicoli come, speriamo, inefficaci”. Alle petizioni raccolte attraverso internet si aggiunge una campagna parallela di raccolte di firme cartacee.

“Sproposito giuridico ed economico”. Rispetto alla petizione di esproprio dell’antico tempio, il ministro spagnolo della Giustizia, Alberto Ruiz Gallardón, ha detto che questa idea è “uno sproposito giuridico” giacché la legge del patrimonio storico artistico esige per l’esproprio un deterioramento o un pericolo di rovina o usi incompatibili; dunque, secondo il ministro, nessuno di questi casi è applicabile alla cattedrale. A giudizio di Ruiz Gallardón, poi, è anche “uno sproposito economico” perché per gli espropri la Costituzione prevede un risarcimento che sarebbe molto elevato nel caso di un monumento come quello di Córdoba. Anche il sindaco di Córdoba, José Antonio Nieto, si è detto “nettamente contrario” all’intento di espropriare la cattedrale alla Chiesa cattolica, sottolineando che la Chiesa ha protetto e avuto cura dell’emblematico tempio “a piena soddisfazione della città di Córdoba”.

Rispettare la verità. In un’intervista il portavoce e segretario generale della Conferenza episcopale spagnola, José María Gil Tamayo, ha evidenziato: “Personalmente penso che sia una polemica con una forte carica ideologica, con elementi di laicismo antiquato e populismo che non rispettano la storia né la libertà religiosa”. Sulla questione è intervenuto anche il Capitolo della cattedrale di Córdoba. “Di fronte agli intenti di confondere l’opinione pubblica sulla titolarità della cattedrale di Córdoba”, che contiene al suo interno un’antica moschea musulmana – si legge in una nota -, “il capitolo afferma che tutta la legislazione spagnola, la legislazione europea e il diritto internazionale riconoscono che il legittimo proprietario del tempio è, dal 1236, la Chiesa cattolica: come tale si riconosce in numerosissimi documenti giuridici e storici anche troppo conosciuti”. In relazione a un presunto sostegno dell’Unesco (la basilica è stata inserita nella lista del “Patrimonio dell’umanità”) al gruppo che reclama l’esproprio della cattedrale, il Capitolo precisa che non si tratta dell’Unesco, “ma di una ong fondata nel 1994 con sede a Granada che appoggia gli scopi dell’Unesco ed è finanziata, tra gli altri, dalla Giunta dell’Andalusia”. Inoltre, è importante ricordare che “dal 1236 il capitolo della cattedrale di Córdoba è stato quello che ha più lavorato e più ha investito per proteggere, aver cura e rispettare il lascito culturale e artistico del tempio”. Non solo: “La gestione della cattedrale di Córdoba, antica moschea, tenuta dal Capitolo, rappresenta e rispetta fedelmente ciascuno dei punti per i quali l’Unesco le ha concesso il titolo di Patrimonio dell’umanità nel 1984. In questi anni, infatti, grazie al lavoro di conservazione e promozione del capitolo”, la cattedrale “ha ricevuto importanti riconoscimenti in ambito nazionale e si è consolidato come uno dei monumenti più importanti d’Europa”. Perciò, il Capitolo lancia un appello ai rappresentanti politici, alle organizzazioni della società civile e ai mezzi di comunicazione “affinché trattino con responsabilità, sensibilità e con rispetto la verità di questo affare, che sta generando una forte polemica a livello internazionale e che sta anche danneggiando l’immagine della città di Córdoba”.

La storia. La cattedrale è famosa perché accoglie al suo interno anche una moschea islamica di rara bellezza. La basilica è stata costruita in origine nel 550 e nel 714 occupata per metà dai musulmani, che avevano conquistato la città, i quali nel 786 distrussero la basilica per costruirci sopra una moschea. Nel 1236 re Ferdinando III riconquistò la città, restituì il tempio al culto cattolico donando il terreno alla Chiesa, che nel 1523 costruì una basilica rinascimentale mantenendo però al suo interno l’architettura della moschea.

Altri articoli in Archivio

Archivio

Informativa sulla Privacy