Anche laici e giovani ” “centrano così” “il senso della vita

Si chiude oggi a Roma la XXVI Assemblea nazionale della Fies. Per il vice presidente, padre Pietro Schiavone, "chi vive gli esercizi ne esperimenta il fascino e ritorna alla propria missione con rinnovato entusiasmo". E ancora: "Soprattutto oggi è più che necessario, urgente, proporre esperienze che aiutino a rientrare in se stessi per riscoprire le istanze più profonde del cuore". Corsi aperti a tutti

Esaminare la coscienza, meditare, contemplare, pregare a voce alta o nella mente. Per Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù proclamato santo da Gregorio XV, la pratica degli esercizi spirituali è paragonabile a quella del camminare o del correre: se questi ultimi si possono definire esercizi corporali, "si chiamano esercizi spirituali i diversi modi di preparare e disporre l’anima a liberarsi da tutte le affezioni disordinate e, dopo averle eliminate, a cercare e trovare la volontà di Dio nell’organizzazione della propria vita in ordine alla salvezza dell’anima". Al termine della XXVI Assemblea nazionale della Fies (Federazione italiana esercizi spirituali), che si chiude oggi a Roma, abbiamo parlato con padre Pietro Schiavone, vice presidente della Fies e già ordinario di Teologia spirituale alla Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale.

Cosa significa oggi parlare di esercizi spirituali?
"Papa Francesco ha spiegato che parlare di esercizi ‘significa invitare ad un’esperienza di Dio’, fonte di amore e di bellezza. Chi, di conseguenza, li vive ne esperimenta il fascino e ritorna alla propria missione con rinnovato impegno ed entusiasmo, ‘portando con sé il profumo di Cristo’. Oggi, poi, è attuale l’espressione di Dostoevskij: ‘Il mondo sarà salvato dalla bellezza’. Quella bellezza che è frutto dell”amore che condivide il dolore’, come ricordava il cardinale Martini".

Laici e giovani partecipano agli esercizi?
"Gli esercizi propongono l’itinerario di Romani 12,1-2: prestare culto spirituale con l’esistenza e, per questo, liberarsi da quanto chiude a Dio, sintonizzarsi con Gesù e, sempre animati dallo Spirito, discernere la paterna volontà. Sono, quindi, per tutti, laici inclusi e, in modo particolare, per chi, come i giovani, è in età di ‘cercare e trovare la volontà divina nell’organizzare la propria vita’ (Esercizi, n. 1). L’Annuario della Fies contempla, inoltre, corsi aperti a tutti e alle varie categorie, inclusi i giovani e i fidanzati".

Incontrando i partecipanti all’assemblea, il Papa ha ricordato che "gli uomini e le donne di oggi hanno bisogno di incontrare Dio"…
"Paolo VI ha precisato che nel ‘ritiro chiuso, l’anima, sola con Dio, riceve generosamente l’incontro con lui, ed è da lui meravigliosamente illuminata e fortificata’. Soprattutto oggi, in un mondo che, mondanizzato ed erotizzato, non poche volte propone e spinge su vie che sfociano nell’idolatria della vanità, della superbia, del potere, del denaro, è più che necessario, urgente, proporre esperienze che aiutino a rientrare in se stessi per interrogarsi sul senso della vita, riscoprire le istanze più profonde del cuore, incontrare Dio. È lo scopo degli esercizi".

A quasi mezzo secolo da Ignazio di Loyola, perché gli esercizi sono ancora attuali?
"Innanzi tutto perché propongono un itinerario biblico e la Bibbia è Parola di Dio sempre attuale. Aiutano, quindi, a capire e accogliere il messaggio del benevolissimo Signore, che sempre propone prospettive di futuro, meglio, di vita e di vita eterna. Poi, perché aiutano a rivivere la propria personale storia di salvezza: creazione per amore, divina volontà di colmarci di ogni bene e, in particolare, di amare ed essere amati. Si tenga, infine, presente che gli esercizi sono un carisma, un dono, cioè, di Dio e tante loro potenzialità possono sempre scattare, grazie sia all’azione dello Spirito, presente e operante, che alla collaborazione e all’impegno di chi li fa".

È difficile inserire la pratica degli esercizi spirituali in una vita che, per molte persone, è sempre più frenetica e connessa?
"Gli esercizi devono essere desiderati e intrapresi ‘con magnanimità e liberalità’, offrendo al Signore se stesso e le proprie cose perché disponga di tutto secondo la sua volontà. Ma Ignazio stesso vuole che gli esercizi si ‘adattino alle disposizioni’ di chi desidera farli, età e concrete capacità incluse. Tutti, quindi, supposto un minimo di buona volontà, possono ricavare uno dei frutti specifici degli esercizi: meglio centrare il senso della vita". 

   Quali sono gli impegni della Fies?
"La Federazione ha lo scopo di far conoscere e promuovere gli esercizi. Per questo, si propone di coordinare e animare le case di esercizi presenti nelle diocesi. Le parole che Papa Francesco ha rivolto ai partecipati all’assemblea saranno oggetto di attente considerazioni: la sollecitazione al ‘bisogno di incontrare Dio’, il richiamo al nostro servizio che è ‘tutto orientato a questo’, l’invito a sostenere e fornire di ‘personale adeguato’ le Case di spiritualità e l’incoraggiamento ai responsabili ‘a preoccuparsi perché non manchino Case di esercizi’ con ‘operatori ben formati e predicatori preparati’".

Altri articoli in Archivio

Archivio

Informativa sulla Privacy