La Cina si scopre” “inquinata” “e corre ai ripari

La svolta, nella politica cinese, si è avuta l'anno scorso, quando il potere fu affidato a Li Keqiang. Sin dall'insediamento, il nuovo premier - insieme alla lotta alla corruzione e al tema delle migliori prestazioni del welfare - indicò come prioritarie le misure per prevenire e combattere il degrado ambientale. Inquinamento da cadmio, nichel e arsenico. Problemi per la catena alimentare

Per i ricercatori del Department of Atmospheric Sciences dell’Università del Texas, una delle cause più significative del cambiamento climatico globale sarebbe costituito dalle particelle inquinanti che provengono dall’Asia, che concorrono a provocare le tempeste nel Pacifico, spostandosi successivamente verso il Nord America e il resto del pianeta. Di sicuro, il paese più grande e più popolato del continente, la Cina, presenta livelli di inquinamento allarmanti: in base ai dati del rapporto del Ministero per la protezione dell’ambiente, il 16,1% del suolo e il 19,4% della terra coltivabile, sono contaminati da sostanze inquinanti. Cadmio, nichel e arsenico. Dopo alcuni decenni nel corso dei quali i numeri dell’inquinamento sono rimasti occultati, la svolta, nella politica cinese, si è avuta l’anno scorso, quando il potere fu affidato a Li Keqiang. Sin dal suo discorso d’insediamento, il nuovo premier – insieme alla lotta alla corruzione e al tema delle migliori prestazioni del welfare – indicò come prioritarie le misure per prevenire e combattere il degrado ambientale. Non è un caso che a distanza di un anno siano stati diffusi i dati del rapporto governativo, che prende in considerazione il periodo tra il 2005 e il 2013, facendo particolare riferimento a tre sostanze presenti nei distretti industriali del delta dello Yangtze, del Fiume delle Perle e del nordest: il cadmio, il nickel e l’arsenico. Un problema di sicurezza alimentare. L’agenzia Reuters ha ripreso un comunicato diffuso dal Governo cinese, secondo il quale "è difficile essere ottimisti sullo stato del suolo nel Paese. I lunghi periodi di sviluppo industriale e le emissioni di agenti inquinanti hanno provocato in alcune regioni un deterioramento della qualità delle terre e una grave contaminazione del suolo". Nella primavera del 2013, la scoperta di un alto contenuto di cadmio nel riso che proveniva dalla provincia dello Hunan, provocò il crollo dei prezzi sul mercato locale. Le ragioni degli interventi annunciati per tentare di risanare la situazione, però, non sono solo economiche. Sono soprattutto legate alle esigenze di approvvigionamento del popolo, perché nel paese le terre coltivabili sono scarse, appena sufficienti per garantire la sicurezza alimentare. Una campagna anti-inquinamento. Al problema dell’inquinamento, fortemente sentito dalla popolazione – il 30 marzo scorso, a Maoming, nella provincia meridionale del Guangdong, si è svolta una manifestazione, alla quale hanno partecipato centinaia di persone, contro la costruzione di un impianto per la produzione del paraxilene, un composto considerato dannoso per la salute – il Governo prevede di destinare, nei prossimi anni, una cifra molto consistente per la bonifica: 3,5 miliardi di euro. Intanto, ha deciso di usare droni di produzione nazionale, che saranno adibiti a controllare le emissioni clandestine di gas e a fotografarle. È iniziata una vera e propria campagna anti-inquinamento, che secondo uno dei maggiori quotidiani cinesi, il China Daily, ha raggiunto 25mila aziende, 33mila imprese edili e 65mila ristoranti, riporta il China Daily e ha comportato la chiusura di circa 2mila aziende artigiane e 1.900 fabbriche.

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