Comece, Spagna, Ungheria

Comece: assemblea su migranti e integrazione
“Le migrazioni e l’integrazione” sono al centro dell’assemblea plenaria d’autunno della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece), programmata dal 13 al 15 novembre a Bruxelles. I lavori si apriranno con un momento pubblico su “L’esperienza migrante”: Cecilia Taylor Camara, consulente per le politiche migratorie del Catholic Trust for England & Wales, organismo caritativo della conferenza dei vescovi inglesi, porterà l’esperienza di coloro che sono in prima linea nell’aiutare i migranti. La conferenza fa parte di un programma di incontri avviato a ottobre dalla Comece in vista delle elezioni europee. I lavori assembleari continueranno con una sessione di aggiornamento sulle politiche comunitarie in materia di migrazione, asilo e integrazione dei migranti, con l’intervento di rappresentanti delle istituzioni politiche europee. Un’altra sessione sarà invece dedicata al traffico di esseri umani, tema affrontato attraverso la testimonianza di un ispettore di polizia e una donna dal Regno Unito vittima della tratta. I vescovi intendono così “contribuire allo sviluppo di una riflessione pastorale” della Chiesa in Europa in questo ambito “per rispondere alla crisi immediata e per elaborare strategie pastorali per l’accoglienza e l’integrazione dei migranti in futuro”. Ai temi sociali è dedicata anche ampia parte del numero di novembre di “Europeinfos”, il mensile dell’organismo ecclesiale europeo (www.europe.infos.eu). Tra i numerosi contributi e le tematiche affrontate, José Ramos-Ascensão (del segretariato Comece) definisce i termini della questione e le problematiche etiche legate alla sempre più diffusa “maternità surrogata”. Thorfinnur Ómarsson (Caritas Europa) presenta i frutti di uno studio Caritas sui modelli di stato sociale evidenziando le fragilità future prevedibili in relazione alla crisi economica. “Europeinfos” parla inoltre di cambiamenti climatici, con un approfondimento sulla “fuel poverty”, la difficoltà per motivi economici di poter vivere in ambienti sufficientemente caldi, con gravi conseguenze sulla salute e la vita delle persone, anziani in particolare.

Spagna: iniziative in chiusura dell’Anno della fede
A conclusione dell’Anno della fede, le diocesi dell’Aragona si recheranno in pellegrinaggio alla cattedrale basilica della Vergine del Pilar, a Saragozza, sabato 16 novembre. Per l’occasione i cinque vescovi (Manuel Ureña Pastor, arcivescovo di Saragozza, Alfonso Milián Sorribas, pastore di Barbastro-Monzón, Carlos Escribano Subías, di Teruel e Albarracín, Julián Ruiz Martorell, di Huesca e Jaca, Eusebio Hernández Sola, di Tarazona) hanno scritto insieme una lettera pastorale, nella quale invitano a lasciarsi guidare dall’amore nella verità scoperta grazie alla fede. “Compiamo questo pellegrinaggio – spiegano i presuli – con particolare devozione a Maria, figura e immagine della Chiesa, che riunisce in sé e riflette in un certo modo le supreme verità della fede”. Il pellegrinaggio, allora, vuole essere un segno concreto “di conversione e di penitenza” in occasione dell’Anno della fede. E questo perché “è necessario riscoprire i contenuti della fede professata, celebrata e vissuta”. “Il nostro atto di fede – avvertono i vescovi dell’Aragona – è tanto più vero quanto più è figura e immagine dell’atto di fede della Madre di Dio”. Sempre in occasione dell’Anno della fede la Provincia ecclesiastica di Saragozza ha organizzato un’altra iniziativa comune alle diocesi dell’Aragona: un ritiro spirituale per sacerdoti e laici sulle quattro costituzioni del Concilio Vaticano II.

Ungheria: cresce il contributo alla Chiesa cattolica
Quest’anno, rispetto al 2012, un maggior numero di contribuenti ha destinato il proprio contributo volontario dell’1% alla Chiesa cattolica in Ungheria. Gli ungheresi hanno la possibilità di decidere, anno per anno, quali organizzazioni riceveranno una percentuale delle loro entrate, sulla base delle loro dichiarazioni dei redditi. Secondo il sito web www.politics.hu, mentre nel 2012 la Chiesa cattolica ungherese ha ricevuto 2,3 miliardi di fiorini (7,8 milioni di euro) da 605.700 contribuenti, quest’anno 2,5 miliardi di fiorini sono entrati nelle casse della Chiesa grazie a 655.898 donatori. La Chiesa riformata ungherese ha ricevuto 833 milioni di fiorini lo scorso anno, saliti a 902 milioni quest’anno. La terza posizione è appannaggio della Chiesa evangelica, con 265 milioni di fiorini. Complessivamente, le Chiese cristiane in Ungheria hanno ricevuto 3,66 miliardi di fiorini dal contributo dell’1% delle imposte versate.

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