Ballando ballando” “la felicità corre…

È proprio vero: se condivisa, la felicità è contagiosa. Stavolta, la conferma non viene dal passaparola faccia a faccia, stile quattro chiacchiere con gli amici, ma dal mezzo di socializzazione più potente che abbiamo oggi a disposizione, almeno per quanto riguarda l’effetto moltiplicatore in termini numerici: la rete digitale.
Basta cliccare su www.wearehappyfrom.com, per accorgersi che 784 video, provenienti da 93 Paesi (cifre di oggi, ma il dato è in continuo aggiornamento) hanno realizzato la loro versione di "Happy" – la fortunatissima hit del cantante statunitense Pharrell Williams, che ha sfiorato l’Oscar come miglior canzone – scegliendo come scenario la propria città. Il risultato è che da Napoli a New York, da Parigi a Tokyo, da Roma a Copenhagen si balla per le strade. "Freestyle", ognuno a modo suo. Non ci sono differenze di ceto, pelle, età, razza, provenienza culturale o geografica. L’unico comune denominatore è la voglia irrefrenabile di far muovere le gambe, trascinati dalle note della stessa canzone.
Tutto è cominciato con un video di quattro minuti, il singolo "Happy" pubblicato in rete il 21 novembre 2013 ed utilizzato anche come colonna sonora del cartone animato d’animazione "Cattivissimo me" 2. Digitando la parola "Happy" su Google, si visualizzano 713 milioni di risultati: la canzone di Pharrel Williams, ad oggi, se ne aggiudica 136.890.190. Un successo planetario, che oltre alla versione commerciale di quattro minuti può vantare il clip video più lungo della storia della musica pop: ben 24 ore di musica, a cui hanno partecipato moltissimi personaggi famosi dello showbiz, tra cui spiccano Magic Johnson, Steve Carrell, Jimmy Kimmel, Jamie Foxx, Steve Martin, Old Future, Miranda Cosgrove e Janelle Monae.
Il brano è decisamente allegro, solare e spensierato, volto a regalare il ballo e il sorriso a chiunque lo ascolti. Emblematico, oltre che orecchiabilissimo, anche il testo, in cui la parola "happy" la fa ovviamente da padrone, affiancata però da un’altra altrettanto impegnativa e sicuramente poco pop: "truth". Che sia proprio in questo binomio – felicità e verità – il segreto del contagio? Che parte dalla rete, ma arriva per le strade. Di tutto il mondo.

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