Parole nuove, verità eterne” “

Il messaggio di san Francesco di Sales per l'Europa contemporanea" "

Nel corso della sua vita era alla ricerca di nuovi metodi e strumenti per diffondere il messaggio della fede che gli era così caro; dopo la sua morte è diventato il patrono dei suoi “successori”, i giornalisti e i predicatori del Vangelo. Possiamo dire che san Francesco di Sales, morto nel 1622, fu un vero eroe della comunicazione della fede, proprio per la grande attenzione che rivolgeva alle persone postesi in suo ascolto.È sorprendente notare i tanti parallelismi tra il mondo nel quale viveva Francesco di Sales e la vita dell’Europa contemporanea. Il tempo del santo fu ricco di grandi sfide a livello di comunicazione. L’Europa era caduta in una profonda crisi a causa della Riforma protestante e per alcuni avvenimenti storici; col rinascimento, poi, l’uomo aveva preso coscienza di se stesso e delle proprie capacità e per questo spesso concepiva la vita in assenza di Dio. Tutto ciò è molto diverso dal volto dell’Europa odierna?Era in questo ambiente che san Francesco di Sales diffondeva il messaggio del Vangelo, cercando sempre parole nuove per spiegare le verità eterne alle quali era fedele. Come accade con la voce della Chiesa oggi, specialmente in Europa, così anche Francesco non era ascoltato da tutti. Proprio a causa del rifiuto dei fedeli davanti ad alcune delle sue omelie dal pulpito, egli cercava altri metodi per far arrivare la Parola di Dio che aveva nel cuore. Ad esempio aveva pensato di stampare dei volantini con il suo messaggio di fede che poi affiggeva ai muri o riponeva sotto le porte delle case. Ecco un bellissimo esempio di come servirsi con creatività dei mezzi di comunicazione sociale nel tempo nel quale si vive!Anche oggi, per qualsiasi attività di comunicazione giornalistica, anche in relazione alla trasmissione della fede, sono necessarie creatività e lealtà: creatività nell’adattare al pubblico il metodo di comunicazione scelto, cercando di arrivare alla mente e al cuore del destinatario; lealtà nell’aderire alla verità del messaggio ricevuto, presentando oggettivamente i fatti e cercando di comunicare la verità.I mezzi di comunicazione di massa giocano un ruolo molto importante nell’Europa contemporanea. Proprio attraverso i media ci arriva un grande numero di notizie e informazioni, sulla base delle quali formiamo la nostra opinione e prendiamo decisioni. Tutto ciò conferisce ai giornalisti e ai comunicatori in senso lato una grande responsabilità nell’utilizzare correttamente il “potere” dei media. San Francesco di Sales richiama anche oggi ognuno di loro a questi due elementi essenziali, creatività e lealtà, e ci consegna un terzo elemento importantissimo per l’utilizzo di qualsiasi mezzo di comunicazione, anzi, ci lascia un insegnamento utilissimo per tutta la vita cristiana. Anche se non sarà sempre facile applicare il suo “motto” nel mondo contemporaneo, abbiamo tutti bisogno di riconoscere come lui: “Se sbaglio, voglio sbagliare piuttosto per troppa bontà che per troppo rigore”.Festeggiando questa prima memoria di San Francesco di Sales durante il pontificato di Papa Francesco, è molto bello riconoscere proprio questo approccio di amore e di attenzione in Sua Santità. Papa Francesco desiderava moltissimo incontrare, a pochi giorni dalla sua elezione, i giornalisti e i rappresentanti dei media, e in occasione di quell’incontro ha rivolto loro queste parole: “Il vostro lavoro necessita di studio, di sensibilità, di esperienza, come tante altre professioni, ma comporta una particolare attenzione nei confronti della verità, della bontà e della bellezza; e questo ci rende particolarmente vicini, perché la Chiesa esiste per comunicare proprio questo: la verità, la bontà e la bellezza ‘in persona’” (16 marzo 2013).Come cristiani siamo chiamati a rispecchiare in ogni nostra azione la persona di Cristo, che si rende visibile in noi quanto più aderiamo alla verità, quanto più rendiamo trasparente il vero amore e la vera bontà e dimostriamo una particolare attenzione all’estetica e alla bellezza. Da questo segue che ogni nostra comunicazione, qualsiasi sia il soggetto trattato, dovrebbe in sé riflettere la verità, la bontà e la bellezza per essere solo così una reale comunicazione umana e cristiana.L’Europa di oggi ha molto bisogno di comunicatori che aderiscano fedelmente alla verità, che mettano in pratica la bontà e abbiano uno sguardo teso alla bellezza; di persone che vivano pienamente nel mondo, con una profonda conoscenza delle vicende umane, sociali e politiche del nostro tempo; di persone che proprio con la loro vita nel mondo e in Cristo siano capaci di leggere i segni dei tempi in modo profondo.Oggi come per ogni comunicazione umana – indipendentemente dal soggetto in questione, dal contenuto e dal mezzo utilizzato – ci viene donata la vita di san Francesco di Sales con la sua attenzione per la creatività, la lealtà e la bontà nella comunicazione. Questo stesso insegnamento ci viene anche offerto nel trittico della tradizione della Chiesa: verità, bontà e bellezza. Ognuno di noi che è in cammino sinceramente su questa strada, scopre che la persona di Cristo è l’unica base per ogni vera comunicazione. È questo il tipo di comunicazione di cui l’Europa ha bisogno, oggi più che mai. (*) vice segretario generale Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa)

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