Il coraggio dei giovani” “

A Strasburgo l'incontro ecumenico per il nuovo anno. Un messaggio all'Europa

Migliaia di giovani di tutta l’Europa sono arrivati a Strasburgo, in Francia, per il 36° Incontro della Comunità di Taizé, che dalla fine degli anni ’70 ogni anno si ripete in una diversa città europea dal 28 dicembre al 1 gennaio. I ragazzi – 30mila secondo le stime di Taizé -, sono stati accolti dalle famiglie e hanno vissuto in questi giorni momenti di preghiera e riflessione sparsi un po’ ovunque tra l’Alsazia (francese) e il Baden (tedesco): una terra in passato lacerata dalle guerre che hanno fatto innumerevoli vittime, ma anche una regione che porta una grande speranza, quella della costruzione della famiglia europea. Terre dunque diventate oggi di crocevia e di dialogo, dove le persone hanno appartenenze multiple ma sono diventate segni di riconciliazione nel cuore dell’Europa. Tanti anche i messaggi inviati per l’occasione da leader politici e religiosi. L’incontro, preparato dalla Comunità di Taizé su invito delle diocesi cattoliche e delle chiese protestanti su entrambi i lati del Reno, ha riunito così anche quest’anno diverse decine di migliaia di giovani in una nuova tappa del “pellegrinaggio di fiducia sulla terra”, iniziato da frère Roger. Un segno per l’intero continente. “Svolgendosi contemporaneamente in due Paesi – ha scritto Papa Francesco nel messaggio rivolto ai giovani -, il vostro incontro è un segno. L’Europa che ha attraversato e tuttora sta attraversando momenti difficili, ha bisogno del vostro impegno, della vostra fede, del vostro coraggio”. Nel messaggio il Papa fa riferimento al tema che i frère di Taizé hanno dato all’incontro di Strasburgo – “Cercare la comunione visibile di tutti coloro che amano Cristo” – che è stato scelto come progetto di meditazione e di vita per gli incontri a Taizé lungo il 2014. “Siete consapevoli – ha quindi sottolineato il Pontefice – che la divisione tra i cristiani è un ostacolo al compimento della missione affidata alla Chiesa e che la credibilità del messaggio cristiano sarebbe molto maggiore se i cristiani superassero le loro divisioni”. Francesco si rivolge poi ai giovani: “Il Papa conta su di voi affinché, attraverso la vostra fede e testimonianza, lo spirito di pace e di riconciliazione del Vangelo si irradi fra i vostri coetanei”. Anche il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I ha inviato un messaggio a Strasburgo: “Incontrarsi – scrive – comporta un doppio movimento. Si tratta di dare e di ricevere, di mettersi di fronte all’altro ed accettare che il nostro vicino ci può trasmettere qualcosa di nuovo. Alcuni sono più disposti a condividere. Altri sanno accogliere con gioia genuina. Il legame tra queste due azioni deve essere alimentato dal ringraziamento. Dire grazie non è un semplice saluto che si impara da piccoli e poi lo si ripete senza essere consapevoli della profondità e la ricchezza teologica della parola. Dire grazie – ha aggiunto – deve essere il segno dei cristiani”. Un vibrante appello all’Europa. All’indomani dell’incontro di Strasburgo Frère Alois, priore della comunità di Taizé, ha lanciato un vibrante appello per l’Europa. “Si vive l’Europa – ha affermato – come se fosse qualcosa del tutto normale. Ma in realtà, l’Europa è un miracolo fondato sulla riconciliazione”. Poi, insistendo sull’importanza del perdono tra popoli di differenti Paesi e ricordando soprattutto le prossime elezioni europee del 25 maggio, ha detto: “Ciò deve continuare. Oggi, l’Europa dell’Ovest e l’Europa dell’Est sono ancora separate. Non c’è più il muro ma esistono ancora muri nelle coscienze”. A questo proposito, frère Alois ha ricordato che domenica 29 dicembre una delegazione di giovani pellegrini si è recata al Parlamento europeo. “Senza l’incontro con le persone, l’Europa – ha detto – non si può costruire”. E ha aggiunto: “Le chiese hanno in questo senso un ruolo importante da giocare, perché favoriscono il processo di costruzione di una coscienza europea, in particolare nei giovani. Poiché siamo uniti al di là delle frontiere, noi possiamo creare occasioni di incontro”. Il priore di Taizé ha evocato la condizione di vita dei giovani. “Oggi c’è una assoluta mancanza di fiducia nel futuro e anche in Dio”. Come rispondere a questa assenza di speranza che sta segnando un’intera generazione di giovani europei? “Mettersi all’ascolto di questa domanda – ha risposto frère Alois – fare spazio cioè anche all’interno della Chiesa, alla incomprensibilità di Dio perché se non siamo pronti ad accogliere i giovani così come sono, non troveremo mai il modo di trovare per loro un posto nella Chiesa”.

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