Europa, la voce dei credenti

Necessario il protagonismo dei cristiani per "dare un'anima" all'Unione

Una Europa “comunità di valori”, fondata sui pilastri della solidarietà e della sussidiarietà, che, per questo, rispetta le differenze nazionali, le storie e le culture di ogni Paese”. Un’Europa che non si limita a essere un mercato unico, avendo semmai come modello di riferimento l’economia sociale di mercato. Una Europa che “fornisce nuove opportunità ai giovani” sul versante della formazione e dell’occupazione. Il cardinale Reinhard Marx, presidente della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), nel presentare il documento della plenaria in vista delle elezioni di maggio, fornisce la sua interpretazione del “progetto europeo”. Del quale appare un convinto sostenitore.

Al servizio dei cittadini. Incontrando i giornalisti a margine dell’assemblea plenaria Comece (Bruxelles, 19-21 marzo), Marx insiste sul ruolo che i cristiani possono svolgere per una Unione europea più forte, efficace, al servizio dei cittadini, aperta al mondo per costruire la pace. Il cardinale pone però dei punti fermi. La crisi ha segnato la “casa comune”, ha contribuito ad allontanare i cittadini dall’Ue e per questa ragione occorre “un dibattito più ampio” sul futuro dell’Ue, dal quale i cristiani non possono sottrarsi. Ecco perché nella dichiarazione Comece per il voto del 22-25 maggio vengono sottolineati alcuni aspetti particolarmente delicati dell’integrazione politica, come le migrazioni e l’asilo, la tutela ambientale, la libertà religiosa, le “questioni che hanno un risvolto etico”. Altri argomenti, invece, devono essere regolati – aggiunge il porporato – a livello dei singoli Stati, a partire “dal rispetto per la vita, dalla bioetica, dalla famiglia, dai rapporti tra gli stessi Stati e le Chiese”, spiega l’arcivescovo di Monaco-Frisinga.

Cosa insegna l’Ucraina? Il card. Marx si sofferma quindi sui temi presenti nell’agenda del Consiglio europeo (riunione dei 28 capi di Stato e di governo Ue), convocato sempre a Bruxelles negli stessi giorni. Nella sua relazione introduttiva all’assemblea della Comece, Marx ha infatti puntato l’attenzione su quanto sta avvenendo in Ucraina, con l'”invasione russa della Crimea in violazione del diritto internazionale”. Marx ha evocato un pericoloso “ritorno alla guerra fredda”; quindi ha dichiarato che la propensione europea dimostrata dai manifestanti di Maidan deve “indurre a una ulteriore riflessione i popoli e le chiese che vivono” all’interno dell’Ue. Ampi i riferimenti, nell’introduzione ai lavori, rivolti al magistero di Papa Francesco e alla “Evangelii Gaudium”, dalla quale si evincono “una esortazione e un invito permanente a sviluppare maggiori sforzi per contribuire a una Europa di giustizia” e, specifica Marx, “alla partecipazione dell’Ue a un ordine mondiale solidale”.

Fondamenta cristiane. Sulla medesima linea interpretativa si colloca monsignor Gianni Ambrosio, vescovo di Piacenza-Bobbio, uno dei vice presidenti di Comece. Il quale conferma a Sir Europa che “la dichiarazione in vista delle elezioni vuole essere un incoraggiamento al voto, un invito ad avere fiducia in questa Unione europea, pur con i suoi limiti. Del resto non possiamo dimenticare che il progetto europeo è nato dal desiderio di pace, e per esso si sono spesi personaggi politici cattolici di grande spessore”. Mons. Ambrosio aggiunge che “i Pontefici e la Santa Sede, la Chiesa tutta hanno sostenuto questa sfida. Certo, occorre evitare una visione riduttiva dell’Ue che si ferma agli aspetti economici. Bisogna semmai tornare a dare un’anima all’Europa, come ammoniva Giovanni Paolo II” nella sua esortazione “Ecclesia in Europa”. “Quell’Europa – aggiunge il vescovo – fondata sui grandi valori che derivano dal cristianesimo” e dall’universalismo cristiano. Mons. Ambrosio non nasconde però le “difficoltà che sta attraversando tale progetto”, minacciato fra l’altro “dai populismi e dai nazionalismi, che propongono una visione negativa dell’Europa”. Da qui un appello affinché i credenti di tutti i Paesi si adoperino per una costruzione politica “fondata sulla solidarietà, sul senso di responsabilità, sulla pace, capace non di meno di giocare un ruolo come attore globale” al servizio dello sviluppo, dei diritti e della democrazia.

Altri articoli in Archivio

Archivio

Informativa sulla Privacy