Con “La vita non è sola”” “a Bologna il Festival” “delle relazioni umane

Lo scrittore e poeta Davide Rondoni è il direttore artistico: "Fare un festival culturale nella città in cui è nata la più antica università del mondo significa riportare il livello di discussione in campo libero, aperto, serio, fuori da qualsiasi schematizzazione". Al centro della riflessione pubblica il tema della relazione che è promessa di senso, anche sui versanti più controversi dell'esistenza

Non si può vivere senza relazioni. Da questa convinzione ha preso forma il primo festival nazionale dell’Associazione Scienza & Vita, che si terrà a Bologna dal 30 novembre al 1° dicembre 2013 e ha per tema "La vita non è sola". Sabato 30, nel pomeriggio, la lezione inaugurale di Salvatore Natoli (docente di filosofia teoretica all’Università Bicocca di Milano) e, in serata, spettacolo con musica e letture; domenica mattina cinque "caffè delle conversazioni scientifiche" e, a seguire, tavola rotonda con Luciano Violante, Sergio Belardinelli e Paola Ricci Sindoni. In vista dell’evento, il Sir ha incontrato lo scrittore e poeta Davide Rondoni, direttore artistico del Festival. "Il tema – spiega Rondoni – vuole esprimere in modo evocativo un’evidenza: ciascuno di noi ha un’esperienza della vita che non è solitudine, nasce all’interno di una relazione, si sviluppa dentro le relazioni e tendenzialmente muore lasciando delle relazioni. Nel titolo abbiamo quindi voluto ribadire questa natura dell’esistenza umana che è la vita non da sola. Dall’altra parte ci ricorda pure che la vita significa poco se non si riempie di bellezza e di amore". La vita si sviluppa nelle relazioni: c’è però un problema sempre più avvertito che è quello della solitudine, in tanti casi, dell’uomo contemporaneo…"La solitudine è la grande questione dell’oggi. Vediamo che il disagio sociale è legato anche all’appesantirsi di solitudini di vario genere. All’opposto, situazioni molto difficili e dure vengono affrontate con una certa positività proprio grazie a un tessuto di relazione e compagnia". È venuto a mancare quel tessuto di relazione, soprattutto a livello familiare, di cui ci narrano i racconti, ad esempio, della vita rurale di un tempo?"Anche oggi sperimentiamo che i momenti migliori della nostra esistenza sono legati al costituirsi di relazioni importanti, rapporti significativi. Per questo la concezione dell’uomo come monade, che spesso viene anche sottesa a certe immaginazioni legislative o a una certa produzione culturale, non rende ragione nemmeno del presente". Perché l’idea di dedicare un Festival alla vita?"Non essendo un uomo di scienza, ho cercato un linguaggio più consono all’arte e alla cultura. Penso che questo possa essere un modo per affrontare in modo aperto, laico, disponibile al dialogo una serie di questioni che attraversano la vita di tutti e che talora vengono trattate con una dialettica fine a se stessa, o immediatamente ridotte a materia di scontro politico". La scelta di Bologna come sede di questa prima edizione non è casuale…"Fare un festival culturale nella città in cui è nata la più antica università del mondo significa riportare il livello di discussione in campo libero, aperto, serio, fuori da qualsiasi schematizzazione. L’iniziativa ha il patrocinio dell’Università di Bologna, oltre che del Comune, proprio perché si riconosce il valore culturale della discussione su questi temi". Dialettica e scontro politico portano talora a una contrapposizione tra "cattolici" e i cosiddetti "laici" su temi che, invece, riguardano tutti…"Certo, gli argomenti messi a fuoco in questo festival toccano la vita di tutti, non interessano solo chi ha fede. Sono tematiche complesse e spesso sottomesse alla verifica dell’esperienza e delle scoperte scientifiche. L’importante è essere pienamente ragionevoli, riconoscere i dati della realtà, non manipolarli in maniera ideologica, e riconoscere pure tutto lo sforzo che l’uomo sta facendo – con la scienza, con l’espressione filosofica e artistica – per comprenderne meglio il senso". Tra i cinque "caffè delle conversazioni scientifiche", uno riguarda "cambi di paese, cambi di stato". A cosa ci si riferisce?"Ci sono cambi di stato che riguardano anche semplicemente la vita nei suoi passaggi: pensiamo ad esempio allo stato vegetativo. Su questi si concentra la ricerca, come pure la discussione scientifica e politica. Poi ci sono cambi di Paese e confine, fenomeno largo che va letto in maniera non schematica, né superficiale".

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