In arrivo sanzioni” “dall’Europa” “per il governo di Kiev

Ferma presa di posizione dei vertici dell'Unione europea, così come di molti capi Stato e di governo. Resta però da superare lo scoglio della Russia che, attraverso fonti diplomatiche, afferma che "in Ucraina è in atto un tentativo colpo di Stato", schierandosi a sostegno della posizione intransigente del presidente Vicktor Yanukovich. Dalla Comece l'invito "all'immediata cessazione delle violenze"

"Siamo veramente molto preoccupati per quanto sta succedendo in Ucraina; la violenza scatenata contro i cittadini a Maidan è intollerabile. Seguiamo con apprensione gli sviluppi in questo grande Paese europeo e auspichiamo l’immediata cessazione delle violenze e il ritorno al dialogo pacifico e democratico tra le parti". Padre Patrick Daly, segretario generale della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), dà voce alle preoccupazioni che l’intera Chiesa cattolica europea sta avvertendo in queste ore, sollecitata anche dalle parole odierne di Papa Francesco. Nel frattempo le istituzioni Ue sembrano finalmente uscire allo scoperto: "L’Unione europea risponderà rapidamente al deterioramento della situazione anche attraverso sanzioni mirate", dichiara Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, nell’attesa delle decisioni che saranno assunte domani dai ministri degli esteri convocati d’urgenza a Bruxelles. Ascoltare il popolo. "Abbiamo assistito con sgomento agli sviluppi delle ultime 24 ore in Ucraina. Non ci sono ragioni che possono legittimare o giustificare simili scene": José Manuel Barroso, presidente della Commissione Ue, dà la linea per un intervento dei 28. "Porgiamo le nostre più sentite condoglianze alle vittime e alle loro famiglie" e, aggiunge subito, "condanniamo nei termini più decisi l’uso della violenza come mezzo per risolvere la crisi politica e istituzionale": l’Unione europea dunque si muove e, preso atto di quanto sta accadendo a Kiev, ha riunito in giornata il Comitato politico e di sicurezza; il Consiglio affari esteri è invece atteso per giovedì 20 febbraio. È ormai evidente che si vorrebbe procedere con delle "sanzioni mirate" contro i responsabili delle violenze, auspicate anche da singoli capi di Stato e di governo, fra i quali la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente François Hollande, che si sono consultati sul caso ucraino. Barroso aggiunge: "Spetta alla leadership politica del Paese la responsabilità di garantire la necessaria tutela dei diritti e delle libertà fondamentali. Invitiamo tutte le parti a porre immediatamente fine alla violenza e a impegnarsi in un dialogo significativo, rispondendo alle aspirazioni democratiche del popolo ucraino". Barroso ha anche telefonato al presidente ucraino Viktor Yanukovich per ribadire "lo shock e lo sgomento" e "chiedere l’immediato stop della violenza". Nuovo governo ed elezioni. L’Unione europea d’altro canto offre, per bocca di Barroso, la sua mediazione "per facilitare il dialogo politico tra le parti". "Continuiamo a credere che la riforma costituzionale, la formazione di un nuovo governo inclusivo e la creazione delle condizioni per elezioni democratiche rappresentano l’unica via d’uscita da questa crisi profonda e duratura". Il capo dell’Esecutivo ribadisce che l’Ue è "pronta a sostenere l’Ucraina sulla strada delle riforme, verso la democrazia, la stabilità e la prosperità. Abbiamo anche messo in chiaro che la nostra offerta di accordo per l’associazione politica e l’integrazione economica rimane sul tavolo". Padre Daly a questo proposito spiega ancora al Sir: "L’Ue sta trattando l’Ucraina per ciò che è, un grande Paese europeo. Questa mi pare la giusta direzione politica". Il ruolo di Mosca. Restano dunque allo studio interventi sanzionatori verso le autorità ucraine (confisca beni, divieto di rilascio visti…) che, secondo il Trattato di Lisbona, possono essere assunte solo con una decisione unanime del Consiglio affari esteri. Anche il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, sottolinea la gravità degli eventi, sostenendo che "le autorità del Paese stanno perdendo ogni legittimità". Schulz invita il governo di Kiev a farsi da parte per favorire la formazione di "un governo transitorio di unità nazionale ed elezioni anticipate, al fine di riportare la legittimità delle autorità nazionali". "Il popolo dovrebbe esprimere le proprie opinioni con le schede di voto, non con pietre e bastoni. Ulteriori spargimenti di sangue devono essere evitati a ogni costo". Il presidente auspica l’assunzione di sanzioni contro "chi lede i diritti umani", e aiuti finanziari per le necessità del Paese. "Il popolo ucraino merita tutto il nostro sostegno". Sulle sanzioni l’Alto rappresentante per la politica estera, Catherine Ashton, chiarisce: "Tutte le opzioni saranno esplorate", a partire da "misure restrittive contro i responsabili della repressione e delle violazioni dei diritti umani". Resta però da superare lo scoglio dell’atteggiamento della Russia che, attraverso fonti diplomatiche, afferma che "in Ucraina è in atto un tentativo colpo di Stato", schierandosi, di fatto, a sostegno della posizione intransigente del presidente Vicktor Yanukovich.

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