Il registro delle Dat? È solo propaganda

In una città in difficoltà, con i giovani che studiano qui ma poi scappano all'estero per lavorare, la giunta anziché lanciare messaggi di ottimismo sul futuro si mette ad aprire un Registro sul fine vita. Qualunque esperto di pubblicità politica avrebbe bocciato una simile iniziativa

La giunta comunale di Trieste ha deliberato l’istituzione del Registro delle Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat). Molti ricorderanno che il sindaco Cosolini, interpellato sulla faccenda a proposito di una mozione del Consiglio comunale, aveva detto che l’argomento non era nel programma di questa giunta. Chissà come nel frattempo ci è entrato. Si vede che nel programma c’erano delle fessure.
Questa scelta si ritorcerà contro la giunta. Non è stata una scelta buona nemmeno dal punto di vista strettamente politico ed elettorale. La gente sa che l’istituzione del Registro Dat è perfettamente inutile, perché manca il contesto legislativo in cui inserirlo. E se una giunta fa cose inutili, vuol dire che si distrae dal fare quelle utili. Questo i cittadini lo capiscono subito. E ogni volta che si scontreranno con qualche disfunzione della macchina comunale, penseranno: per forza, Cosolini ha in mente le Dat, che non servono a niente! Diventerà spontaneo per i più mettere su un piatto della bilancia le tante cose da fare e non fatte e dall’altro lato le cose da non fare e fatte. La giunta non è un centro culturale che promuove una certa ideologia, è un’istituzione a servizio della cittadinanza. Ora, qual è l’esigenza amministrativa, ossia il bisogno dei cittadini di Trieste che il Registro affronta e risolve? Le giunte esistono per risolvere i problemi dei cittadini. In questo caso in cosa consisterebbe questo problema? Non c’è alcuna esigenza amministrativa di questo genere. Non tornerà a vantaggio di questa giunta e di questa alleanza di governo il fatto di venire ricordata in futuro prevalentemente come la giunta che ha istituito il Registro delle Dat. Tutto quello che la giunta ha fatto di buono sparirà. Nella memoria collettiva sarà solo "la giunta delle Dat".
C’è poi un altro sospetto che spontaneamente nascerà nella mente dei triestini, e che già serpeggia: la giunta si butta su queste questioni inutili per distogliere l’attenzione da quelle veramente utili e che non riesce a risolvere. Il sospetto fa parte della politica. Infatti, ognuno di noi tende ad essere più sospettoso che fiducioso nei confronti dei politici. Suscitare questo sentimento nei cittadini elettori è sempre un errore politico. Questa decisione della giunta induce al sospetto. Fare qualcosa pur di fare. Fare qualcosa pur che si parli di noi. Fare qualcosa su un punto nervoso per attirare l’attenzione e far vedere che ci siamo. Questa di solito si chiama propaganda. Ed è difficile pensare che una giunta faccia una cosa perfettamente inutile come l’istituzione di questo Registro se non per propaganda. Le altre spiegazioni sarebbero ancora più pesanti.
Ma anche dal punto di vista della semplice propaganda, la scelta risulta altamente controproducente. In una Trieste in difficoltà, con i giovani che studiano qui ma poi scappano all’estero per lavorare, la giunta anziché lanciare messaggi di ottimismo sul futuro dei giovani si mette ad aprire un Registro sul fine vita. Qualunque esperto di pubblicità politica avrebbe bocciato una simile iniziativa.

(*) direttore "Vita Nuova" (Trieste)

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