Ue/Chiese, Ccee, Paesi Bassi, Portogallo

Ue/Chiese, delegazione ecumenica ad AteneUn incontro tra il viceministro degli esteri greco con responsabilità per gli affari europei, Dimitris Kourkoulas, e una delegazione ecumenica, si è svolta ad Atene il 10 gennaio per “discutere i temi principali che la presidenza greca dell’Unione intende affrontare” e in particolare le problematiche legate a “coesione sociale e migrazione”, spiega una nota diffusa dalla Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece). “Le chiese appoggiano la presidenza greca nella decisione di rafforzare la coesione e sviluppare la dimensione sociale dell’Europa”, si legge nel comunicato. Un appello è stato rivolto affinché, nel cercare di risolvere la crisi occupazionale, si “faccia attenzione alla qualità del lavoro” soprattutto giovanile per “evitare la precarietà e la creazione di una nuova classe di lavoratori poveri”. Sui temi della migrazione l’accento è stato posto sulla “mancanza di una legislazione europea”, sulla necessità “di promuovere una maggiore solidarietà” nell’accoglienza e di garantire “un trattamento più umano” delle persone in arrivo. Alla delegazione, composta da Comece e Commissione Chiesa e società (Cec) della Conferenza delle chiese europee, il ministro Kourkoulas ha chiesto di mantenere vivo lo scambio su questi temi. Ccee, a San Gallo il saluto al vescovo Giordano”Sì, un’altra Europa è possibile e questo dipenderà anche dal pensiero, dall’impegno, dal senso di responsabilità e dalla fede dei cristiani che la abitano”. Così a SirEuropa l’arcivescovo Aldo Giordano, nominato Nunzio apostolico in Venezuela da Papa Francesco che, prima di partire agli inizi di febbraio per il nuovo servizio, ha desiderato incontrare il 7 gennaio le persone con le quali aveva iniziato nel 1995 il servizio alla Chiesa in Europa come segretario generale del Consiglio delle conferenze episcopali europee (Ccee). Un servizio continuato nel 2008 come Osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa. La presentazione del libro intervista “Un’altra Europa è possibile”, a cura di Alberto Campoleoni, ha motivato, dopo la messa in cattedrale, l’incontro a San Gallo al quale erano presenti l’autore dell’intervista, il vescovo diocesano Markus Büchel, il vescovo emerito Ivo Fürer, il presidente emerito del Ccee Amédée Grab, il segretario dello stesso Ccee, mons. Duarte da Cunha con i collaboratori di ieri e di oggi della segreteria. Paesi Bassi: “Kerkbalans”, fundraising ecumenicoÈ ripartita nei giorni scorsi la campagna di “Kerkbalans”, iniziativa delle chiese olandesi che raccoglie fondi per sostenere la vita delle comunità locali. Dal 1973 la Chiesa cattolica, protestante, vetero-cattolica, la comunità mennonita e i remostranti lavorano insieme: “All’inizio di ogni anno, più di 500mila volontari vanno per le strade e rivolgono ai fedeli delle proprie chiese un appello a donare un contributo economico”, spiegano gli organizzatori. Si tratta della “più grande iniziativa di fundraising in Olanda ed è la maggiore fonte di sostentamento delle chiese”. Il titolo della campagna 2014 è “Quanto vale per me la Chiesa?”. “In tutti questi anni di attività insieme, non c’è mai stata dissonanza tra le chiese”, ha scritto l’economista Emile Duijsens, cattolico, presidente del comitato di coordinamento di Kerkbalans, attraverso il sito della conferenza dei vescovi olandesi. Constatazione comune di “tutti membri del comitato è una riduzione nelle donazioni che nel 2012 è stata registrata in una media del 2,8%, parzialmente assorbita dalla riduzione delle spese operata da ogni chiesa”, spiega ancora Duijsens. Per la Chiesa cattolica, nel 2012 l’iniziativa Kerkbalans ha portato nelle casse delle parrocchie circa 57 milioni di euro. Ogni Chiesa destina i fondi in modo diverso: attività pastorali, personale, cura degli edifici. Portogallo: appoggio ai familiari degli emigrantiCon l’inizio dell’anno, la Fondazione São João de Deus ha creato un nuovo progetto di solidarietà in Portogallo intitolato: “Siamo per lei, siamo per il Portogallo”, mediante il quale intende dare sostegno ai familiari degli emigranti. “Si tratta di un programma pilota che si preoccupa di dare appoggio alle famiglie delle persone che si trovano fuori dal Paese, e che appartengono a una debole rete sociale di supporto nelle zone di Lisbona e di Guarda”, ha dichiarato Sandra Silva, coordinatrice del progetto. Nella pratica, questo “servizio gratuito”, che sarà testato nei prossimi due anni prevedendo l’allargamento alla regione di Porto e all’isola delle Azzorre, sarà fornito da “gruppi di psicologi, assistenti sociali e sociologi, che, al tempo stesso, stabiliranno un contatto con le istituzioni che all’estero si occupano della persona emigrata, cercando in tal modo di conservare saldo il legame familiare”. Oltre a queste équipe tecniche, il progetto potrà contare sull’aiuto di numerosi volontari e sulla collaborazione dell’Osservatorio dei Lusodiscendenti.

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