Un voto informato e pensato” “

Mentre si chiude l'Anno europeo dei cittadini, si avvicinano le elezioni Ue

Con la fine del 2013 si conclude anche l’Anno europeo dei cittadini, che con una serie di manifestazioni a carattere informativo ed educativo in tutti i Paesi dell’Unione europea puntava a far conoscere a un ampio pubblico in quale modo l’Europa riguardi le persone che qui vivono e lavorano: in maniera molto diretta, attraverso progetti e programmi specifici dell’Ue nei diversi campi della politica, oppure indirettamente grazie alle nuove condizioni di vita promosse con il processo di integrazione europea.Alla luce dell’ampia offerta, reclamare che i cittadini non possano partecipare alle vicende europee perché non sono stati sufficientemente informati sul processo Ue e, dunque, non sarebbero in grado di essere parte attiva dell’unità europea, è ingiustificato, a prescindere dal fatto che i cittadini hanno contrattualmente diritto a partecipare e a essere informati.A maggio dell’anno prossimo i cittadini dell’Unione avranno nuovamente l’opportunità di eleggere i loro deputati al Parlamento europeo, il quale determina e plasma sempre più la politica e le leggi dei Paesi membri. Da questo punto di vista è particolarmente interessante e importante usufruire delle fonti d’informazione disponibili e conoscere i modi per partecipare alla formazione delle opinioni e al processo decisionale.A questo proposito sono diversi gli strumenti a disposizione: sul portale internet dell’Unione europea (www.europa.eu) si trovano tutte le informazioni relative alle attività delle singole istituzioni europee; la hotline “Europe direct” risponde gratuitamente, in tutte le lingue comunitarie, alle domande sui diversi problemi e aspetti dell’Unione; materiale cartaceo è disponibile presso i punti informazione “Europe direct” (ed è sempre scaricabile da internet) oppure nei Centri di documentazione europei, che si trovano ormai nella maggior parte delle città medie e grandi degli Stati membri. Le rappresentanze della Commissione europea nelle capitali degli Stati membri mettono, inoltre, a disposizione vari consulenti per i cittadini, che rispondono telefonicamente o per iscritto alle loro domande e li ricevono a colloquio.Ma quali possibilità hanno i cittadini di instaurare un rapporto attivo con le istituzioni europee, al fine di partecipare eventualmente attraverso il processo di formazione delle opinioni alla politica dell’Unione europea? Queste possibilità si presentano soprattutto a coloro, che s’impegnano in una delle molte organizzazioni interconnesse europee della società civile. Con ciò s’intendono soprattutto le organizzazioni, i movimenti, i centri di cultura e di ricerca e le accademie che hanno scelto di trasmettere ai cittadini interessati – con incontri, manifestazioni informative ed educative – la consapevolezza della loro appartenenza all’Unione europea e di avvicinarli alle istituzioni.Questo è anche il modo di procedere del “Movimento europeo”, a cui queste associazioni e movimenti appartengono in maniera formale o cui fanno idealmente riferimento. Il Movimento europeo internazionale fu fondato immediatamente dopo la fine della seconda guerra mondiale ed è tuttora in essere con le proprie organizzazioni nazionali indipendenti nei diversi Paesi d’Europa. A livello europeo queste sezioni nazionali sono raggruppate in un’associazione internazionale.Oltre al Movimento europeo esistono molte altre associazioni, federazioni e reti transnazionali o sovrannazionali europee con fini sociali, economici, culturali, caritatevoli, umanitari o scientifici che s’impegnano a dare, attraverso il dialogo con le istituzioni, il proprio contributo alla politica europea, influenzando, in linea con le proprie istanze, la legislazione e la politica dell’Ue. Anche diverse organizzazioni di ispirazione cristiana s’impegnano in questo senso.Ciò vale, inoltre, per i partiti politici, che dagli anni ’70, in previsione delle prime votazioni a suffragio universale dei deputati del Parlamento europeo, hanno operato a livello comunitario, creando delle federazioni o “famiglie politiche” cui fanno riferimento i singoli partiti nazionali. Dopo la loro elezione al Parlamento europeo, i deputati appartenenti ai partiti nazionali formano nell’emiciclo di Strasburgo dei gruppi politici (popolari, socialisti e democratici, verdi, liberaldemocratici, conservatori, sinistra unita…) che, entro il gioco democratico parlamentare, cercano di dare la propria impronta ai lavori e alle decisioni del Parlamento europeo.Indipendentemente, però, dalla strada che ognuno intende intraprendere (attivismo culturale e civile, partecipazione alla vita delle associazioni europeiste, sostegno ai partiti politici), per essere ben informati, per partecipare al grande dibattito sull’unità e sul futuro dell’Europa, e per votare in maniera consapevole, è sempre necessario un impegno personale e responsabile che spetta, in quanto tali, agli stessi cittadini europei.

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