Un limite all’azzardo

Una legge regionale per porre un freno a una situazione "già ampiamente degenerata"

Dopo un lungo percorso iniziato nel 2012 con le prime proposte di legge, dal 1° febbraio 2014 il Friuli Venezia Giulia si è dotato della legge per la “Prevenzione, il trattamento e il contrasto della dipendenza del gioco d’azzardo”. La legge regionale s’inserisce negli spazi riconosciuti dalla Corte costituzionale, che permettono alle Regioni di’intervenire per quanto concerne le conseguenze sociali che l’offerta dei giochi “leciti” può avere sulle fasce più vulnerabili della popolazione. Secondo i dati più recenti, sono 800 mila in Italia i soggetti dipendenti da gioco d’azzardo, ai quali vanno aggiunti altri 2 milioni a forte rischio patologico. Dal 2004 al 2012 il settore ha avuto un incremento del 251%, passando da 24,8 a 87,1 miliardi di euro, di cui 1,2 miliardi solo in Friuli Venezia Giulia, con una spesa pro capite di 990 euro.Il contenuto della legge regionale. Il provvedimento dispone interventi diretti alla prevenzione, alla riduzione del rischio e alla cura della dipendenza da gioco, promuovendo in particolare azioni di sensibilizzazione al problema, d’informazione e di formazione degli operatori e definendo i compiti della Regione, dei Comuni e delle Aziende sanitarie. Nell’ambito delle azioni di prevenzione la legge introduce limitazioni all’apertura di sale gioco e di locali in cui siano presenti apparecchiature per il gioco lecito (le cosiddette slot machine e videolottery), che dovranno essere distanti almeno 500 metri da istituti scolastici, luoghi di culto, strutture sanitarie e centri di aggregazione giovanile. L’inosservanza di tale divieto comporterà l’applicazione di sanzioni fino a 15 mila euro e, in caso di reiterazione, porterà alla sospensione dell’attività. Non mancano poi misure volte alla promozione della legalità e di stili di vita sani: gli esercizi pubblici e commerciali che sceglieranno di non installare o disinstallare gli apparecchi per il gioco otterranno il marchio regionale “Slot-Free-Fvg”, che potrà costituire titolo di preferenza nella futura concessione di benefici e vantaggi economici da parte della Regione. Per lo studio e il monitoraggio della dipendenza da gioco è inoltre prevista l’attivazione di un Tavolo tecnico nell’ambito dell’Osservatorio regionale sulle dipendenze.L’ambiguità del “sistema azzardo”. Ciò che lascia più perplessa l’opinione pubblica è il ruolo ricoperto dallo Stato in questo contesto, decisamente ambiguo: da un lato incentiva il gioco per aumentare gli introiti e dall’altro si trova a impegnare cifre sempre più consistenti per far fronte alle problematiche derivanti dalla dipendenza. Come messo in luce dalla sociologa Gabriella Burba, ci troviamo di fronte a “una struttura fondata su 400 mila slot machine che invadono le città, una ogni 150 abitanti. È una realtà in continua espansione, sia per i giochi legali sia per quelli illegali, che costituiscono la nuova frontiera della criminalità organizzata. Il gioco d’azzardo ha creato un allarme sociale crescente sia per gli effetti economici devastanti che la pratica del gioco ha provocato in molte famiglie, attratte da illusioni di fonti di reddito alternative in tempi di crisi, sia per il pericoloso diffondersi di vere e proprie dipendenze patologiche, che richiedono interventi al pari delle dipendenze da sostanze stupefacenti”. Sulla stessa linea anche Rolando De Luca, psicologo e psicoterapeuta, responsabile dell’Associazione per il recupero dei giocatori d’azzardo – Agita di Campoformido (Ud), il quale sottolinea come “le leggi, più che regionali, dovrebbero essere nazionali. È necessaria una diminuzione della pubblicità e del montante legato al gioco d’azzardo. Regioni e Comuni fanno quello che possono negli spazi che sono loro concessi: con questa legge regionale non possiamo parlare di una soluzione, perché la situazione è già ampiamente degenerata; il problema sta a monte e deriva direttamente dalle decisioni prese al vertice”.a cura di Selina Trevisan(26 febbraio 2014)

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