Un salvagente per l’euro” “

Unione bancaria: regolare il settore finanziario anche per aiutare l'economia

L’unione bancaria è oggetto di lunghi negoziati presso le istituzioni Ue. Ma il tempo stringe, dal momento che la Banca centrale europea ha iniziato un processo di valutazione globale delle banche europee e le questioni legislative dovranno essere risolte entro la fine della legislatura parlamentare, attorno a marzo. È opportuno quindi evidenziare alcuni aspetti dell’unione bancaria e talune questioni etiche implicate.Con la crisi dell’euro si è creato un circolo vizioso tra Stati e banche. Una crisi del settore bancario è destinata a peggiorare la situazione del bilancio di uno Stato, a motivo degli sforzi attuati a livello nazionale per salvare gli istituti di credito. D’altra parte, una crisi del debito pubblico causerà problemi nel settore bancario in quanto le banche detengono nel loro portafoglio porzioni significative di titoli del debito pubblico.Ora, la creazione di un’unione bancaria completerà in modo decisivo l’unione monetaria. Con l’unione economica e l’unione di bilancio (fiscale), essa entra a far parte del “progetto” che la Commissione europea ha pubblicato di recente per rafforzare la governance economica, evidenziando le questioni di legittimità politica e democratica che ora si pongono a livello europeo (unione politica).L’unione bancaria comprende quattro elementi. Il primo riguarda norme uniformi sui capitali propri: il pacchetto Crd IV è entrato in vigore il 17 luglio 2013. Esso recepisce nel quadro normativo europeo le nuove norme globali sui capitali propri delle banche (“accordi di Basilea III”), dal momento che durante la crisi finanziaria ci si è resi conto della troppo fragile capitalizzazione delle banche, che rendeva difficile per loro assorbire i traumi derivanti da mercati finanziari destabilizzati.Il secondo elemento riguarda un controllo bancario europeo: la legislazione su un meccanismo unico di vigilanza bancaria, sotto l’egida della Bce, adottato definitivamente nel mese di ottobre 2013. Da ottobre 2014 la Bce controllerà direttamente le 130 banche sistemiche europee, ossia i maggiori istituti di credito. Nel frattempo esaminerà la solidità di queste banche.Il terzo elemento dell’unione bancaria è un piano europeo per risolvere le crisi bancarie tra cui un fondo di risoluzione in tale settore: in una prima fase, il Consiglio europeo dei ministri nel luglio 2013 ha trovato un accordo tra le autorità nazionali per armonizzare le procedure di salvataggio di una banca. Nel percorso, la Commissione ha adottato la proposta di un meccanismo europeo per la risoluzione di una crisi bancaria (in caso di crisi transnazionale), compresa la creazione di un fondo unico. In base a tale proposta, un nuovo Consiglio unico di risoluzione o la Commissione deciderebbero di avviare le procedure di salvataggio. Un fondo di salvataggio, alimentato dalle banche, sarebbe sotto il controllo del Consiglio unico di risoluzione. La base giuridica di questa proposta, il ruolo della Commissione e la gestione della fase transitoria dei fondi di salvataggio (prima che vi sia denaro sufficiente) sono ancora oggetto di disaccordo e il Consiglio europeo ha invitato i legislatori (Parlamento e Consiglio) a raggiungere un accordo entro la fine dell’anno.Quarto elemento: si tratta di un sistema comune di assicurazione dei depositi. La proposta della Commissione è bloccata tra il Parlamento e la Commissione, ma dovrebbe anch’essa trovare una soluzione entro la fine dell’anno. Infine, entro il mese di novembre, la Commissione ha annunciato una proposta per la riforma del settore bancario per separare meglio le attività delle banche di deposito e quelle delle banche d’investimento.L’unione bancaria dovrebbe quindi permettere di monitorare meglio le banche e i mercati finanziari, e di evitare la formazione di bolle speculative. Tutto ciò sarebbe utile per consolidare il mercato unico dei servizi finanziari. Vale la pena notare, infine, come la frammentazione del controllo bancario nel mercato unico e la risoluzione delle crisi bancarie nel quadro nazionale siano un notevole svantaggio per le economie di molti Stati membri. A causa della debolezza delle loro banche, le imprese di questi Paesi devono pagare interessi molto più alti per finanziare i loro investimenti rispetto ai concorrenti in altri Paesi. Questa è un problema concreto nel mercato unico che occorrerà sanare al più presto.

Altri articoli in Archivio

Archivio

Informativa sulla Privacy