Cattolici protagonisti per uscire “insieme” dalla crisi economica

A partire dal lavoro per il quale urge - come ha sottolineato il presidente Carlo Costalli - una rivoluzione culturale. Sottolineata anche la necessità di "realizzare le riforme per garantire democrazia e giustizia sociale". Ribaditi i tre ambiti d'impegno: presenza sul territorio, formazione ed enti di servizio. L'ipotesi di un'Alta Scuola per la formazione delle nuove classi dirigenti cattoliche

Il "cattolicesimo sociale" è ancora vivo, e vuole dare il proprio contributo per l’uscita dalla crisi economica e finanziaria nella quale ci troviamo da sei anni: questo l’impegno di fondo, proposto agli oltre 700 delegati provenienti da ogni parte d’Italia, dal presidente uscente di Mcl (Movimento cristiano lavoratori), Carlo Costalli, che ha aperto venerdì sera (21 marzo) i lavori del congresso nazionale sul "lavoro primo fattore di ripresa". L’analisi della crisi e delle sue conseguenze non lascia tranquilli per il prossimo futuro: "Le proiezioni del 2020 di tutti i principali indicatori in materia di occupazione e crescita vedono l’Italia, e più ancora il Mezzogiorno, in una posizione di ritardo e grave difficoltà rispetto al resto dell’Europa", ha detto Costalli. "Le persone con un lavoro sono solo 22 milioni a fronte di una popolazione di poco superiore ai 60 milioni. Un così modesto tasso di occupazione regolare si traduce non solo in una bassa crescita del Pil, ma anche in un ridotto gettito fiscale". Appare così inevitabile che "tasse e aliquote contributive siano particolarmente elevate per i pochi che lavorano alimentando, di contro, illegalità diffusa e fughe in una economia sommersa sempre più florida". Dopo aver denunciato "il marcato differenziale geografico tra Nord e Sud d’Italia", Costalli ha notato che "crescono fenomeni oramai storici come il precariato, la sottoccupazione, la disoccupazione intellettuale". "La mancanza di efficienti servizi al lavoro e di validi percorsi formativi", ha aggiunto, creano "una cultura del lavoro improntata alla strenua difesa del posto di lavoro, più che dei livelli occupazionali".

Sul lavoro serve una "svolta culturale". Le prospettive aperte dal "Jobs Act" del governo Renzi, con i primi "ritocchi" alla riforma Fornero sul lavoro a termine e sull’apprendistato, sono state salutate dal presidente di Mcl come un dato positivo, cui dovranno far seguito interventi più organici e incisivi per superare "gli schemi ideologici del passato": chiaro il riferimento ai vincoli dello statuto dei lavoratori, a partire dall’art. 18, sui quali si attende qualche mossa coraggiosa, come Costalli ha detto rivolgendosi ai politici presenti, in primis il ministro degli Interni Alfano. Il rilancio dell’occupazione esige, secondo Costalli, "scelte coraggiose", "utili nel breve periodo per riattivare il mercato del lavoro. Ma il grosso delle scelte delle semplificazioni del mercato del lavoro, di cui si sa ancora poco, è rimandato a una legge delega che dovrà subire tutte le complicazioni, i tempi del Parlamento – ha notato – di solito due o tre anni". Serve quindi "una grande svolta culturale" sui temi del lavoro: questa la convinzione di fondo di Mcl, soprattutto in vista dell’occupazione dei giovani, tramite nuove forme di rapporto scuola-lavoro e nuove impostazioni dell’azione sindacale. Non esclusa la partecipazione dei lavoratori agli utili dell’impresa.

Verso una "rinnovata organizzazione partitica" dei cattolici? L’appello più forte, il presidente Costalli lo ha lanciato alle realtà del mondo cattolico, a partire da associazioni e movimenti. Ha infatti affermato che, perché il processo di riforme possa "avere successo", occorre un "forte rinnovato impegno dei movimenti cattolici e di tutto il mondo cattolico. Un impegno che deve offrire, alla società italiana in crisi, l’apporto della nostra identità e dei nostri valori – ha affermato -, nonché la forza del nostro radicamento nel territorio e nella società. È proprio nel momento più buio della crisi della politica e della credibilità delle istituzioni che i cattolici devono ritrovare la dimensione sociale e comunitaria della loro fede e della loro tradizione per metterla al servizio del rinnovamento della nazione nella democrazia e nella giustizia sociale". Ha riconfermato "l’adesione convinta alle ‘reti’ nate all’interno del vasto mondo cattolico, il Forum famiglie, Scienza e Vita, Retinopera". Si è anzi spinto più avanti, ipotizzando come, "da questo processo possa derivare anche una rinnovata organizzazione partitica, con la positiva conseguenza della ricostruzione dei canali di formazione di una nuova classe dirigente: un percorso che, pur nel rispetto delle autonomie non può vederci insensibili". I lavori del congresso Mcl si erano aperti con l’intervento spirituale del cardinale Angelo Comastri, che ha proposto una riflessione sull’importanza della famiglia nel radicamento dell’impegno personale e sociale. Dopo il cardinale è intervenuto il parlamentare europeo Elmar Brok, che ha portato i saluti dei cattolici tedeschi e delle realtà sociali che in Europa si ispirano alla dottrina sociale della Chiesa e ai valori del cattolicesimo sociale che hanno ispirato i "padri fondatori" dell’Europa unita.

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