Suor Cristina ”canta”” “all’Europarlamento…” “

"No one, no one, no one…", vola la voce squillante, accompagnata da una musica un po’ ripetitiva – tunz tunz -da discoteca. Poi arrivano le immagini: e non sono quelle di Alicia Keys, statunitense, autrice e interprete del brano del 2007 che ha fatto il giro del globo, ma quelle dell’ormai arcinota suor Cristina, orsolina siciliana trapiantata a Milano. Dopo la sua apparizione allo show televisivo "The Voice" non si parla che di lei negli ambienti delle sette note, con il video you tube cliccato 40 milioni di volte.Riesce però a stupire il fatto che il "No one" della Sister Act italiana rimbombi in una austera sala dell’Europarlamento a Bruxelles, come avvenuto il 2 aprile, al termine di un serioso seminario sul contributo dei cristiani alle prossime elezioni europee. Suor Cristina Scuccia viene infatti evocata come simbolo positivo quando lo speaker spiega una frase ormai nota della religiosa-cantante: "Ho un dono (la splendida voce, ndr) e ve lo dono". Ebbene – questa è la sostanza del messaggio – se i cristiani hanno un "dono" (radici, storia, valori, cultura, presenza radicata nei territori, capacità di creare relazioni, solidarietà…), possono farne dono anche a un’Europa che fatica a riprendersi dai contraccolpi della crisi.In vista delle elezioni servono messaggi positivi, nuova speranza, un progetto per il futuro dell’Ue: i credenti sono chiamati a fare la loro parte. Con o senza sottofondo musicale, i cristiani dovrebbero tener fede all’ispirazione dei "padri fondatori" della prima Comunità europea e al magistero della Chiesa ("Ecclesia in Europa"), prestando cervello e maniche rimboccate per un’Europa democratica, più efficace, rispettosa delle specificità nazionali, aperta agli altri continenti. I cristiani "voce" della nuova Europa?

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