Web-democrazia senza confini” “

Il Forum mondiale di Strasburgo ha visto protagoniste le donne e le Ict

Giovani donne dei cinque continenti a parlare di tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Information and Communications Technology, Ict), e-governance e partecipazione democratica. Il web – interessante opportunità di informazione, in grado di generare consenso e mobilitazione, a patto che non si riduca alla costruzione di una sfera pubblica solo virtuale – dovrebbe essere assimilato dalle istituzioni, anche a livello Ue, come strumento di integrazione del processo decisionale politico. È quanto emerso dalla seconda edizione del Forum mondiale della democrazia “Retisser la démocratie: connecter les institutions avec les citoyens à l’ère du numérique”, conclusosi il 29 novembre a Strasburgo e promosso dal Consiglio d’Europa. Tra i diversi progetti illustrati, i partecipanti – oltre mille da 130 Paesi di tutto il mondo – hanno aggiudicato il “Premio per l’innovazione democratica” al Women Of Uganda Network. Formazione civica. A presentare il network ugandese www.wougnet.org sono Otika Brenda Akite e Goretti Zavuga. Scopo dell’iniziativa, “creare consapevolezza della necessità di buon governo e fornitura di servizi tra le comunità di base e le organizzazioni locali in cinque distretti del nord del Paese” per migliorarne capacità e competenze in materia di moderne tecnologie dell’informazione, consentire a queste realtà di raccogliere, elaborare e diffondere al grande pubblico informazioni sulla corruzione e la scarsa qualità del servizio pubblico, aumentando sensibilizzazione e consapevolezza. Mariam Memarsdeghi, iraniana, cofondatrice condirettrice del Tavaan E-Learning Institute for Iranian Civil Society (www.tavaana.org), rende anzitutto noto che “Tavaana in persiano significa ‘capace'”. Lanciato nel 2010 con la mission di sostenere la cittadinanza attiva e la leadership civile in Iran attraverso una piattaforma di educazione civica e sociale, a oggi il programma ha formato oltre 1.800 iraniani su sicurezza digitale, superamento dei traumi, diritti delle donne. Attraverso la Tv, ogni settimana raggiunge oltre nove milioni di cittadini Democrazia locale digitale. Vivien Rae Maidaborn (Nuova Zelanda) illustra Loomio Social Enterprise, www.loomio.org, piattaforma online “per la governance e i processi decisionali comunitari”. A svilupparla una cooperativa sociale di Wellington. “Più di 3mila utenti in centinaia di gruppi in oltre 20 Paesi – afferma – stanno già utilizzando Loomio in versione beta”. Imprese, organizzazioni, comunità locali, istituzioni locali e nazionali. Loomio opera “a stretto contatto con il governo locale e costituisce un valido strumento di collaborazione tra i cittadini e il Wellington City Council”. A parlare di una piattaforma di “democrazia liquida” nata in Germania è la messicana Aleida Alavez Ruiz. “Piratepartei” (www.piratenpartei.de) riunisce migliaia di membri. Aspetto chiave “l’integrazione dei concetti tradizionalmente separati di partecipazione democratica rappresentativa e diretta”. Open Parliament. Di impegno civico e informazione legislativa si occupa la piattaforma indipendente Popvox Usa (www.popvox.com), che ha iniziato seguendo le leggi pendenti al Congresso, riferisce Marci Harris, cofondatrice e Ceo, e dando visibilità alle dichiarazioni di gruppi di pressione, associazioni di categoria e altre organizzazioni. È possibile scrivere un messaggio digitale al Congresso, che Popvox recapita all’ufficio competente, con conferma di consegna. Si chiama Democratic Society (www.demosoc.org) l’agorà virtuale illustrata da Catherine Howe e che sarà operativa nel Regno unito. “Questo laboratorio – dice – analizzerà il modo con cui utilizzare gli strumenti gratuiti esistenti al fine di creare connessione e dialogo fra governo, attivisti e cittadini impegnati come bloggers, presidenti di associazioni scolastiche e membri di consigli parrocchiali. Esso ruoterà intorno al lavoro della Democratic Society e del Lewes District Council, in un distretto misto urbano-rurale di circa 100mila persone, che comprende 41 tra città e villaggi”. Cinema e società. Partecipare al dibattito sul futuro della Tunisia producendo documentari e docu-fictions sui diversi scenari dell’evoluzione della società tunisina lungo quattro assi: islam (radicale vs. moderato), tecnologia (libertà di espressione su internet vs. Stato di polizia), democrazia, geopolitica. È l’impegno di Tunisie4.0 (www.tunisie4.org), descritto da Syhem Belkhodja, coreografa e direttrice di festival artistici. Prodotti a oggi 40 documentari e 20 docu-fictions. Circa 2.500 le visite giornaliere al sito. www.youngvoters.eu/eu è invece il sito della League of Young Voters che, spiega la lussemburghese Jenny de Nijs, partendo dall’assenteismo di molti giovani europei alle elezioni, intende avviare una iniziativa per una loro mobilitazione in vista delle elezioni del Parlamento europeo (22-25 maggio 2014) e, al tempo stesso, sollecitare partiti e candidati a “prendere in concreta considerazione le preoccupazioni dei giovani”.

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