Lo sguardo sul mondo” “

Temi "globali" in Assemblea parlamentare. Una donna alla guida dell'Apce" "

Si chiude il 31 gennaio, a Strasburgo, la sessione invernale dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (Apce). Molti e di grande interesse i temi trattati con uno sguardo che, come sempre, va al di là dei confini del continente. Per ribadire e rilanciare il ruolo che l’Europa, se coesa e non lacerata da divisioni e populismi, può rivestire sullo scenario internazionale. In apertura dei lavori, il 27 gennaio, l’Assemblea ha eletto il suo nuovo presidente, la lussemburghese Anne Brasseur, del gruppo dei Liberaldemocratici, seconda donna nella storia dell’organismo a ricoprire questo mandato annuale rinnovabile una sola volta. Eletta a maggioranza assoluta – 165 voti, contro i 125 attribuiti a Robert Walter (Regno Unito) -, la neopresidente succede a Jean-Claude Mignon. Nominati anche i vicepresidenti (ancora vacante il seggio spettante a Bosnia-Erzegovina), e il giudice danese Jon Fridrik Kjølbro alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Rifugiati e pena di morte. Riflettori accesi sulla Siria e la tragedia umanitaria dei profughi – secondo l’Unhcr più di tre milioni alla fine del 2013 – verso i quali l’Assemblea ha invitato Stati membri e osservatori a “mostrare generosità e solidarietà”, accogliendoli sul loro territorio pur raccomandando una “equilibrata distribuzione tra i Paesi”. In una risoluzione adottata sulla base di una relazione di Jean-Marie Bockel, l’Apce ha espresso gratitudine a Turchia, Giordania, Libano e Iraq per la loro generosa accoglienza, e agli Stati membri che hanno accettato di accoglierli: Armenia, Austria, Bulgaria, Francia, Germania, Lussemburgo, Svezia, Svizzera e Turchia. La maggior parte di questi Paesi, rilevano tuttavia i parlamentari, continua a “valutare singolarmente le domande di asilo”; servono invece “politiche generali”. Nell’ottobre 2011 l’Assemblea ha concesso al Consiglio nazionale palestinese lo status di “partner per la democrazia”. Due anni sintetizzati dal rapporteur Tiny Kox. A conclusione del dibattito, la risoluzione adottata all’unanimità evidenzia tra l’altro la “mancanza di potere legislativo che causa gravi squilibri nella struttura dello Stato palestinese”, dovuta alle “scissioni” che hanno portato alla mancata formazione di un governo di unità nazionale e all’impossibilità di elezioni. Grave anche il mancato rispetto a Gaza della moratoria sulle esecuzioni capitali, impegno assunto a Strasburgo. Immigrati come risorsa. Combattere le idee distorte e i pregiudizi sui migranti “propagandati da politici e media”. I migranti costituiscono “un beneficio per la società”, e non solo perché possono “supplire alle carenze di manodopera” e contribuire “a contrastarne il declino demografico e l’invecchiamento”, ma perché sono anche “fonte di arricchimento culturale”, si legge nella risoluzione adottata a seguito del rapporto di Athina Kyriakidoul. Parere negativo sui cosiddetti “test di integrazione” per gli immigrati – tema sollevato da Tineke Strik -, sempre più utilizzati da alcuni Paesi, perché potrebbero “favorire l’esclusione” e costituiscono “un passo indietro”. Dai parlamentari anche un secco “no” alle crescenti forme di razzismo e intolleranza presenti a ogni livello della società. Due le relazioni di partenza: quella di Jonas Gunnarsson, che ha chiesto “un approccio strategico”, e quella di David Davies che denuncia fenomeni razzisti nelle forze dell’ordine e sollecita i governi a contrastarle. Accolto iI monito del Papa. A chiedere agli Stati membri di ratificare la Carta sociale del Consiglio d’Europa e incrementare gli sforzi per ridurre le disuguaglianze sociali è stato il segretario generale dell’organismo, Thorbjørn Jagland. “Mi associo al monito del Papa che si è detto preoccupato della tendenza per cui il ‘vincitore’ prende tutto mentre chi si trova ai margini della società rimane sempre più indietro”, le sue parole. Per quanto riguarda la libertà d’espressione, la privacy e la global governance di internet, Jagland ha richiamato la Convezione CdE sulla protezione dei dati. Occorre difendere la libertà di espressione e di stampa, perché una stampa libera è “condizione fondamentale per la democrazia” e “i giornalisti hanno bisogno di protezione”, è il richiamo del ministro degli Affari esteri austriaco Sebastian Kurz. Cooperazione Ue-CdE. Il 29 gennaio, nel suo discorso davanti all’Assemblea, il tedesco Martin Schulz, presidente dell’Europarlamento, ha auspicato il rafforzamento della cooperazione tra Parlamento europeo e Apce, già “partners” nell’osservazione delle elezioni e nell’impegno per la tutela dei diritti umani, della democrazia e dello stato di diritto. Schulz ha inoltre affermato che l’imminente accesso dell’Ue alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo rappresenterà una “tappa storica” del percorso “verso la convergenza e la coerenza in Europa”.

Altri articoli in Archivio

Archivio

Informativa sulla Privacy