Un Paese al femminile?” “

Cresce il ruolo delle donne nella società e nella politica tedesca

La formazione politico-culturale è una forza della dottrina sociale della Chiesa cattolica: all’insegnamento magisteriale e a una reale capacità propositiva si rifà la Kfd, la Comunità delle donne cattoliche tedesche (Katholische Frauengemeinschaft Deutschlands), la maggiore associazione femminile tedesca e la più grande associazione cattolica con oltre mezzo milione di aderenti. Oggi l’esempio partecipativo delle donne nella vita politica e amministrativa della Germania può essere un elemento di confronto per la presenza femminile nella società europea. Il ruolo di statista della cancelliera Angela Merkel al terzo mandato, ministre in ruoli cardine, l’impegno delle donne cattoliche nella società tedesca: Massimo Lavena, per Sir Europa, ne parla con Maria-Theresia Opladen, presidente della Kfd. Quale impulso per l’impegno femminile nella realtà tedesca può giungere dal successo personale della cancelliera Angela Merkel? Può arrivare dalle donne una nuova idea di politica?”A mio parere non esiste necessariamente una correlazione tra singole leader politiche e l’orientamento fondamentale della politica tedesca. È vero che in Germania siamo molto orgogliosi di avere in Angela Merkel una donna forte alla guida del governo. Nella sua funzione, rappresenta sicuramente un esempio per molte persone. Ma ciò non significa che la partecipazione delle donne ai vertici del Paese sia particolarmente spiccata rispetto ad altre nazioni europee. Esistono sicuramente Stati con percentuali più alte di donne in politica. Tuttavia, stiamo notando una crescita nella presenza femminile sulla scena pubblica. Lo dimostrano anche la composizione del nuovo governo federale e la distribuzione dei seggi in Parlamento. Sono certa che le nuove ministre e anche le nuove segretarie di Stato e ministre dei Länder potranno dare segnali positivi”. La donna tedesca gioca un ruolo cruciale nella creazione di una società multietnica. In questo senso come valuta la partecipazione delle ministre nel nuovo governo?”Come prima ministra per la difesa, Ursula von der Leyen darà nuovi orientamenti e contribuirà affinché gli stereotipi sessuali e le aspettative sui ruoli di uomo e donna divengano più aperti e molteplici. Come ministra di Stato presso la cancelliera e incaricata del governo federale per la migrazione, i rifugiati e l’integrazione, Aydan Özoðuz apporterà una nuova sensibilità nell’approccio alle questioni relative all’integrazione. Ma le ministre, da sole, non rappresentano un cambiamento sociale. Per far ciò occorre il contributo di altri protagonisti della società, ad esempio nelle associazioni. Da questo punto di vista, la Kfd ritiene di poter dare il proprio contributo alla realizzazione del futuro della nostra società. Abbiamo preso posizione in modo chiaro con un documento intitolato ‘Parità nell’esistenza di donne e uomini’ e incoraggiamo i nostri soci a contribuire attivamente alla realizzazione di questo orientamento. Inoltre, con il nostro progetto ‘Specializzazione in mediatrice culturale’ abbiamo offerto un contributo significativo al dialogo interculturale e interreligioso nella nostra società, in particolare tra le donne. In molte località tedesche nostre comunità femminili cattoliche intrattengono stretti contatti con gruppi di donne islamiche e il progetto ha favorito la nascita di numerosi gruppi interculturali e multireligiosi”. Qual è il contributo femminile nella pubblica amministrazione, alla luce del crescente numero di donne che vi lavorano?”La parità tra donna e uomo nella pubblica amministrazione, in particolare per l’occupazione di posizioni al vertice, ha fatto sì che molte amministrazioni siano oramai guidate da donne. Rispetto agli uomini, esse sono, tuttavia, ancora una minoranza. La Kfd propone perciò delle quote rosa fisse per rafforzare questo processo. Nel complesso si è visto che con l’incremento della percentuale di donne ai vertici deve essere portato avanti contemporaneamente un dibattito sugli orari e le condizioni di lavoro, nonché sulla compatibilità tra lavoro retribuito e professione: molte questioni e sviluppi devono ancora essere affrontati”. Come può l’impegno delle donne cattoliche, specie in termini di etica e tutela della famiglia, costituire un incentivo per dibattiti pubblici troppo spesso esasperati e inconcludenti?”Come Comunità delle donne cattoliche tedesche ci consideriamo anche una lobby politica. Ci facciamo sentire proprio sulle questioni etiche e di politica per la famiglia, scrivendo a politiche e politici, raccogliendo firme e tentando, con azioni simili, di sensibilizzare l’opinione pubblica. Negli ultimi anni abbiamo preso posizioni nette su questioni relative alla diagnostica prenatale, alla diagnostica pre-impianto, all’eutanasia e a numerose questioni sulla politica per la famiglia”.

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