Comece, Slovacchia, Portogallo

Comece: migrazioni ed elezioni su “Europeinfos”
“Malta e Lampedusa, Ceuta e Melilla condividono l’onore di essere la fine della strada per molti”: lo scrive José Ignacio Garcia in un articolo ospitato nel numero di maggio di “Europeinfos”, mensile della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece), che spiega la vicenda dei 15 africani uccisi a febbraio di fronte alle enclavi spagnole in Nord Africa in conseguenza di spari delle forze di sicurezza che volevano scoraggiare l’ingresso dei migranti. Nella tragedia, Spagna e Ue si sono rimpallate le responsabilità. Forte la denuncia – riportata nell’articolo – del vescovo di Tangeri (Marocco), mons. Santiago Agrelo: “Il governo spagnolo è muto e come tale è responsabile insieme alla Commissione Ue, per la sofferenza di migliaia di persone e per le morti ai confini meridionali dell’Europa di decine di migliaia di giovani africani”. Dobbiamo “tener conto dei diritti umani dei migranti e la tutela dei più vulnerabili anche se le nostre preoccupazioni di sicurezza sono legittime”, conclude l’articolo di Garcia. “Il candidato per la carica di Presidente della Commissione europea sarà formalmente nominato dai capi di Stato e di governo, probabilmente al vertice Ue il 26-27 giugno”, avverte Johanna Touzel, portavoce Comece, sempre su “Europeinfos”, in un approfondimento dedicato ai meccanismi per la nomina del capo dell’Esecutivo. Come previsto dal Trattato di Lisbona, è infatti il Consiglio europeo che dovrà proporre alla votazione del Parlamento di Strasburgo un nome per la guida della Commissione, tenendo conto degli esiti del voto di maggio. “Progresso democratico certo” sarebbe solo, secondo la Touzel, il fatto che i partiti abbiano indicato un proprio candidato premier. Per contro i capi di Stato e di governo sarebbero “poco desiderosi di vedersi imporre la scelta delle urne”, a scapito di quel “processo di trattative interne e discrete” che accompagna la loro “prerogativa di nomina del futuro presidente della Commissione”. Tra i temi che “Europeinfos” affronta nel nuovo numero ci sono ancora la politica della pesca, le conseguenze del referendum elvetico nel quadro degli accordi con l’Ue in materia di libera circolazione di merci e persone, i rapporti Europa-Africa (www.comece.eu/europeinfos).

Slovacchia: giovani, leadership come servizio
La scuola di volontariato “Primavera della gioia” ha preparato diversi corsi di formazione sul tema “La leadership nell’ottica manageriale e biblica” a Vysoká nad Uhom. Decine di giovani hanno già completato corsi di formazione in aree quali psicologia, project management, competenze sociali e spirito di squadra. Attualmente, alcuni esperti dell’Università S. Elisabetta della Sanità e delle scienze sociali di Bratislava e dell’Università Cattolica di Ruzomberok si sono assunti l’impegno di formare giovani volontari nell’arte della leadership. “Risulta molto interessante il fatto che la leadership può essere vista non solo come una concentrazione di potere, ma come un servizio. Se un maggior numero di persone in posizioni di leader capissero questo aspetto, credo che il nostro mondo sarebbe un po’ diverso”, sostiene Jana, una partecipante, parlando a SirEuropa. I tirocinanti riflettono su temi quali la fiducia, il rispetto, il potenziale di un leader e il suo sviluppo, la responsabilità e l’etica della leadership. I corsi si svolgono nell’ambito del programma “Cittadinanza attiva e inclusione”. Il volontariato in Slovacchia ha visto una crescita nel corso degli ultimi anni. Secondo l’inchiesta condotta dalla Piattaforma dei Centri di volontariato, pubblicata quest’anno, l’esperienza del volontariato attivo viene molto apprezzata anche dai potenziali datori di lavoro nel settore dell’economia.

Portogallo: vescovi, no alla maternità surrogata
In relazione all’ipotesi di legalizzazione della maternità surrogata, in determinate condizioni, attualmente in discussione nel Parlamento portoghese, i vescovi hanno pubblicamente denunciato il loro “più totale disaccordo”. Nel comunicato finale della 184ma Assemblea plenaria della Conferenza episcopale (Cep), tenutasi a Fatima dal 29 aprile al primo maggio scorso, si legge infatti che “l’aspirazione alla maternità e alla paternità non si possono tradurre in un presunto diritto ad avere figli”. “La stessa madre gestante non può essere strumentalizzata e ridotta a una mera incubatrice, come se la gravidanza non coinvolgesse profondamente tutte le dimensioni della sua persona”. Nel corso del lavori, i vescovi portoghesi hanno anche approvato tre note pastorali: “Bartolomeu dos Mártires, modello per il rinnovamento della Chiesa”; “100º anniversario della Famiglia Paolina”; “Votare per un’Europa migliore”, e hanno effettuato le elezioni del Consiglio permanente e delle diverse commissioni che costituiscono la Cep.

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