Caritas Europa, Spagna

Caritas Europa: “Fame zero”, il ruolo dell’Ue
“Nessuno dovrebbe morire a causa della mancanza di cibo. Nessuno dovrebbe soffrire la fame. Questo è un imperativo morale con priorità assoluta”: Jorge Nuño Mayer, segretario generale di Caritas Europa, ha presentato il 15 aprile nella sede dell’Europarlamento a Strasburgo, un rapporto dell’organizzazione cattolica intitolato “Il ruolo dell’Unione europea per porre fine alla fame entro il 2025”. Il documento, discusso con alcuni eurodeputati, affronta sei temi principali, che toccano sfere di competenza comunitaria: il diritto al cibo, visto come diritto umano fondamentale; l’agricoltura; ambiente e mutamenti climatici; la nutrizione; “building resilience”; la coerenza delle politiche per lo sviluppo, settore nel quale l’Ue è il primo donatore mondiale. Caritas Europa sostiene che l’Ue “dovrebbe sostenere l’eliminazione della fame nel mondo come una priorità” per l’agenda dei prossimi anni, e “spingere per la chiara definizione di un obiettivo ‘Fame zero’, affrontando tutte le cause della fame”. La relazione, disponibile sul sito www.caritas.eu, contiene anche una serie di raccomandazioni su come “creare sistemi alimentari sostenibili”, con l’impegno a eradicare la fame nel prossimo decennio. Caritas Europa denuncia che oggi “un miliardo di persone sono denutrite, mentre 3 milioni di bambini muoiono ogni anno” a causa di sottosviluppo e denutrizione.

Spagna/1 “iMisión”, evangelizzazione digitale
Si è concluso a Madrid il primo Congresso iMisión (iMissione) di evangelizzazione in internet. Sono tre le idee emerse dall’appuntamento, come sottolinea lo staff di iMisión, che ha organizzato l’evento. La prima è un invito ad “ascoltare”. Occorre “superare la schizofrenia, essere il volto amabile di Dio per il mondo di oggi, stare dove sta la gente”. La seconda idea chiave è che “da soli non possiamo farcela”. Quindi, serve “creare sinergie, mostrando di essere una sola Chiesa”. La terza idea è che “per evangelizzare bisogna partire dalla testimonianza, dalla normalità, dalla gioia, dal buon umore, dalla coerenza del messaggio” che si trasmette. I responsabili di iMisión hanno spiegato che l'”etichetta” che definisce “iMisioneros” (iMissionari) è la “#iComunión” (iComunione), “nostra vocazione particolare nel Continente digitale”. Sul futuro di iMisión, lo staff ha chiarito che “il futuro dipende da tutti noi, perché iMisión non è un gruppo di guru, ma il cemento che unisce le ‘tracce'”. Perciò, al posto di dare risposte, hanno lanciato delle domande: “Chi sei e perché lo fai? Quali valori porti tu o il tuo gruppo? Come puoi contribuire all’evangelizzazione digitale? Gesù ti chiede: tu chi dici che io sia e come lo vai a raccontare?”. Il Congresso è stato seguito in streaming da un migliaio di persone. Il Congresso è stato vissuto anche attraverso le reti sociali. Attraverso questo mezzo, gli internauti hanno fatto arrivare le loro domande ai relatori attraverso Twitter, grazie all’hashtag #iCongreso, una etichetta che ha superato i 30 milioni di contatti e che ha generato oltre 12mila tweet.

Spagna/2 Nuova app per pregare per il Papa
I giovani spagnoli creatori della popolare campagna “May Feelings”, con la quale hanno promosso la recita del Rosario nel mese di maggio, lanciano ora sul mercato una applicazione gratuita per i cellulari chiamata “Pregare per il Papa”. L’applicazione è disponibile per dispositivi mobili (iOS e Android) e permette di pregare per il Santo Padre tutti i giorni. Gli inventori dell’app ricordano che con questa applicazione cercano di rispondere alla constante richiesta che fa Papa Francesco dall’inizio del suo Pontificato, qualcosa che chiede alle persone con le quali si incontra e che già soleva fare quando era arcivescovo di Buenos Aires: “Pregate per me”, dice sempre il Papa. Con questa applicazione i giovani di “May Feelings” vogliono raggiungere quattro chiari obiettivi: contribuire al fatto che migliaia di persone preghino per il Papa tutti i giorni; dire al Papa che non è solo nel suo impegno di guidare la Chiesa; facilitare l’impegno di pregare per il Pontefice tutti i giorni mediante un’applicazione pensata esclusivamente per questo fine; far prendere coscienza dell’importanza della preghiera come elemento essenziale per la Chiesa. In realtà, chiariscono i creatori della app, “vogliamo aiutare Papa Francesco nel suo difficile impegno di governo della Chiesa, invitando la società a pregare quotidianamente per lui attraverso un oggetto che oramai fa parte della nostra vita: il telefonino”. “Per scaricare l’applicazione si deve accedere al sito: http://www.rezar.com/papafrancisco.

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